{"id":13828,"date":"2017-06-08T18:29:15","date_gmt":"2017-06-08T16:29:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13828"},"modified":"2021-06-15T11:28:31","modified_gmt":"2021-06-15T09:28:31","slug":"it-arti-cinema-non-delude-mai-e-le-misere-soddisfazioni-di-chi-perde-i-dibattiti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13828","title":{"rendered":"it.arti.cinema non delude mai (e le misere soddisfazioni di chi perde i dibattiti)"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;altra sera sono andato a vedere\u00a0<em>Intimacy\u00a0<\/em>(Patrice Ch\u00e9reau, Francia\/UK 2001), all&#8217;interno della rassegna di Laboratorio28\u00a0<em><a href=\"http:\/\/laboratorio28.it\/cosa-parliamo-parliamo-damore\/\">Di cosa parliamo quando parliamo d&#8217;amore<\/a><\/em>. Il film aveva ottime credenziali: Orso d&#8217;oro a Berlino e Orso d&#8217;Argento alla migliore attrice.<\/p>\n<h3>Parentesi sulla trama (contiene <em>spoiler<\/em>)<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg\"><img data-attachment-id=\"13830\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13830\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?fit=704%2C396\" data-orig-size=\"704,396\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Intimacy\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?fit=300%2C169\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?fit=510%2C287\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13830\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?resize=704%2C396\" alt=\"\" width=\"704\" height=\"396\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?w=704 704w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?resize=300%2C169 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?resize=510%2C287 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?resize=700%2C394 700w\" sizes=\"(max-width: 704px) 100vw, 704px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Il film racconta della storia, a Londra, fra Jay (Mark Rylance, bravissimo), e Claire. Lui fa il barista in un locale di grido, ha lasciato la famiglia sette anni prima e non sembra ancora essersi ripreso: sembra un naufrago nei gorghi della\u00a0citt\u00e0; lei \u00e8 sposata e aspira a fare l&#8217;attrice. Inizialmente, per\u00f2, non sappiamo nulla di loro ed essi non sanno l&#8217;uno dell&#8217;altra neppure il nome: si incontrano\u00a0tutti i mercoled\u00ec, nello squallido (<em>davvero<\/em> squallido) appartamento semi bombardato di lui, e fanno sesso, in maniera disperata, per poi separarsi. Per i primi venti, venticinque minuti del film Ch\u00e9reau ci mostra solo quasi solo i loro accoppiamenti, senza nessuna censura o quasi: corpi nudi avvinghiati sul pavimento. Poi pian piano la prospettiva si allarga, Jay scopre la vita di Claire e lentamente vi si insinua, stringendo un rapporto torbido di sfida e complicit\u00e0 insieme con il marito di lei, un tassista grassoccio interpretato da Timothy Spall, anche lui bravissimo. Date le premesse non pu\u00f2 finir bene, o forse s\u00ec: in fondo la vita e il rapporto di Jay, Claire e gli altri \u00e8 tragico, si, ma banalmente tragico, e anche il melodramma gli \u00e8 negato.<\/p>\n<h3>Fine parentesi, passiamo al dibattito<\/h3>\n<p>Essendo una proiezione in un circolo del cinema, alla fine c&#8217;era il dibattito.<\/p>\n<p>Ora: se avete letto\u00a0il modo col quale ho descritto la trama, forse vi stupir\u00e0 sapere che ero pronto a criticarlo.\u00a0L&#8217;ho trovato nel complesso davvero poco interessante, manierato nella sua poetica di sesso e incomunicabilit\u00e0, eccessivamente carico di simbolismi, confuso nella costruzione della trama, bolso nell&#8217;insistito parallelo fa vita e teatro, non particolarmente bello cinematograficamente, con dialoghi molto letterari che stridono con la realt\u00e0\u00a0visiva che presenta, cos\u00ec insistentemente verista, con una direzione degli attori enfatica e gridata &#8211; quando entrambi i protagonisti, invece, rendono al meglio nei silenzi e nei gesti &#8211; e, infine, pretenzioso nell&#8217;insistita ostentazione dei corpi e dei rapporti sessuali. Il film \u00e8 anche molto forte, quindi non dir\u00f2 che non mi \u00e8 piaciuto: come ho detto, mi fermo all&#8217;espressione <em>poco interessante<\/em>.<\/p>\n<p>Oh, ero <em>decisamente <\/em>in minoranza; buona parte dei miei punti deboli erano letti in maniera radicalmente diversa e opposta: il piacere di ricostruire la trama e immaginarne premesse e conseguenze, l&#8217;apprezzamento per le simbologie (fino, sar\u00f2 polemico, a trovare nel film anche quello che non c&#8217;\u00e8). C&#8217;era anche tutto un friccicorino di ormoni risvegliati nella visione, qui e l\u00e0, compresa una interessante discussione se farlo in piedi contro il muro, vestiti, in fretta, sia di uno squallore assoluto o invece, perch\u00e9 no?, <em>interessante<\/em>, che oscillava fra il poetico e&#8230; l&#8217;invece no.<\/p>\n<p>Complessivamente, una delle discussioni post-cinema pi\u00f9 curiose che mi siano mai capitate. Tra l&#8217;altro questo accenno\u00a0a Jay e Claire\u00a0affannosamente in piedi, ora che lo scrivo mi ricorda un pezzetto di Guccini che evoca in maniera assolutamente precisa una parte dell&#8217;atmosfera del film (con la differenza, non da poco, che i protagonisti di Guccini sono ventenni che saranno disillusi in <em>futuro<\/em>, e Jay e Claire sono quarantenni che\u00a0sono stati disillusi nel\u00a0<em>passato<\/em>):<\/p>\n<blockquote><p>Forse ci consolava far l&#8217; amore, ma precari in quel senso si era gi\u00e0<br \/>\nun buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la citt\u00e0.<br \/>\nL&#8217;amore fatto alla &#8220;boia d&#8217; un Giuda&#8221; e al freddo in quella stanza di altri e spoglia:<br \/>\nvederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia!<\/p>\n<p>E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi non ne ho,<br \/>\nche nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o l\u00e0 dove si pu\u00f2&#8230;<br \/>\nE adesso che sappiam quasi tutto e adesso che problemi non ne hai,<br \/>\nper nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l&#8217;Hi-Fi&#8230;<\/p><\/blockquote>\n<p>Quindi facciamo una pausa musicale e poi passiamo, finalmente, a\u00a0<em>it.arti.cinema<\/em>.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/kX7GrOBIUeg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Andando via, perplesso, ho cercato su\u00a0<em>Google<\/em> cosa si fosse detto a suo tempo su\u00a0<em>Intimacy<\/em> in\u00a0<em>it.arti.cinema<\/em>. L&#8217;avevo gi\u00e0 fatto due settimane fa, dopo\u00a0<em>La ragazza sul ponte<\/em> di Leconte, che avevo trovato, anche quella volta in assoluta minoranza, carino ma furbetto. Quella volta avevo notato che la discussione sul <em>newsgroup\u00a0<\/em>si era rapidamente spostata dal film a Vanessa Paradis e da lei alla questione se sia meglio preferire ragazze molto magre o pi\u00f9 in carne: la cosa, tutto sommato, mi aveva indirettamente confermato nel mio giudizio di un film non indimenticabile.<\/p>\n<p>Su\u00a0<em>Intimacy<\/em>, invece, c&#8217;\u00e8 stata molta pi\u00f9 <a href=\"https:\/\/groups.google.com\/forum\/#!searchin\/it.arti.cinema\/intimacy|sort:relevance\/it.arti.cinema\/miuKwTX-KPA\/iJAskf-VHeEJ\">discussione<\/a>, e in molti casi su linee non dissimili dalle mie osservazioni, ma allargate dal confronto delle opinioni (le critiche erano la maggioranza ma ad alcuni, con tutta evidenza, era piaciuto). Non \u00e8 certo il\u00a0<em>thread\u00a0<\/em>pi\u00f9 indimenticabile del\u00a0<em>newsgroup<\/em>, n\u00e9 quello in cui si impari di pi\u00f9 di cinema (io su\u00a0<em>iacine<\/em> ho imparato moltissimo)\u00a0e certo non \u00e8 uno dei casi nel quale il dirsi le cose in faccia e in maniera diretta tipiche di <em>usenet<\/em> abbia dato l&#8217;esito migliore,\u00a0ma certo un po&#8217; di nostalgia mi \u00e8 venuta. Comunque, alla discussione pi\u00f9 sopra rimando per chi si vuol fare un&#8217;idea del film pi\u00f9 precisa dei miei pochi accenni (in sintesi: molto, molto imperfetto, ma interessante; quanto interessante, dipende dall&#8217;occhio di chi guarda). E comunque, se si ammette\u00a0che\u00a0<em>it.arti.cinema\u00a0<\/em>sia un giudice assoluto della realt\u00e0, allora l&#8217;altra sera avevo ragione io.<\/p>\n<h3>E dopo\u00a0<em>iacine<\/em>, il\u00a0<em>Guardian<\/em><\/h3>\n<p>Siccome ero sul pezzo, mi sono guardato anche le recensioni\u00a0straniere. Quelle francesi sono\u00a0divise fra <a href=\"http:\/\/www.filmdeculte.com\/cinema\/film\/Intimite-100.html\">positive<\/a>\u00a0(anche <a href=\"http:\/\/www.telerama.fr\/cinema\/films\/intimite,53737,critique.php\">molto positive<\/a>) e <a href=\"http:\/\/www.lesinrocks.com\/cinema\/films-a-l-affiche\/intimite\/\">negative<\/a>\u00a0(<em>troppa<\/em>\u00a0<em>cultura uccide il cinema<\/em>); sul\u00a0<em>Guardian <\/em>invece ho trovato molta pi\u00f9 severit\u00e0, forse perch\u00e9 il film era arrivato preceduto da una campagna pubblicitaria mirata a suggerire nel pubblico la domanda:\u00a0\u00abma \u00e8 tutto vero? l&#8217;hanno fatto veramente?\u00bb e questo ha irritato i critici (nel caso specifico, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/film\/2001\/jul\/29\/philipfrench\">Philip French<\/a>\u00a0e <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/film\/2001\/jul\/27\/1\">Peter Bradshaw<\/a>). Saranno soddisfazioni, anche queste: pensavo di non capirci pi\u00f9 niente di cinema&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;altra sera sono andato a vedere\u00a0Intimacy\u00a0(Patrice Ch\u00e9reau, Francia\/UK 2001), all&#8217;interno della rassegna di Laboratorio28\u00a0Di cosa parliamo quando parliamo d&#8217;amore. Il<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13830,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,14,56,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Intimacy.jpg?fit=704%2C396","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3B2","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":18291,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18291","url_meta":{"origin":13828,"position":0},"title":"Battaglie perse","author":"Rufus","date":"09\/09\/2020","format":false,"excerpt":"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AL8chWFuM-s Ho visto l'altro giorno alla Manifattura Tabacchi L'agnello di Mario Piredda, un film che ultimamente in Sardegna sta riempiendo le sale ovunque venga proiettato. 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