{"id":13618,"date":"2017-04-27T16:16:44","date_gmt":"2017-04-27T14:16:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13618"},"modified":"2017-05-11T10:29:41","modified_gmt":"2017-05-11T08:29:41","slug":"piccole-merde","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13618","title":{"rendered":"Piccole merde"},"content":{"rendered":"<p>Stamattina, sotto la doccia, mi sono ricordato del portinaio.<\/p>\n<p>Non quello del nostro palazzo, che non c&#8217;\u00e8 mai stato. Quello <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6973\">della <em>Saras<\/em><\/a>, cio\u00e8 il palazzo vicino.<\/p>\n<p>Non era proprio il portinaio vero e proprio: era piuttosto il marito della portinaia. Infatti lavorava altrove e verso le sei di sera, mentre noi giocavamo a pallone o a qualcos&#8217;altro, tornava a casa con in mano una valigettina di pelle, un po&#8217; curvo, un po&#8217; stanco.<\/p>\n<p>Aveva i baffettini, e noi ragazzi lo odiavamo. O almeno: ci era antipatico. Esattamente\u00a0<em>perch\u00e9<\/em> non lo ricordo: adesso sospetterei che in parte le relazioni interne al palazzo contassero\u00a0&#8211; dopotutto la moglie era la portinaia e i pap\u00e0 dei miei amici erano tipo tutti ingegneri; c&#8217;entrava per\u00f2 anche il fatto che lui e la moglie ci gridassero continuamente dietro perch\u00e9 passavamo sulle scale bagnate e giocavamo a\u00a0pallone in cortile\u00a0facendo rimbalzare il pallone contro le macchine. D&#8217;altra parte la moglie ci stava antipatica ma non ce l&#8217;avevamo proprio con lei; invece lui l&#8217;avevamo preso di mira.<\/p>\n<p>E insomma un periodo ogni volta che arrivava\u00a0gli cantavamo una canzoncina. All&#8217;epoca c&#8217;era questa famosa pubblicit\u00e0 &#8211; quelli che mi sono coetanei ricorderanno &#8211; del cacao\u00a0<em>Talmone<\/em>, che faceva: <em>Mamma mamma lo sai chi c&#8217;\u00e8? \u00e8 arrivato il merendero<\/em>&#8230;<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RIBEmaR7Cv0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>e noi l&#8217;avevamo modificato in\u00a0<em>\u00e8 arrivato il portinero<\/em> eccetera (facevamo anche l&#8217;urletto finale\u00a0<em>eeeeeel portinerooooh<\/em>).<\/p>\n<p>E cos\u00ec il poveretto tornava a casa, ogni sera, e trovava una ventina di bambini che lo avvistavano da lontano (qualcuno lo gridava:\u00a0<em>il portinaio, il portinaio!<\/em>) e mentre solcava la folla gli\u00a0facevano il coretto, tutti insieme, accompagnandolo fino alla porta ma tenendosi a distanza di sicurezza (perch\u00e9 lui si arrabbiava, e ci tirava la borsa).<\/p>\n<p>Tutti i giorni.<\/p>\n<p>Sfido che arrivava con la schiena un po&#8217; curva, il passo un po&#8217; strascicato&#8230;<\/p>\n<p>La storia non dev&#8217;essere durata molto, a quanto mi ricordo, per\u00f2 abbastanza perch\u00e9 mi si imprimesse nella memoria. Chiss\u00e0, magari prima o poi uno dei pap\u00e0 o delle mamme del palazzo a fianco pose termine alla questione. O forse il portinaio e la moglie alla fine andarono via, chiss\u00e0, davvero ora non ricordo.<\/p>\n<p>Per\u00f2 oggi mi \u00e8 venuto in mente, sotto la doccia, e un po&#8217; mi sono vergognato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamattina, sotto la doccia, mi sono ricordato del portinaio. Non quello del nostro palazzo, che non c&#8217;\u00e8 mai stato. Quello<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,86,53,18,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3xE","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13054,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13054","url_meta":{"origin":13618,"position":0},"title":"Breve la felice vita di Carl Stein","author":"Rufus","date":"04\/01\/2017","format":"video","excerpt":"Mi \u00e8 capitato da poco, a tavola durante un incontro di Banca Etica, di dire che il modo pi\u00f9 esatto col quale ormai nel modo della creazione dei videogame si tende a pensare a se stessi \u00e8 quello di artisti - e conseguentemente ai giochi come forme di arte. 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