{"id":13468,"date":"2017-03-30T16:42:55","date_gmt":"2017-03-30T14:42:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13468"},"modified":"2023-04-01T15:41:41","modified_gmt":"2023-04-01T13:41:41","slug":"cara-ti-amo-ma-sono-parecchio-confuso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13468","title":{"rendered":"Cara ti amo&#8230; ma sono parecchio confuso"},"content":{"rendered":"<p>Sabato sono stato con Maria Bonaria e qualche amico a vedere\u00a0<em>I cinque linguaggi dell&#8217;amore<\/em>, uno spettacolo di <a href=\"http:\/\/bartolomei.blogspot.it\/\">Pierluigi Bartolomei<\/a>.<\/p>\n<p>Siamo andati allo spettacolo piuttosto allo sbaraglio: l&#8217;invito ci \u00e8 giunto tramite l&#8217;Ufficio della Pastorale Familiare, la sede era la grande aula conferenze del Seminario diocesano e, secondo quanto ci ha detto un amico sacerdote di passaggio, fra il pubblico c&#8217;erano molti aderenti all&#8217;<em>Opus Dei<\/em>,\u00a0quindi il contesto era piuttosto chiaro.\u00a0Per\u00f2 l&#8217;esatto tema dello spettacolo tutto sommato sfuggiva: Maria Bonaria, per esempio, si \u00e8 chiesta se si trattasse di un adattamento de <a href=\"http:\/\/www.jacabook.it\/ricerca\/schedalibro.asp?idlibro=541\"><em>I quattro amori<\/em><\/a> di C.S. Lewis.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13474\" aria-describedby=\"caption-attachment-13474\" style=\"width: 231px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg\"><img data-attachment-id=\"13474\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13474\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?fit=1752%2C2280\" data-orig-size=\"1752,2280\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;1.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 5D Mark II&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1358467200&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;50&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.002&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Gary_D._Chapman\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?fit=231%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?fit=510%2C664\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-13474 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?resize=231%2C300\" alt=\"\" width=\"231\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?resize=231%2C300 231w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?resize=115%2C150 115w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?resize=510%2C664 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?resize=700%2C911 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?w=1752 1752w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Gary_D._Chapman.jpg?w=1600 1600w\" sizes=\"(max-width: 231px) 100vw, 231px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13474\" class=\"wp-caption-text\">Gary Chapman &#8211; da <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=50272283\"><em>Wikipedia<\/em><\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>In realt\u00e0, come spiega Bartolomei fin dalle prime battute,\u00a0<em>I cinque linguaggi dell&#8217;amore<\/em> \u00e8 una lezione-spettacolo &#8211; un monologo di <em>cabaret<\/em>\u00a0&#8211; che intende divulgare i contenuti del libro omonimo sulla comunicazione fra coniugi di Gary Chapman (<em>ElleDiCi<\/em>\u00a02001, \u20ac 10), che durante lo spettacolo viene presentato come psicologo e che in realt\u00e0 \u00e8 <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Gary_Chapman_(author)\">un pastore battista bianco del Sud con una formazione (molto rispettabile) in antropologia e formazione degli adulti conseguita presso universit\u00e0 religiose<\/a>.\u00a0<em>I cinque linguaggi dell&#8217;amore<\/em> \u00e8 un suo libro di\u00a0<em>estremo<\/em> successo, con milioni di copie vendute e traduzioni in cinquanta paesi; negli anni il libro \u00e8 diventato una vera e propria <a href=\"http:\/\/www.5lovelanguages.com\/\"><em>franchise<\/em><\/a> con variazioni infinite: adattamenti per giovani, per militari, per coppie anziane e addirittura per <em>singles<\/em>,\u00a0eccetera.<\/p>\n<p>Parentesi: \u00e8 sempre curioso come un certo tipo di movimenti cattolici non usi\u00a0<em>mai<\/em> nessuna cautela nel trasferire nel proprio discorso religioso materiali provenienti dal mondo della Riforma americana, considerati accettabili solo perch\u00e9 di impostazione conservatrice avvolta in un linguaggio cristiano. In questo caso non siamo agli estremi della <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4917\">polemica contro Halloween<\/a>, ma ai bei vecchi tempi nei quali ero un animatore parrocchiale un libro di auto-aiuto americano come quello di Chapman sarebbe stato guardato con\u00a0<em>estremo<\/em> sospetto, tanto pi\u00f9 se proveniente da una fonte per la quale\u00a0la dimensione ecclesiale comunitaria,\u00a0i Sacramenti e la presenza di un\u00a0sacerdozio gerarchico sono del tutto fuori dell&#8217;orizzonte.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il discorso \u00e8 pi\u00f9 complesso. In primo luogo\u00a0da un punto di vista terapeutico sostanzialmente Chapman, diciamo, <a href=\"http:\/\/www.cornerstoneclinic.ca\/2015\/08\/book-review-the-5-love-languages-the-secret-to-love-that-lasts-by-gary-chapman\/\">male non fa<\/a>\u00a0e anzi probabilmente stimola le coppie, anche quelle con una impostazione laica,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.slate.com\/articles\/arts\/books\/2015\/01\/the_christian_self_help_series_the_five_love_languages_reviewed.html\">alla ricerca di una migliore intesa affettiva reciproca<\/a>; del resto leggo da tutte le parti che Chapman \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2011\/11\/20\/fashion\/can-gary-chapman-save-your-marriage-this-life.html\">un ottimo consulente familiare e conferenziere<\/a>\u00a0con un suo pensiero non facilmente banalizzabile e certamente non stereotipato. E\u00a0in secondo luogo&#8230;<\/p>\n<p>&#8230; aspettate, andiamo per gradi.<\/p>\n<p>Lo spettacolo inizia con una parte che non c&#8217;entra nulla con Chapman. Con alle spalle una grande diapositiva di un cervello umano, Bartolomei racconta delle differenze fisiologiche fra uomini e donne. Testosterone e ossitocina, grandezza del cervello e dei suoi vari componenti e perci\u00f2, insomma, i motivi ormonali e anatomici per i quali donne e uomini si comportano diversamente: potete farvi un&#8217;idea da <a href=\"http:\/\/it.aleteia.org\/2016\/01\/14\/le-6-differenze-tra-il-cervello-di-un-uomo-e-quello-di-una-donna\/\">questo articolo di <em>Aleteia<\/em><\/a>, che contiene molte affermazioni simili a quelle fatte da Bartoleomei e&#8230;<\/p>\n<p>Parentesi: la fonte di <em>Aleteia\u00a0<\/em>\u00e8\u00a0un <a href=\"http:\/\/ucsp.edu.pe\/imf\/investigacion\/articulos\/como-comunicar-amarnos-mejor\/\">sito universitario cattolico spagnolo<\/a>\u00a0che usa come fonte primaria gli studi di una certa Louann Brizendine. Sono pronto a scommettere che nelle varie traduzioni nessuno si \u00e8 preoccupato di revisionare le fonti, ma essendo l&#8217;amichevole\u00a0zio Rufus di quartiere che tutti amate io invece l&#8217;ho fatto e ho scoperto che la Brizendine \u00e8 l&#8217;autrice di un libro del 2006 intitolato <em>Il cervello delle donne<\/em> (<em>BUR <\/em>2011, \u20ac 10) e di un altro pi\u00f9 recente,\u00a0<em>Il cervello dei maschi<\/em> (<em>Rizzoli <\/em>2010, \u20ac 18), ricchi di argomentazioni del genere \u00abGli uomini sono taciturni, le donne ciarliere\u00bb o: \u00abLe donne sono naturalmente predisposte a reprimere l&#8217;ira, gli uomini in caso di stress andranno a cercare la prima femmina disponibile\u00bb. Il problema \u00e8 che gi\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.nature.com\/nature\/journal\/v443\/n7112\/full\/443634a.html\">il primo libro della Brizendine \u00e8 stato assassinato da\u00a0<em>Nature <\/em><\/a>(che ha coniato al proposito il termine <em>psiconeuroindottrinologia<\/em>):<\/p>\n<blockquote><p>E tuttavia, nonostante le ampie credenziali accademiche dell&#8217;autrice, &#8220;<em>Il cervello delle donne&#8221; fallisce in maniera deludente nel\u00a0soddisfare perfino gli standard pi\u00f9 basilari di correttezza ed equilibrio scientifico. Il libro \u00e8 infestato di errori scientifici ed \u00e8 fuorviante in riferimento ai processi dello sviluppo del cervello, il sistema neuroendocrino e la natura delle differenze fra i sessi in generale. A livello della &#8220;immagine d&#8217;assieme&#8221;, tre errori si stagliano con nitidezza. Primo, le differenze fra i sessi fra gli umani sono enfatizzati fino al punto di creare specie differenti e tuttavia virtualmente tutte le differenze nella struttura del cervello e la maggior parte delle differenze in comportamento sono caratterizzate da piccoli scarti medi e da una grande sovrapposizione fra maschi e femmine a livello individuale. In secondo luogo i dati sulle differenze strutturali e funzionali nel cervello sono routinariamente\u00a0descritti in termini\u00a0tali da\u00a0far presumere che debbano\u00a0predire tutte le differenze nel comportamento fra i sessi. Infine, l&#8217;enfasi sui livelli ormonali fino alla virtuale esclusione dei sistemi che li interpretano (e le reciproche interazioni regolatorie fra recettori e sistemi di secrezione) \u00e8 specialmente deplorevole, data l&#8217;enfasi clinica del libro sulle terapie ormonali.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Non lo so se Bartolomei ha mai letto\u00a0<em>Aleteia\u00a0<\/em>o la Brizendine. In realt\u00e0 siamo qui nel campo dell&#8217;eterno <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/science\/2013\/dec\/07\/brain-science-ditch-male-female-cliche\">dibattito di natura contro cultura<\/a>:\u00a0le teorie sul genere tendono a occupare il campo della cultura, di questi tempi, quindi gli oppositori spontaneamente tendono a schierarsi nel campo della natura, salvo scambiarsi reciprocamente di posto quando conviene. Se ci si aggiunge che il tipo di argomentazioni <em>gli uomini vengono da Marte, le donne da<\/em> <em>Venere<\/em>, paga in termini di visibilit\u00e0, vendite e riscontro sui giornali anche quando \u00e8 campato per aria, si comprende come mai\u00a0questo tipo di argomentazioni risulti totalmente inquinato e quindi, nel mettere le mani avanti al suo discorso sulle relazioni familiari in modo da posizionarsi in maniera evidente lontano da qualunque sospetto di teoria\u00a0<em>gender<\/em> ed enfatizzando le differenze\u00a0<em>strutturali\u00a0<\/em>e <em>ineliminabili\u00a0<\/em>fra uomini e donne,\u00a0Bartolomei fa riferimento a <a href=\"http:\/\/www.sciencemag.org\/news\/2015\/11\/brains-men-and-women-aren-t-really-different-study-finds\">posizioni scientifiche quanto meno malferme<\/a> (a occhio sta anche utilizzando inconsapevolmente teorie femministe eterodosse ma pur sempre piuttosto lontane dai suoi valori; l&#8217;enfasi sulle differenze, fra l&#8217;altro, \u00e8 normalmente volta a titillare il gusto delle lettrici in funzione dell&#8217;affermazione della <em>superiorit\u00e0<\/em> delle donne, una posizione che sospetto Bartolomei possa non condividere). Davvero, la modernit\u00e0 crea strani compagni di letto.<\/p>\n<p>Ma ci si fa poco caso perch\u00e9 siamo all&#8217;inizio dello spettacolo e questa parte \u00e8 divertente: Bartolomei \u00e8 spigliato, nel suo monologo, gli aneddoti &#8211; una collezione di classiche cose da guerra dei sessi in famiglia, lui sul divano, lei che fa cento cose alla volta, lui apre i cassetti e non trova le cose, lei va in paranoia se lui non si mette le pattine &#8211; sono spiritosi, il taglio da romanaccio alla Flavio Insinna molto accattivante. Paradossalmente questa parte introduttiva, che non riguarda direttamente il <em>focus <\/em>dello spettacolo e Chapman, \u00e8 quella che teatralmente funziona di pi\u00f9.<\/p>\n<p>A questo punto per\u00f2 la struttura dello spettacolo si fa ripetitiva: per ciascuno dei cinque linguaggi dell&#8217;amore elencati da\u00a0Chapman viene presentato un breve filmato negativo, sempre azzeccato, poi prosegue il monologo con gli esempi che Bartolomei prende dalla propria vita familiare e infine chiude la sezione un altro filmato, questa volta positivo (cio\u00e8\u00a0espressivo della corretta modalit\u00e0 di comunicazione), di solito piuttosto insipido e meno preciso della sua controparte negativa. Servirebbe forse molto pi\u00f9 il colpo da\u00a0<em>knock-out<\/em> (cinque colpi, in realt\u00e0, uno per ciascun\u00a0linguaggio): la battuta o l&#8217;episodio fulminante che stampi il\u00a0concetto in mente in maniera indelebile. Invece questo manca e man mano affiora un po&#8217; di stanchezza\u00a0e qualche lentezza di troppo. O forse servirebbe, se questa dopotutto \u00e8 una esposizione di contenuti &#8220;didattici&#8221;, un tono pi\u00f9 colloquiale e meno\u00a0istrionismo, non so: certo\u00a0<em>I cinque linguaggi dell&#8217;amore\u00a0<\/em>beneficirebbe parecchio dell&#8217;apporto di un regista\u00a0professionale o perlomeno di un cosceneggiatore.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte \u00e8 il problema minore. A un terzo dello spettacolo ho detto a Bonaria: \u00abCerto che per essere un discorso sul comprendersi fra coniugi,\u00a0il punto di vista \u00e8 molto maschile\u00bb.<\/p>\n<p><em>Molto<\/em> maschile. Per dirla alla romana, era\u00a0un po&#8217; alla\u00a0<em>io so&#8217; io e tu&#8230; sei solo &#8216;na moglie<\/em>, ecco. Uomini e donne c&#8217;hanno ciascuno dei difetti, ma gli uomini&#8230; meno. S\u00ec, s\u00ec, le donne fanno cento cose alla volta e sanno trovare le cose nei cassetti, per\u00f2, diciamolo, sono delle specie di aliene isteriche fuori dei confini della realt\u00e0. Ascoltavo e pensavo al raffronto con <em>Cara ti amo<\/em> di <em>Elio e le storie tese<\/em>: anche l\u00ec c&#8217;\u00e8 uno sfott\u00f2 di genere insistito e perfino feroce, ma il sarcasmo \u00e8 volontario e esibito; sabato invece teoricamente avrebbe dovuto prevalere l&#8217;autoironia o la mutua comprensione. Pensavo, in questa fase, che forse lo spettacolo potrebbe funzionare di pi\u00f9 con un pubblico\u00a0<em>tutto<\/em> maschile, come provocazione per portare\u00a0fuori pregiudizi ed egoismi, in una specie di cura all&#8217;incontrario: elenchiamo tutti i luoghi comuni sulle donne che gli uomini amano scambiarsi &#8211; sta sempre l\u00e0 a pulire, vuole i complimenti ma non te lo dice, si\u00a0tocca i capelli per vedere se ti accorgi che se li \u00e8 tagliati, <em>cosa c&#8217;hai?, niente, come niente?, se mi volevi bene non avevi bisogno di chiederlo<\/em> &#8211; e vedere, dopo una cura da cavallo di qualunquismi del genere, come reagisce il pubblico. Magari a quel punto ci puoi piazzare una parte\u00a0<em>costruens<\/em>, chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Solo che non \u00e8 cos\u00ec, e man mano il maschilismo diventa asfissiante. A due terzi mi sono reso conto che il problema non era il punto di vista maschile, ma la cornice interpretativa delle relazioni familiari, cio\u00e8 quella di una famiglia\u00a0<em>tradizionale<\/em> nella quale la moglie, lavori o no, si deve sfangare pure i lavori domestici e la gestione della prole, essendo &#8211; potenza del cervello femminile &#8211; naturalmente predisposta alla cura, mentre il marito si fa i cavoli suoi perch\u00e9 deve ricaricare il testosterone, qualunque cosa questo voglia dire, e perch\u00e9 comunque, essendo un povero Cristo normale e non un&#8217;isterica a cui il ciclo o l&#8217;amore per la cera sui pavimenti scatena reazioni\u00a0inconsulte, ha diritto a tutta la nostra comprensione.<\/p>\n<p>Il massimo \u00e8 quando Bartolomei racconta questo aneddoto relativo alla sua famiglia (immagino e spero gli aneddoti siano in effetti fittizi). La moglie deve andare per una settimana a un ritiro con delle amiche, quindi lui dovr\u00e0 gestire la casa.\u00a0In una narrazione di una famiglia normale la premessa finirebbe l\u00e0, invece qui viene specificato che lei prima di partire trova\u00a0<em>naturale<\/em>\u00a0pianificare il mangiare per una settimana e lasciare tutto accuratamente predisposto in frigo, preparare i cambi per i ragazzi e lasciarli pronti eccetera. Cos\u00ec, senza battere ciglio. Comunque, com&#8217;\u00e8 ovvio, la storiella prosegue che appena lei parte lui si dedica allo svacco totale, semidemolisce la casa, fa vivere i figli come selvaggi e infine riesce perfino a ustionarsi con l&#8217;olio bollente. Quando torna la moglie ti aspetteresti, in coerenza con uno spettacolo volto, apparentemente, alla buona comunicazione fra i coniugi, che lui le dica qualcosa tipo: \u00abCara, scusa, non lo faccio pi\u00f9\u00bb, oppure: \u00abFinalmente comprendo tutta la fatica che fai in casa\u00bb. Sarebbe coerente con una famiglia di impostazione\u00a0tradizionale ma anche umanamente rispettoso. Invece la battuta con cui Bartolomei chiude l&#8217;episodio \u00e8: \u00abSe te ne vai di casa un&#8217;altra volta per una settimana chiedo l&#8217;annullamento alla Sacra Rota\u00bb e insomma, davvero cos\u00ec non va: lo chiedesse lei l&#8217;annullamento, povera donna.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 qui il secondo punto, che prima ho rimandato, sul fatto che il riferimento a Chapman dello spettacolo \u00e8 piuttosto complesso. Perch\u00e9 me lo sono trovato sulla rete e l&#8217;ho letto, il Chapman, e trovo che l&#8217;interpretazione che ne d\u00e0 Bartolomeni sia\u00a0superficiale. <em>Traduttore \u00e8 traditore<\/em>, ma qui siamo al sostenimento di posizioni che sono molto oltre il tranquillo, gentile ed empatico tradizionalismo del pastore battista, il quale a un certo punto scrive:<\/p>\n<blockquote><p>A causa dei mutamenti sociologici occorsi negli ultimi trent&#8217;anni, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nella societ\u00e0 americana uno stereotipo comune sui ruoli maschili e femminili. Tuttavia questo non vuol dire che tutti gli stereotipi sono stati rimossi. Vuol dire piuttosto che il numero di stereotipi si \u00e8 moltiplicato. Prima dei giorni della televisione, l&#8217;idea di una persona su\u00a0cosa dovessero fare un marito e una moglie e di come dovessero relazionarsi era influenzato principalmente dai propri genitori. Con la pervasivit\u00e0 della televisione e la proliferazione di famiglie monoparentali, tuttavia, i modelli di ruolo sono spesso influenzati da forze estranee alla casa. Qualunque sia la vostra percezione, ci sono ampie possibilit\u00e0 che il vostro coniuge percepisca i ruoli familiari in maniera in qualche modo diversa da voi. La volont\u00e0 e disponibilit\u00e0 a esaminare e cambiare gli stereotipi \u00e8 necessaria se si vuole esprimere l&#8217;amore in maniera pi\u00f9 efficace. Ricordate, non ci sono ricompense nel mantenere gli stereotipi, ma ci sono enormi benefici nel soddisfare le necessit\u00e0 emozionali del vostro coniuge.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;impostazione che emerge dallo spettacolo \u00e8 diametralmente opposta:\u00a0<em>prima<\/em> manteniamo gli stereotipi\u00a0&#8211; perch\u00e9 si sa, il cervello \u00e8 fatto cos\u00ec &#8211; \u00a0e\u00a0<em>poi<\/em> troviamo quel modo di comunicare che riduca il danno e faccia funzionare il tutto il maniera il pi\u00f9 possibile sana. Qui lo stereotipo \u00e8 la sua stessa ricompensa, e non \u00e8 una differenza da poco.<\/p>\n<p>Alla fine dello spettacolo, siamo andati a mangiare panzerotti pugliesi. Eravamo in sei, tre coppie, cinque cattolici impegnati e un amico laico. Le reazioni variavano dall&#8217;imbufalito al perplesso. Nessuno era contento, l&#8217;amico laico meno di tutti, anzi francamente scandalizzato. E un po&#8217; ti chiedi: \u00e8 questa la pastorale che serve?<\/p>\n<p>Io sono, anche se molti non ci credono, un cristiano piuttosto conservatore, del resto mi sono formato sotto Giovanni Paolo II (e nel rigore dell&#8217;Azione Cattolica). E quindi, insomma, penso di no.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato sono stato con Maria Bonaria e qualche amico a vedere\u00a0I cinque linguaggi dell&#8217;amore, uno spettacolo di Pierluigi Bartolomei. 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