{"id":13431,"date":"2017-03-16T18:40:41","date_gmt":"2017-03-16T17:40:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13431"},"modified":"2018-04-17T12:41:05","modified_gmt":"2018-04-17T10:41:05","slug":"tex-il-ragazzo-rapito-la-dissonanza-cognitiva-e-il-richiamo-del-sangue","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13431","title":{"rendered":"Tex, il ragazzo rapito, la dissonanza cognitiva e il richiamo del sangue"},"content":{"rendered":"<h2><em>Il ragazzo rapito<\/em> e <em>Duello a Madison Creek<\/em> (Tex nn. 676-677, Faraci e Acciarino, Sergio Bonelli Editore<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg\"><img data-attachment-id=\"13432\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13432\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?fit=640%2C844\" data-orig-size=\"640,844\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Tex 676\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?fit=227%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?fit=510%2C673\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-13432\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?resize=227%2C300\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?resize=227%2C300 227w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?resize=114%2C150 114w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?resize=510%2C673 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?w=640 640w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>)<\/h2>\n<p>Ho letto l&#8217;altro giorno la seconda parte di questa storia\u00a0e alla fine mi sono rimaste delle perplessit\u00e0 che volevo condividere con voi, ma prima lasciate che vi avvisi: per potere spiegare i miei dubbi dovr\u00f2 raccontare particolari importanti delle trama, rovinando eventualmente il gusto della sorpresa a chi fosse interessato a leggere la storia per conto suo.<\/p>\n<p>Dunque, il racconto si sviluppa cos\u00ec: c&#8217;\u00e8 il classico importante speculatore che intende scacciare i piccoli allevatori dalle loro tenute e che si avvale per questo scopo della solita banda di assassini. Durante una di queste incursioni al gruppo viene aggiunto un nuovo\u00a0<em>pistolero<\/em>, Ken Bowen, il quale provvede di persona a eliminare il proprietario della fattoria.<\/p>\n<p>Ecco, questo particolare \u00e8 importante: lo ammazza personalmente.<\/p>\n<p>Subito dopo, per\u00f2, si rende conto che nella casa c&#8217;\u00e8 anche il giovanissimo figlio dell&#8217;allevatore &#8211; che \u00e8 a questo punto \u00e8 anche un testimone importante, oltre che l&#8217;erede della propriet\u00e0 &#8211; e lo porta in salvo, anche a costo di mettersi contro i suoi vecchi complici, per motivi legati a episodi legati al suo passato e alla morte della figlia; diciamo cos\u00ec: Bonden non ammazza bambini.<\/p>\n<p>Secondo particolare importante: il bambino non sa che Bonden ha ammazzato il padre.<\/p>\n<p>Si sviluppa quindi una partita con pi\u00f9 giocatori: Bonden scappa col ragazzino, i suoi complici lo cercano, lo sceriffo cerca gli assassini e Tex e Carson cercano tutti. Seguono peripezie varie, sparatorie,\u00a0<em>flashback\u00a0<\/em>che spiegano il passato di Bonden, episodi che mostrano cementarsi il rapporto fra il bandito e il ragazzino e alla fine il <em>redde rationem<\/em>: con gli avversari di oggi che, guarda caso, si scoprono gli stessi del passato.<\/p>\n<p>In s\u00e9 la storia non \u00e8 niente di speciale (peraltro benissimo disegnata), la cosa che mi interessa \u00e8 il finale. Nel quale finale Tex, secondo un uso sempre pi\u00f9 frequente negli ultimi tempi (cio\u00e8, diciamo, nell&#8217;ultimo centinaio di numeri e oltre) passa su Bonden un giudizio di grazia e lo lascia libero di rifarsi una vita. Con il piccolo Tim (il quale cos\u00ec, incidentalmente, \u00e8 privato della propriet\u00e0, la quale non sappiamo che fine far\u00e0).<\/p>\n<p>Cio\u00e8 Bonden come premio per la sua famiglia del passato distrutta ottiene un nuovo figlio, del quale ha appena appena ammazzato il padre.<\/p>\n<p>Perbacco.<\/p>\n<h3>Dissonanze cognitive e non<\/h3>\n<p>Si usa il termine <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dissonanza_cognitiva\"><em>dissonanza cognitiva<\/em><\/a> per indicare quelle occasioni nelle quali i nostri sensi o ci\u00f2 che sperimentiamo contrastano con ci\u00f2 che\u00a0<em>sappiamo<\/em>;\u00a0come se un giorno ci rendessimo conto che il sole sorge a ovest, per esempio, o come\u00a0quella volta che in ristorante mi hanno portato la zuccheriera e un bello spirito ci aveva messo dentro il sale: uno \u00e8 cos\u00ec abituato all&#8217;equazione zuccheriera=c&#8217;\u00e8 dentro una sostanza dolce che prima di capire razionalmente che dentro c&#8217;era altro ci ho dovuto mettere un minuto (e stafogarmi sul caff\u00e8 salato, che schifo).<\/p>\n<p>Nel mondo dei giochi, sulla stessa falsariga, si parla di dissonanza\u00a0<em>ludonarrativa<\/em>, <a href=\"http:\/\/clicknothing.typepad.com\/click_nothing\/2007\/10\/ludonarrative-d.html\">a partire da un articolo seminale di Clint Hocking<\/a>. Sono quei casi nei quali narrazione inclusa nel gioco &#8211;\u00a0<em>diegesi<\/em>, diciamo &#8211; e meccaniche di gioco sono in contrasto. Per esempio quando giocavo a\u00a0<em>Etherlords<\/em> la storia \u00e8 quella che tu sei una specie di profeta chiamato a ricostruire un mondo che un cataclisma ha sfrantumato in mille schegge: tu sei il salvatore promesso, colui che riunir\u00e0 i vari popoli e ricostruir\u00e0 l&#8217;universo. Orbene, man mano accumuli creature che diventano tuoi seguaci. Tutto normale, no? Dopotutto sei un salvatore e un profeta. Solo che per progredire nel gioco devi prendere i tuoi seguaci pi\u00f9 deboli, metterli in una macchina e cavargli l&#8217;energia per darla alle creature pi\u00f9 potenti e renderle cos\u00ec ancora pi\u00f9 forti.<\/p>\n<p>Salvatore. Profeta. Piuttosto direi: assassino.<\/p>\n<p>Qui in questi due numeri di\u00a0<em>Tex<\/em> c&#8217;\u00e8 qualcosa che stride allo stesso modo: chiamiamola\u00a0<em>dissonanza narrativa<\/em>.<\/p>\n<p>La nota falsa sta, in parte, nel fatto che Bonden se la cavi. Tex non \u00e8 mai stato un personaggio particolarmente giustizialista, ma giusto s\u00ec: \u00e8 quindi i pesci piccoli potevano cavarsela senza troppi danni, soprattutto se confessando aiutavano a incastrare il vero pezzo grosso dell&#8217;organizzazione criminale. Per i pesci medi, invece, c&#8217;era la promessa di mettere una buona parola col giudice, scampare alla forca o ottenere un trattamento di favore. E poi ci sono sempre stati, ultimamente con cadenza maggiore, quelli che sembravano poter godere di particolari circostanze attenuanti, perch\u00e9 incamminatisi sulla cattiva strada per responsabilit\u00e0 non tutte loro.<\/p>\n<p>Bonden potrebbe rientrare in questa categoria: giovane\u00a0<em>pistolero<\/em> che ha appeso la pistola al chiodo per amore della moglie, la riprende quando il suo\u00a0<em>ranch<\/em> e minacciato: ma la violenza non paga e moglie e figlia gli sono uccise. A quel punto si incammina\u00a0(definitivamente?) sulla strada della violenza, a partire da una strage nella quale praticamente fa piazza pulita dell&#8217;intera cittadina che ha collaborato alla morte dei suoi cari.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che Tex, appunto, \u00e8\u00a0<em>giusto<\/em>. E Bonden, per quanto giustificato, ha non poco sangue sulle mani. Una parte, oltretutto, \u00e8 sangue innocente. Sceneggiatori vecchio stile avrebbero spazzato questo sangue innocente nelle pieghe del racconto, senza farlo vedere. Faraci invece lo mette in primo piano:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg\"><img data-attachment-id=\"13435\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13435\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?fit=800%2C1055\" data-orig-size=\"800,1055\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Bonden omicidio\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?fit=227%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?fit=510%2C673\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-13435 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?resize=800%2C1055\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1055\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?w=800 800w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?resize=114%2C150 114w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?resize=227%2C300 227w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?resize=510%2C673 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Bonden-omicidio.jpg?resize=700%2C923 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>L&#8217;altra classica soluzione, ovviamente, \u00e8 quella che Bonden paghi il prezzo del peccato, come le donne perdute dei\u00a0<em>western<\/em> classici che alla fine si sacrificano\u00a0per salvare il protagonista e permettergli di sposare la maestrina. Oppure l&#8217;amore di Tim pu\u00f2 essere sufficiente a redimerlo? Forse s\u00ec: c&#8217;\u00e8 una tensione drammatica che pu\u00f2 essere sciolta con Bonden che viene fatto fuggire o sopravvivere perch\u00e9\u00a0il ragazzino intercede per lui: i suoi peccati sono grandi, ma ha molto sofferto e io, bambino saggio cresciuto anzitempo, non voglio altre morti. Ci potrebbe stare.<\/p>\n<p>Potrebbe. Ma salvare la pelle e\u00a0<em>anche<\/em> ricostituirsi una vita con il figlio dell&#8217;uomo che hai ammazzato? Non funziona.<\/p>\n<p>O perlomeno: magari poteva funzionare con una scrittura diversa. Ci possono essere mille articolazioni alternative e magari una risulterebbe soddisfacente, chiss\u00e0. <em>Questa<\/em> scrittura di Faraci, per\u00f2, non funziona: \u00e8 sbrigativa e alla fine risulta banale e, appunto, contraddittoria e dissonante. E Tex che consente questo sciglimento narrativo, quindi, non appare giusto, ma\u00a0<em>arbitrario<\/em>, e questo per un eroe come lui \u00e8 evidentemente un&#8217;ulteriore dissonanza che sconcerta il lettore.<\/p>\n<h3>Il richiamo del sangue<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg\"><img data-attachment-id=\"13436\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13436\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?fit=800%2C1055\" data-orig-size=\"800,1055\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Tex 677\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?fit=227%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?fit=510%2C673\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-13436 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?resize=227%2C300\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?resize=227%2C300 227w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?resize=114%2C150 114w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?resize=510%2C673 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?resize=700%2C923 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-677.jpg?w=800 800w\" sizes=\"(max-width: 227px) 100vw, 227px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Credo per\u00f2 che una parte della dissonanza narrativa non dipenda da questi motivi &#8211; che comunque sono\u00a0rilevanti &#8211; ma dal particolare crimine compiuto da Bonden e dalla relazione fra il bambino e la vittima. Bonden, cio\u00e8, uccide il padre. Caspita, \u00e8 un archetipo assoluto: la morte del padre vuole vendetta, sangue chiama sangue. Il problema cio\u00e8 non \u00e8 che Bonden abbia le mani sporche di sangue innocente, ma che fra tutti abbia proprio ucciso il\u00a0<em>padre <\/em>del ragazzino.<\/p>\n<p>Se ci pensate, una morte dovrebbe essere pari a quella di chiunque altro, no? Se il ragazzino avesse visto Bonden uccidere un altro tizio, poniamo uno sceriffo, sarebbe partito a cuor leggero con lui?<\/p>\n<p>Eppure, narrativamente, la cosa ci farebbe meno problema. Tanto pi\u00f9 qui, in un caso nel quale il ragazzino non sa che a uccidere il padre \u00e8 stato Bonden (ricordate?): occhio\u00a0non vede, cuore non duole.\u00a0Invece istintivamente \u00e8 questo che fa problema: che il sentiero della vendetta personale sia\u00a0chiuso, che sia proprio l&#8217;offensore a stabilire la relazione con la vittima.<\/p>\n<p>Eppure, si potrebbe pensare: se Tim fosse felice, che problema ci sarebbe?\u00a0Qui non siamo pi\u00f9 sul versante narrativo di Bonden, a chiederci se la sua pena sia giusta o meno, se Tex lo grazi con troppa benevolenza o no. Qui il <em>focus<\/em> \u00e8 sul bambino: come se essere defraudato della vendetta per il padre fosse troppo, come se affidarlo proprio all&#8217;assassino del padre sia una soluzione abusiva, un po&#8217; come se la storia fosse quella di una ragazza violentata da uno sconosciuto che alla fine, senza saperlo, sposa esattamente quell&#8217;uomo. Caspita! Faremmo un salto sulla sedia, e qui \u00e8 un po&#8217; lo stesso.<\/p>\n<p>Ci pensavo anche in riferimento a qualche caso attuale sulle adozioni:\u00a0nel sentire comune la felicit\u00e0 del minore \u00e8, in qualche modo, posta sullo stesso piano &#8211; talvolta direttamente subordinata &#8211; al diritto che viene dal sangue; il diritto per gli zii di adottare\u00a0i nipoti in caso di morte dei genitori, o dei nonni di supplire alle manchevolezze dei genitori, magari. Il diritto, il richiamo del sangue. Una cosa vecchia come l&#8217;alba dei tempi e forse non pi\u00f9 tanto adatta ai tempi moderni, magari. Eppure fortissima: ci fa problema nei casi di cronaca e anche quando Tito Faraci non maneggia forse troppo adeguatamente la materia narrativa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ragazzo rapito e Duello a Madison Creek (Tex nn. 676-677, Faraci e Acciarino, Sergio Bonelli Editore) Ho letto l&#8217;altro<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13432,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,20,56,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Tex-676.jpg?fit=640%2C844","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3uD","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":10208,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10208","url_meta":{"origin":13431,"position":0},"title":"\u00c8 difficile parlare di Tex","author":"Rufus","date":"19\/05\/2015","format":"video","excerpt":"Strani collegamenti Ormai dieci giorni fa sono andato\u00a0a una manifestazione-dibattito che si intitolava Sulle orme di Tex e che metteva al centro, a quel che avevo letto sul giornale, il tema del genocidio dei nativi americani. 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