{"id":132,"date":"2012-08-20T23:32:57","date_gmt":"2012-08-20T21:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=132"},"modified":"2015-12-14T11:54:41","modified_gmt":"2015-12-14T10:54:41","slug":"sul-capitolo-vii-del-compendio-della-dottrina-sociale-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=132","title":{"rendered":"Sul capitolo VII del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg\"><img data-attachment-id=\"135\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=135\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg?fit=446%2C600\" data-orig-size=\"446,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"compendio dottrina sociale della chiesa cattolica\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg?fit=223%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg?fit=446%2C600\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-135\" title=\"compendio dottrina sociale della chiesa cattolica\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg?resize=223%2C300\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg?resize=223%2C300 223w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg?w=446 446w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Nel mio intervento vorrei brevemente indicare una \u201cattenzione di lettura\u201d, cio\u00e8 suggerire un modo con cui affrontare la lettura di questo capitolo, e poi dire quali sono secondo me i due temi portanti che emergono con maggiore forza dal testo. Chiuderei, se ce la faccio, con una citazione che ho trovato, che mi \u00e8 piaciuta molto e che fa \u201cquadrare\u201d il tutto.<\/p>\n<p>Cominciamo con lo stile di lettura. Il mio \u00e8 stato questo: c&#8217;\u00e8 un brano del Vangelo, un versetto pi\u00f9 esattamente, che mi ha accompagnato lungo tutta la lettura del capitolo del Compendio che mi \u00e8 stato affidato. La frase nel compendio \u00e8 semplicemente citata in nota ma per me \u00e8 molto importante. \u00c8 il versetto di Matteo 6,24: &#8220;Non potete servire Dio e il denaro&#8221;. Perch\u00e9 in fondo il capitolo che ho letto potrebbe essere riassunto nell&#8217;espressione: &#8220;Denaro e fede cristiana&#8221;, ma la radicalit\u00e0 evangelica, confermata in vario modo dai Padri, ci dovrebbe far dire piuttosto: &#8220;Denaro <em>o<\/em> fede cristiana&#8221;.<\/p>\n<p>Questo per me \u00e8 molto chiaro e non pu\u00f2 che essere la cornice di tutto ci\u00f2 che diciamo. D&#8217;altra parte, come diceva Diogneto, i cristiani vivono in mezzo agli altri cittadini, viviamo in una societ\u00e0 che usa il denaro, direi di pi\u00f9: \u00e8 basata sul denaro, respiriamo economia, e allora che fare? Non possiamo che scendere a un compromesso, e tentare di cavalcare la tigre. Ma \u00e8 importante ricordare che \u00e8 un compromesso. C&#8217;\u00e8 in economista francese, Latouche, che osserva come il nostro tentativo di governare i fenomeni economici genera delle strane espressioni contraddittorie: consumo&#8230; ma critico; sviluppo&#8230; ma sostenibile; commercio&#8230; ma equo e solidale. E il Compendio viaggia per tutto il capitolo sullo stesso sottile equilibrio di un compromesso per sua natura instabile fra denaro e fede cristiana.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una critica, nel senso: non mi sto tirando fuori. Io stesso &#8220;posseggo&#8221; una Banca, un piccolissimo pezzo della Banca popolare Etica, per\u00f2 sono pur sempre un &#8220;azionista&#8221;, dunque anche io ho deciso di compromettermi, di fare etica <em>mediante<\/em> la finanza&#8230; noi in Banca Etica diciamo spesso di noi che non vogliamo essere una banca <em>alternativa<\/em>, cio\u00e8 fuori dal sistema, ma <em>alterativa<\/em>, cio\u00e8 dentro la vita economica per migliorarla.<\/p>\n<p>Tuttavia ritengo, e la finanza etica lo sperimenta con fatica tutti i giorni, che questa &#8220;convivenza&#8221; col denaro sia una sorta di piano inclinato che facilmente porta a scelte, a soluzioni non buone se noi, come dicevano i Padri orientali, \u201cnon poniamo una sentinella al nostro cuore\u201d. Altrimenti cosa succede? Che oggi rinunciamo a un piccolo pezzo della nostra diversit\u00e0, domani a un altro, e alla fine quella pretesa (giustissima!) che ha il Compendio di sottomettere la vita economica alla vita morale salta, perch\u00e9 il mondo \u00e8 fatto cos\u00ec, perch\u00e9 la vita economica ha le sue regole\u2026 e cos\u00ec via. Perch\u00e9 il denaro non \u00e8 un bene; non \u00e8 il bene ultimo (perch\u00e9 uno solo \u00e8 il Signore), e non \u00e8 nemmeno penultimo: \u00e8 un mezzo. Ma fra tutti i mezzi \u00e8 uno dei pi\u00f9 insidiosi, e facilmente divora, come il Mammona dei Fenici, coloro che se ne servono se si lasciano andare all&#8217;assuefazione. E noi lo vediamo tutti i giorni, nel predominio che la vita economia ha assunto sulla politica, sulla cultura, sulla comunicazione, sulla dignit\u00e0 delle persone.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 il mio consiglio di lettura per questo capitolo \u00e8 questo: scrivete in alto a destra su ogni pagina il versetto. &#8220;Non potete servire dio e il denaro&#8221;. E rileggetevelo di volta in volta. Il problema non \u00e8 la ricchezza in s\u00e9, ma l&#8217;uso che se ne fa. Verissimo, ma&#8230; &#8220;Non potete servire Dio e il denaro&#8221;. La ricchezza offre opportunit\u00e0 per fare il bene? Certo, ma&#8230; &#8220;Non potete servire Dio e il denaro&#8221;. Il libero mercato \u00e8 una istituzione socialmente importante&#8230; l&#8217;imprenditore deve avere la sua libert\u00e0 d&#8217;iniziativa&#8230; MA NON POTETE SERVIRE DIO E IL DENARO.<\/p>\n<p>Venendo ai temi, mi pare che ce ne sono due che attraversano come un filo rosso tutto il capitolo. Il primo \u00e8 quello della giustizia. Non c\u2019\u00e8 campo dell\u2019agire umano come la vita economica che implichi maggiormente la discussione su cosa sia \u201cgiusto\u201d. Naturalmente, se siamo cristiani sappiamo che la misura della giustizia di Dio \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, che \u00e8 morto sulla croce per i giusti <em>e<\/em> per i peccatori, perci\u00f2 \u201cfare giustizia\u201d, anche nella vita economica, non pu\u00f2 riportare a banali criteri meritocratici o legalistici, ma deve dire qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n<p>E dunque, quanti di noi, nella loro vita economica quotidiana, si pongono il problema di <em>essere giusti<\/em>? Se lo pone la comunit\u00e0 cristiana complessiva, nell\u2019uso che fa dei suoi beni?<\/p>\n<p>Mi \u00e8 pi\u00f9 semplice spiegarmi con due esempi. Il primo: \u00e8 naturale che coloro che fanno i lavoretti in Chiesa, fanno le pulizie, le piccole riparazioni, e non sono volontari debbano essere pagati. \u00c8 meno naturale, forse, ma opportuno, che magari gli vengano pagati anche i contributi, che siano assicurati. Ma se io fossi il Vescovo, e volessi \u201cfare giustizia\u201d prenderei i disoccupati da pi\u00f9 lungo tempo della Diocesi, gli farei fare una cooperativa, e gli darei in appalto la manutenzione di tutte le chiese.<\/p>\n<p>Il secondo esempio: \u00e8 certamente opportuno che se la diocesi ha dei beni, dei terreni per esempio, quei beni siano usati per finanziare le attivit\u00e0 pastorali, per il sostentamento della diocesi. Ma molti vescovi della Locride hanno messo i beni della diocesi a disposizione dell\u2019imprenditorialit\u00e0 dei giovani della loro terra, per dare loro la possibilit\u00e0 di un futuro in una terra vessata dalla \u2018<em>ndrangheta<\/em>.<\/p>\n<p>Non voglio qui svalutare i mille rivoli operosi della carit\u00e0 (per esempio parrocchiale), ma ricordo che il Concilio dice che non \u00e8 corretto dare a titolo di carit\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 dovuto a titolo di giustizia, e dunque con il richiamo alla giustizia intendo riportare \u201ca monte\u201d, a una impostazione di base il nostro agire economico come comunit\u00e0 cristiana. Io credo che il tema della giustizia dia profondit\u00e0, direi \u201ctridimensionalit\u00e0\u201d a quanto scrive il Compendio. Anche una serie di riferimenti, allo stato, al mercato, ai corpi intermedi, alle istituzioni internazionali, alla globalizzazione, incrociati col tema della giustizia acquisiscono maggior pregnanza.<\/p>\n<p>E in ogni caso, il tema della giustizia richiama a comportamenti anche molto quotidiani. Pagare le tasse. Personalmente e collettivamente. Per esempio, come soci della Banca Etica riteniamo che tutte le realt\u00e0 che fanno attivit\u00e0 economica dello stesso tipo devono pagare le stesse tasse. Anche l\u2019ICI.<\/p>\n<p>Il tema personale e quotidiano dell&#8217;esercizio della giustizia si intreccia strettamente con quello \u201cglobale\u201d della destinazione universale dei beni e delle risorse, a cui il Compendio dedica un altro capitolo specifico oltre naturalmente ai riferimenti che fa in questo di cui stiamo parlando. La destinazione universale dei beni implica che non si scarichino i costi del nostro tenore di vita sulle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione, o sui paesi pi\u00f9 deboli, o sulle generazioni future, assicurandoci una condizione di ricchezza a scapito di altri.<\/p>\n<p>Di fronte a questa affermazione, la situazione \u00e8 chiaramente tragica. Povert\u00e0 crescente nei paesi del Nord, i quali comunque collettivamente si pappano l\u201980% della ricchezza mondiale, lasciando al restante 80% della popolazione un misero 20%. Il petrolio finir\u00e0 fra cinquant\u2019anni, e ci sono buone probabilit\u00e0 che alla prossima generazione lasciamo una terra rovinata per sempre.<\/p>\n<p>I beni ci sono dati in uso, non per il nostro esclusivo possesso. Si tratta di un tema che era stato annunciato con molta forza in occasione del Giubileo da Giovanni Paolo II, e sarebbe opportuno che ci chiedessimo: che \u00e8 rimasto del Giubileo sotto questo punto di vista? Per esempio, della campagna per l&#8217;abolizione del debito dei paesi pi\u00f9 poveri? Non ne parla nemmeno il Compendio, spero per ragioni di&#8230; &#8220;compendio&#8221;, ma non \u00e8 questa la domanda. Non parlo qui dell&#8217;impegno di vertice della Chiesa italiana, ma piuttosto della sensibilit\u00e0 quotidiana delle comunit\u00e0 ecclesiali. Mi pare che sia un tema di nuovo oggi molto abbandonato.<\/p>\n<p>Vengono qui a proposito le parole di un grande resistente danese contro Hitler, il pastore Kaj Munk, trucidato dai nazisti nel 1944: \u00abQuale dunque il compito del predicatore oggi? Dovrei rispondere Fede, Speranza, Carit\u00e0? Sembra una bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto coraggio. Ma neppure questo \u00e8 abbastanza provocatorio per costituire l\u2019intera verit\u00e0. Il nostro compito oggi \u00e8 la temerariet\u00e0, perch\u00e9 ci\u00f2 di cui noi, come Chiesa, manchiamo non \u00e8 certamente n\u00e9 di psicologia n\u00e9 di letteratura, quello che a noi manca \u00e8 una santa collera\u00bb. La santa collera, la temerariet\u00e0 che scaturisce dall\u2019urgenza dell\u2019ingiustizia, dal grido del misero che si eleva fino al cielo. Quando forze economiche come quelle all\u2019opera ai nostri giorni sacrificano milioni di persone al dio-denaro, non possiamo rimanere inoperosi. Perch\u00e9 come diceva sempre Kaj Munk: \u00abI simboli della Chiesa cristiana sono sempre stati il leone, l\u2019agnello, la colomba, il pesce, ma mai il camaleonte\u00bb.<\/p>\n<p>Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mio intervento vorrei brevemente indicare una \u201cattenzione di lettura\u201d, cio\u00e8 suggerire un modo con cui affrontare la lettura di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,54,17,62,16],"tags":[118],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg?fit=446%2C600","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-28","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":248,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=248","url_meta":{"origin":132,"position":0},"title":"Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa","author":"Rufus","date":"21\/08\/2012","format":false,"excerpt":"Un compendio ha sempre valore per la possibilit\u00e0 di avere comodamente a portata di mano, in un unico volume, dati e materiale relativo a diversi argomenti; in questo caso oltretutto molte delle fonti sono sparse e non sempre di agibile consultazione (anche considerando la possibilit\u00e0 di utilizzare il database di\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/compendio-dottrina-sociale-della-chiesa-cattolica.jpg?fit=446%2C600&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":18590,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=18590","url_meta":{"origin":132,"position":1},"title":"La lectio che abbiamo gi\u00e0 fatto","author":"Rufus","date":"30\/04\/2021","format":false,"excerpt":"A quanto pare il gruppo La Pira ci ha preso gusto e domenica, alle 18,00, facciamo di nuovo lectio, in questo caso sul brano della vite e dei tralci che si trova al Vangelo di Giovanni al capitolo 15, versetti 1-8. 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