{"id":13054,"date":"2017-01-04T14:47:53","date_gmt":"2017-01-04T13:47:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13054"},"modified":"2019-03-20T10:38:54","modified_gmt":"2019-03-20T09:38:54","slug":"breve-la-felice-vita-di-carl-stein","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13054","title":{"rendered":"Breve la felice vita di Carl Stein"},"content":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 capitato da poco, a tavola durante un incontro di Banca Etica, di dire che il modo pi\u00f9 esatto col quale ormai nel modo della creazione dei <em>videogame<\/em> si tende a pensare a se stessi \u00e8 quello di <em>artisti<\/em> &#8211; e conseguentemente ai giochi come forme di <em>arte<\/em>. Qualcuno dei miei commensali, gente abituata a stare nel sociale, ha educatamente sollevato il sopracciglio, perplesso.<\/p>\n<p>Naturalmente parlavo di <em>arte<\/em> nel senso con il quale se ne pu\u00f2 parlare nel cinema, dove si passa lungo uno spettro piuttosto lungo che va dallo sperimentalismo pi\u00f9 spinto alle produzioni banalmente commerciali. Los tesso si potrebbe dire per la musica: ma per quanto si possa dire che il cinema o la produzione musicale sono anche <em>industria<\/em>, la dimensione artistica comunque rimane.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/nJ9Cc7W2AKs?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<h2><em>Beholder<\/em> (<em>Warm Lamp Games<\/em>, Russia 2016)<\/h2>\n<p>E dunque lasciate che vi racconti una storia.<\/p>\n<p>Carl Stein ha una bella famiglia: una moglie affettuosa, una bambina caruccia e un figlio maggiore che \u00e8 riuscito a entrare all&#8217;Universit\u00e0 e che, se terr\u00e0 duro, avr\u00e0 un bell&#8217;avvenire assicurato.<\/p>\n<p>La famiglia \u00e8 eccitata per essersi trasferita da poco in una nuova casa, pi\u00f9 grande e comoda: con le assegnazioni gestite dal Governo e i lunghi tempi di attesa \u00e8 una fortuna. Ma con il nuovo lavoro di portinaio di Carl \u00e8 giunta anche l&#8217;assegnazione dell&#8217;alloggio.<\/p>\n<p>Tanta fortuna, e anche l&#8217;ingresso del figlio all&#8217;Universit\u00e0, dipendono dagli sforzi eroici che Carl fa per garantire il benessere dei suoi cari.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Carl \u00e8 una spia. Quando non c&#8217;\u00e8 nessuno entra negli appartamenti degli inquilini e piazza videocamere di sorveglianza. Passa lunghe ore nel centro di controllo del seminterrato a esaminare la loro vita. Perquisisce i loro effetti personali, alla ricerca di cose compromettenti che dimostrino la loro infedelt\u00e0 alla Patria. Compila rapporti su ciascuno e li manda al Ministero, ricevendo in cambio benevolenza e apprezzamento per il suo zelo. Talvolta li denuncia: in questo caso giungono due poliziotti nerboruti e del malcapitato non rester\u00e0 traccia: \u00e8 tempo di far entrare nuovi ospiti nell&#8217;appartamento.<\/p>\n<p>E, talvolta, Carl si concede strappi alla regola: chiude un occhio, cerca di proteggere i suoi inquilini, aggira le Direttive del Ministero. Cammina sul filo, Carl, perch\u00e9 sa benissimo che, un giorno, i due poliziotti potrebbero giungere anche per lui.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la trama di <em>Beholder<\/em>, un gioco di produzione russa uscito un mesetto fa: una storia distopica che si ispira, evidentemente, all&#8217;epoca nella quale nella DDR i portinai dei palazzi erano quasi tutti agenti della <em>STASI<\/em>.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/K7NtUpgDfzE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p>Ho trovato <em>Beholder<\/em> su <em>Steam<\/em> in offerta, ci sto giocando un pochino e lo trovo molto interessante.<\/p>\n<p>Intanto per il lato <em>artistico<\/em>, come dicevo. Sono sempre esistiti giochi <em>politici<\/em>, anche nei giochi da tavolo: giochi, cio\u00e8, che esprimevano il punto di vista dell&#8217;autore &#8211; non parliamo dei giochi di ruolo, dove era la norma. Anche nei <em>videogame<\/em>, fin dai primordi: ricordo un gioco per <em>Amiga <\/em>nel quale si era un servizio segreto e si dovevano rovinare gli oppositori del regime (ambientato in Inghilterra, peraltro).<\/p>\n<p>Ma <em>Beholder<\/em> \u00e8 molto significativo perch\u00e9 \u00e8 rappresentativo di una generazione di <em>videogame<\/em> ormai molto maturi, che sono in grado di accoppiare a un <em>tema<\/em> meccaniche di gioco appropriate e <em>mezzi <\/em>espressivi estremamente efficaci, cos\u00ec che la pretesa di definirsi <em>arte<\/em> risulta del tutto giustificata.<\/p>\n<p>Basta vedere la grafica, per esempio, cos\u00ec accuratamente studiata con il suo bianco e nero. La cura nella creazione del <em>cast<\/em> dei personaggi, una sceneggiatura interessante &#8211; dico lo sviluppo della trama durante il gioco a seconda delle azioni del protagonista &#8211; e la presenza di alcune dinamiche di gioco che servono a far crescere il senso di paranoia e di oppressione del giocatore; per esempio quando denuncio o profilo qualcuno il modulo che devo usare obbligatoriamente mi chiede anche di sbarrare una serie di caselline inutili (se il soggetto \u00e8 maschio o femmina, qual \u00e8 il suo stato civile, esattamente in quale appartamento abita) che sono un buon rimando alla stolida burocrazia di certi regimi dittatoriali e che divengono alla fine pi\u00f9 importanti dell&#8217;oggetto della denuncia stessa: se li sbaglio, infatti, vengo punito io, non il denunciato; c&#8217;\u00e8 un telefono dal quale non posso mai allontanarmi troppo, perch\u00e9 da l\u00ec giungono le istruzioni del Ministero, anche se nel frattempo devo mandare avanti il palazzo e il mio lavoro di spia, e un diluvio di ordinanze e divieti del Ministero da leggere senza perdere tempo (alcune oltretutto improbabili: non si possono detenere mele, per esempio) e che, ovviamente, vanno citate esattamente col numero di protocollo e la data al momento in cui denuncio chi le ha violate.<\/p>\n<p>Naturalmente, dire che <em>Beholder<\/em> o un altro gioco sono una espressione artistica (faccio notare <em>en passant<\/em>: <a href=\"https:\/\/beholder-game.com\/about\/about-team\">collettiva<\/a>) non vuol dire che siano sempre <em>riusciti<\/em>. <em>Beholder<\/em> lo sto ancora giocando e noto che per mantenere gestibile la trama (cio\u00e8 limitare le possibilit\u00e0 di scelta del giocatore, che pu\u00f2 scegliere se fare <em>A <\/em>o <em>B<\/em> ma non pu\u00f2 fare <em>tutto<\/em>) la suddivide in micro-<em>quest<\/em> e capitoletti.<\/p>\n<p>In parte questo serve a mantenere il senso di paranoia del giocatore: attualmente sto cercando di far andar via dal suo appartamento il signor Schimmer come da istruzioni ministeriali, di soddisfare mia moglie che vuole cioccolato di contrabbando e di trovare aspirina per mia figlia Martha che \u00e8 malata, senza allontanarmi dal telefono, senza farmi sfuggire eventuali comportamenti negativi degli altri inquilini e mantenendo in efficienza il palazzo, dove l&#8217;appartamento 5 ha dei mobili da riparare. Per dire.<\/p>\n<p>In parte per\u00f2 questa impostazione introduce un certo meccanicismo che toglie al piacere del gioco: per far andare via Schimmer senza farlo arrestare (sto facendo il buono e il criptodissidente) serve un documento che si \u00e8 perso nell&#8217;archivio. Per avere il documento devo chiederlo al burocrate del secondo piano, che in cambio vuole una bottiglia di <em>whisky<\/em>. Per avere la bottiglia di <em>whisky<\/em> devo procurare una donna al medico dell&#8217;appartamento di fronte, che \u00e8 un <em>prot\u00e9g\u00e9<\/em> del regime, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Che una storia si apra a un&#8217;altra storia o pi\u00f9, intendiamoci, va benissimo, il problema \u00e8 quando \u00e8 troppo <em>facile<\/em> e il gioco si riduce a fare il giro dei sei inquilini per trovare quello che ha l&#8217;oggetto da dare a Tizio per avere l&#8217;oggetto da dare a Caio, che a sua volta&#8230; nel senso che in questo modo la tensione cala, inevitabilmente, perch\u00e9 il cervello del giocatore \u00e8 costretto a un lavoro contraddittorio: la parte che presiede alle emozioni \u00e8 portata a consonare con Carl che si sente in trappola e schiacciato da richieste contraddittorie, la parte razionale intuisce che la soluzione, in fondo piuttosto semplice, \u00e8 stata inserita dall&#8217;autore in maniera provvidenzialmente elementare e che, tutto sommato, non \u00e8 il caso di scaldarsi troppo.<\/p>\n<p>Sono ancora agli inizi del gioco, mi pare, quindi solo pi\u00f9 avanti scoprir\u00f2 se questo difetto esiste veramente o se la tensione rimane alta e i dilemmi etici proposti dal gioco sono veramente stringenti; l&#8217;altra possibile debolezza che si sveler\u00e0 solo nel finale \u00e8 capire dove va a parare la storia: leggo che sono possibili finali differenti a seconda delle decisioni prese e che le ramificazioni possibili sono numerose. \u00c8 il vecchio dilemma dei <em>libro-game<\/em>, nei quali gestire un gran numero di esiti era materialmente impossibile salvo non pubblicare un&#8217;enciclopedia in tredici tomi e quindi, alla fine, le varie diramazioni della trama tendevano a ricondurre tutte le narrazioni nello stesso alveo, con pochi esiti finali diversi. Un <em>videogame<\/em> ha astrattamente minori vincoli, ma comunque <em>Beholder<\/em> non sembra essere un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sandbox\"><em>sandbox<\/em><\/a> dalle possibilit\u00e0 infinite: per gestire la trama in maniera coerente gli autori avranno dovuto lavorare in maniera tale da dirigere il giocatore pi\u00f9 o meno verso una certa direzione: scoprire quale potr\u00e0 essere sar\u00e0 alla fine la soddisfazione migliore del gioco o la delusione pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Come in un film.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 capitato da poco, a tavola durante un incontro di Banca Etica, di dire che il modo pi\u00f9 esatto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":16157,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,9,56,82],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Beholder.jpg?fit=480%2C360","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3oy","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":20742,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20742","url_meta":{"origin":13054,"position":0},"title":"Pescare o essere pescati","author":"Rufus","date":"26\/08\/2025","format":false,"excerpt":"Ho giocato nei giorni scorsi un piccolo e molto interessante nuovo videogioco di produzione italiana, intitolato Loan Shark. In inglese il loan shark \u00e8 lo strozzino (alla lettera sarebbe lo \"squalo dei prestiti\" e il gioco ci mette nei panni di un pescatore che si \u00e8 indebitato per comprarsi la\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Loan-Shark1-scaled.jpg?fit=1200%2C675&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Loan-Shark1-scaled.jpg?fit=1200%2C675&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Loan-Shark1-scaled.jpg?fit=1200%2C675&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Loan-Shark1-scaled.jpg?fit=1200%2C675&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":12791,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12791","url_meta":{"origin":13054,"position":1},"title":"L&#8217;attitudine al gioco","author":"Rufus","date":"16\/11\/2016","format":false,"excerpt":"Questo articolo l'ho scritto per il\u00a0blog dei\u00a0Fabbricastorie la settimana scorsa. Lo riporto qui per tenerne traccia e anche perch\u00e9 magari non tutti quelli che leggono il mio sito sanno che esiste un\u00a0blog dei\u00a0Fabbricastorie. L'attitudine al gioco di Roberto Sedda La settimana scorsa ero nella spiaggia di Buggerru, completamente deserta. Passeggiando\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Lucertola-sabbia.jpg?fit=1080%2C675&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Lucertola-sabbia.jpg?fit=1080%2C675&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Lucertola-sabbia.jpg?fit=1080%2C675&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Lucertola-sabbia.jpg?fit=1080%2C675&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":17762,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17762","url_meta":{"origin":13054,"position":2},"title":"Chi si prende il gioco?","author":"Rufus","date":"27\/01\/2020","format":false,"excerpt":"Premessa: questo post \u00e8 una domanda rivolta a quelli che si chiamano, di solito, decisori politici (in realt\u00e0 \u00e8 rivolta anche ai decisori amministrativi e istituzionali in generale). Per\u00f2, prima della domanda, facciamo una breve premessa. Anzi, un piccolo collage di premesse. Per esempio: la dimensione ludica \u00e8 una dimensione\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Whatsagame.jpg?fit=770%2C513&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Whatsagame.jpg?fit=770%2C513&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Whatsagame.jpg?fit=770%2C513&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":17549,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17549","url_meta":{"origin":13054,"position":3},"title":"Non avendo ancora parlato&#8230;","author":"Rufus","date":"21\/11\/2019","format":false,"excerpt":"... del ritorno di PlayRooms, lo faccio ora. Come forse ricorderete la prima incarnazione di PlayRooms \u00e8 stata alla Manifattura, un po' pi\u00f9 di un anno fa. Volevamo investigare i giochi immersivi, che fossero videogiochi, giochi di ruolo, giochi teatrali, LARP o giochi di comitato. E volevamo farlo giocando (il\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/PlayRoom.jpg?fit=1200%2C900&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/PlayRoom.jpg?fit=1200%2C900&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/PlayRoom.jpg?fit=1200%2C900&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/PlayRoom.jpg?fit=1200%2C900&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":16859,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16859","url_meta":{"origin":13054,"position":4},"title":"Intervista con Piero Cioni","author":"Rufus","date":"22\/06\/2019","format":false,"excerpt":"Mi ha molto colpito, ieri, la notizia della morte di Piero Cioni, game designer e figura storica del movimento ludico italiano. Sono un po' in imbarazzo a raccontarlo perch\u00e9 non ho mai conosciuto Piero direttamente e quindi temo di non avere titolo per parlare di lui, certamente non lo stesso\u2026","rel":"","context":"In &quot;Giochi&quot;","block_context":{"text":"Giochi","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=9"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?fit=1003%2C419&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?fit=1003%2C419&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Piero-Cioni-2.png?fit=1003%2C419&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":6872,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6872","url_meta":{"origin":13054,"position":5},"title":"Come bruciare quattrocentomila dollari in un giorno solo","author":"Rufus","date":"08\/04\/2014","format":false,"excerpt":"Grazie a una segnalazione dell'attentissimo Francesco Sedda (non un parente, e e neanche il\u00a0leader del\u00a0Partito dei Sardi: si vede che i Sedda vengono alla ribalta, ultimamente) ho letto un interessante articolo su... beh, quello che leggete nel titolo: come un progetto ludico che si annunciava come innovativo, molto interessante e\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Makers-Studio.jpg?fit=627%2C690&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13054"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13054"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13054\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16158,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13054\/revisions\/16158"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/16157"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13054"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13054"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13054"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}