{"id":13012,"date":"2016-12-29T09:15:54","date_gmt":"2016-12-29T08:15:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13012"},"modified":"2016-12-30T09:41:42","modified_gmt":"2016-12-30T08:41:42","slug":"la-principessa-che-non-cera","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13012","title":{"rendered":"La principessa che non c&#8217;era"},"content":{"rendered":"<h2><em>Oceania<\/em> (Ron Clements e John Musker, USA 2016)<\/h2>\n<p>La sera di Natale ho visto con l&#8217;intera famiglia e soprattutto le nipotine <em>Oceania<\/em>, l&#8217;ultima produzione della <em>Disney<\/em>.<\/p>\n<p>La cosa che pi\u00f9 mi ha colpito, avendo ripassato da poco l&#8217;argomento per <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12968\">il seminario <em>Please insert story<\/em> dei <em>Fabbricastorie<\/em><\/a>, \u00e8 stato osservare quanto strettamente <em>Oceania<\/em> segua lo schema-tipo di trama avventurosa definito da Vogler e successivamente affermatosi a Hollywood come lo <em>standard<\/em> da rispettare (lo trovate nella dodicesima delle mie <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/RobertoSedda1\/di-cosa-sono-fatte-lo-storie\"><em>slide<\/em><\/a> e nella bibliografia) e quanto riconoscibili siano i ruoli archetipici dei personaggi di contorno: il <em>Mentore<\/em>, il <em>Mutaforma<\/em>&#8230; Dire in una relazione che si tratta dello <em>standard<\/em> \u00e8 un conto, vederlo incarnarsi sullo schermo fa molta pi\u00f9 impressione.<\/p>\n<p>Tra parentesi, riflettevo che dicendo queste cose in questo modo non sto nemmeno, a rigore, facendo <em>spoiler<\/em>: un film costruito con cos\u00ec stretta aderenza allo schema-tipo non \u00e8 <em>spoilerabile<\/em> per chi conosce gi\u00e0 il codice, perch\u00e9 tutto deve procedere, immutabile, come previsto. Ricordo che una volta Umberto Eco ha raccontato che guardava un film con la nipotina e gli diceva: \u00abVedi, adesso succeder\u00e0 questo, adesso quest&#8217;altro&#8230;\u00bb, e la nipotina gli ha chiesto: \u00abMa nonno, allora l&#8217;hai gi\u00e0 visto?\u00bb, \u00abMai nella vita, tesoro, ti assicuro\u00bb, e sorrideva sornione. Ecco, qui \u00e8 la stessa cosa.<\/p>\n<p>Il che non vuol dire, naturalmente, che <em>Oceania<\/em> non sia <em>godibile<\/em>: \u00e8 molto piacevole, la commozione, per quanto prevista, scatta inarrestabile nei momenti opportuni, c&#8217;\u00e8 almeno una musichetta che rimane doverosamente impressa e un comprimario molto riuscito, il semidio Maui, assolutamente in grado di diventare a sua volta un &#8220;tipo&#8221; replicabile pi\u00f9 e pi\u00f9 volte (un divertente incrocio fra il Mutaforma e l&#8217;Aiutante Magico, del tutto in grado di reggere una serie TV tutta sua, per esempio). E l&#8217;animazione \u00e8, come consueto, magnifica e l&#8217;ambientazione polinesiana molto interessante e comunque relativamente innovativa.<\/p>\n<p>Ma soprattutto la fissit\u00e0 della struttura della trama lascia spazio al cervello di seguire il <em>modo<\/em> col quale la solita, ben conosciuta storia viene raccontata, di apprezzare le differenze e di porsi una serie di domande forse oziose.<\/p>\n<p>Come quelle che mi sono fatto io.<\/p>\n<h3>Epica ed ideologia<\/h3>\n<p>La prima cosa che mi \u00e8 sembrata interessante \u00e8 che <em>Oceania<\/em> \u00e8 uno fra i meno ideologici dei film <em>Disney<\/em> recenti che io abbia visto, e questo lo rende contemporaneamente uno dei pi\u00f9 <em>rigorosi<\/em>. Non c&#8217;\u00e8<em> nessuna<\/em> traccia di una petizione di principio morale che risolva un nodo della trama attraverso un po&#8217; di retorica e una massima come: &#8220;noi siamo sorelle e niente pu\u00f2 separarci&#8221;, &#8220;l&#8217;amicizia \u00e8 pi\u00f9 forte del male&#8221;, &#8220;dobbiamo essere amici e saremo pi\u00f9 forti insieme&#8221; e, soprattutto, &#8220;se lo vuoi davvero e ti impegni con tutta te stessa potrai ottenerlo&#8221;.<\/p>\n<p>Nulla.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un racconto epico. La soluzione dei punti critici della trama arriva con gli strumenti del mito: quando Vaiana dubita giunge lo spirito guida e gli rinnova la fiducia dell&#8217;Oceano. Rivelazione del soprannaturale, rivelazione dell&#8217;interiorit\u00e0 della protagonista a se stessa. Stop. Tutto qui.<\/p>\n<p>Certo, lo spirito guida (il famoso Mentore) usa per convincere Vaiana l&#8217;argomentazione base: <em>se vuoi, ce la puoi fare<\/em>. Ma qui funziona molto di pi\u00f9, e questa mancanza di sovrastrutture si sente anche in altre parti e favorisce, nei momenti migliori come la scena di navigazione finale, un afflato epico che altrimenti sarebbe stato pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 anche interessante il fatto che non ci sia nemmeno un pistolotto ecologista: Maui il Mutaforma ha prometeicamente sottratto alla Natura il suo cuore per dare agli uomini il dominio su di lei. Ora la gente muore perch\u00e9 la Natura \u00e8 malata e bisogna rimettere il cuore al suo posto. La storia si prestava a trarne esplicitamente la morale, che invece assolutamente non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Non \u00e8 che sia necessariamente un punto di forza: ideologicamente la soluzione offerta da <em>Oceania<\/em> \u00e8 del tutto consolatoria e il lieto fine assicurato: <em>ooops<\/em>, abbiamo scherzato, cara Natura ecco il tuo cuore e tutto torna a posto. La Natura ci perdona e riprende a elargirci i sui doni: perfino ai ladri dona tutta se stessa. Purtroppo per tutti noi col riscaldamento globale sar\u00e0 molto meno facile, ammesso che si possa, ma da un punto di vista di analisi del film la cosa che mi pare interessante \u00e8 registrarne la scarnezza argomentativa: i temi ci sono, chiaramente enunciati, poi ogni spettatore far\u00e0 il percorso fino a dove vuole.<\/p>\n<h3>Una principessa, <em>naturalmente<\/em>. O forse no<\/h3>\n<p>Mentre guardavo il film ho pensato che la protagonista fosse l&#8217;<em>ennesima<\/em> principessa della <em>Disney<\/em>. Poi sono tornato a casa, ho fatto una <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lungometraggi_Disney\">ricerchina<\/a> e mi sono reso conto che non era vero: anche solo negli ultimi anni a Merida di <em>Brave<\/em> e alle sorelle di <em>Frozen<\/em> si sono accompagnati una variet\u00e0 di altri personaggi. \u00c8 vero che probabilmente negli ultimi anni la percentuale di film &#8220;con le principesse&#8221; \u00e8 aumentata, ma non tanto da diventare la forma dominante come credevo.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, naturalmente, che la <em>Disney<\/em> ha <em>comunque<\/em> scelto di <a href=\"http:\/\/principesse.disney.it\/\">inserire con forza nella definizione della sua immagine il filone delle <em>principesse<\/em><\/a>. \u00c8 talmente ovvio che in <em>Oceania <\/em> si permette perfino l&#8217;autoironia: quando Maui definisce Vaiana<em> una principessa<\/em> quella nega di esserlo e allora il semidio sogghigna: \u00abHai un abito e un animaletto buffo da compagnia: per forza sei una principessa\u00bb. Naturalmente il desiderio di seguire il filone avr\u00e0 motivazioni riguardanti il <em>marketing<\/em>, il <em>merchandising<\/em> legato ai film e in generale il modo di orientare il pubblico, ma guardando il film mi chiedevo se ci fosse qualcos&#8217;altro.<\/p>\n<p>Per esempio: sar\u00e0 un caso che, guardando l&#8217;elenco degli ultimi film della <em>Disney<\/em> e della <em>Pixar,<\/em> quando il protagonista \u00e8 umano sia quasi sempre una ragazzina (ci metto dentro anche Gioia di <em>InsideOut<\/em>) mentre molti eroi maschi sono pupazzetti, animali o altri strani esserini? Mi trovo qui a sentire che mi manca un pezzo di conoscenza indispensabile: ho quattro nipoti femmine e una prevalenza di figliocce sui figliocci: mentre so benissimo quanto le bambine si siano immedesimate a suo tempo in Elsa e Anna (o nelle <em>Winx<\/em>, per dire) e ora in Vaiana, mi manca il confronto con l&#8217;osservazione ravvicinata di un bambino di pari et\u00e0: per\u00f2\u00a0un po&#8217; mi permetto di dubitare. Si identificher\u00e0 anche lui in Elsa? Oppure quell&#8217;anno pazienza, ma l&#8217;anno dopo tanto c&#8217;\u00e8 Arlo il dinosauro, o Hiro Hamada, e toccher\u00e0 invece alle femmine pazientare? Ho l&#8217;impressione che non sia cos\u00ec e di leggere uno scarto: magari a un bambino di nove anni interessa meno <em>identificarsi<\/em> e casomai pi\u00f9 agire e giocare direttamente coi <em>videogame<\/em>? Al\u00a0<em>festival<\/em> di Gavoi abbiamo incontrato ragazzini i cui idoli non erano personaggi di <em>fiction<\/em> ma <em>youtuber<\/em>: era un caso o voleva dire qualcosa?<\/p>\n<p>Il tema, in realt\u00e0, \u00e8 se la soddisfazione che vedo esprimere da amiche femministe per la presenza, finalmente, di figure femminili in ruoli chiave di protagonismo sia giustificato: cio\u00e8 se corrisponda a una raggiunta parit\u00e0 per la quale certi ruoli potrebbero essere ricoperti indifferentemente da un ragazzino o una ragazzina o se la maggiore incidenza di principesse nei ruoli chiave degli ultimi anni sia indizio di una nuova forma di <em>apartheid<\/em>\u00a0nelle narrazioni\u00a0e nell&#8217;intrattenimento: alle ragazzine i film <em>Disney<\/em>, ai ragazzini qualche altra cosa, esattamente come il caso del <em>fantasy<\/em>,\u00a0che oggi tramite i romanzi <em>young adult<\/em> \u00e8 stato fortemente virato a un consumo femminile standardizzato.<\/p>\n<p>Il che, in realt\u00e0, sarebbe un vero peccato proprio nel momento nel quale <em>Oceania<\/em>, finalmente, \u00e8 una storia che funzionerebbe esattamente allo stesso modo se il protagonista fosse un ragazzo: infatti, udite udite, il Principe non c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<h3>Uomini inutili e il romanticismo assente<\/h3>\n<p>In realt\u00e0 in molti degli ultimi film <em>Disney<\/em> la presenza di una figura maschile forte \u00e8 piuttosto ambivalente: i pretendenti alla mano di Merida sono tutti ampiamente\u00a0ridicoli; in <em>Frozen<\/em> il Principe Hans si rivela essere il Cattivo traditore; in <em>Zootropolis<\/em> il <em>partner<\/em> della protagonista (un&#8217;altra figura femminile energica, per quanto coniglietta &#8211; il gioco di parole \u00e8 voluto) \u00e8 un traffichino inaffidabile. Qui funziona allo stesso modo: Maui \u00e8 un personaggio divertente ma \u00e8 anche insopportabilmente vanesio e pieno di s\u00e9.\u00a0Con estrema coerenza gli sceneggiatori traggono le conseguenze degli ultimi sviluppi del filone narrativo e si liberano totalmente della sottotrama sentimentale relegando Maui a un ruolo importante ma del tutto subordinato: il semidio non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno un maschio da redimere per farne carne da marito, ma un Aiutante Magico poco pi\u00f9 capace di autonomia psicologica di, poniamo, Pumbaa del <em>Re Leone<\/em>\u00a0 o del Genio della Lampada di <em>Aladdin<\/em>.<\/p>\n<p>Naturalmente, non sto dicendo che le principesse non si innamoreranno pi\u00f9, mai pi\u00f9: se la <em>Disney<\/em> vorr\u00e0 raccontare ancora storie come <em>Rapunzel<\/em> il lato romantico ricomparir\u00e0 per forza: per\u00f2 il corso narrativo mi sembra abbastanza chiaro lo stesso e peraltro Eugene di <em>Rapunzel <\/em>\u00e8 un altro classico maschio inaffidabile da redimere. Anche qui mi sono venute tante domande.<\/p>\n<p>Non ho dubbi che questa eclissi dei Principi, per esempio, corrisponda a una certa eclissi del maschio contemporaneo il quale, detronizzato dalla funzione di Eroe, non si sa pi\u00f9 bene come gestirlo, almeno narrativamente (probabilmente non solo). D&#8217;altra parte la abolizione dell&#8217;educazione sentimentale in quelli che sono programmaticamente romanzi di formazione \u00e8 sorprendente e porta a chiedersi che tipo di processo di formazione della personalit\u00e0 abbiano in testa gli sceneggiatori: un percorso verso l&#8217;autonomia e il protagonismo personale, sembrerebbe, che soprattutto risolve armoniosamente i contrasti coi genitori: all&#8217;inizio Vaiana \u00e8 soggetta alle loro proibizioni, alla fine gli dimostra di avere avuto ragione. Ma se tutto rimane dentro la cerchia della famiglia qualcosina, anche narrativamente, stride: strutturalmente l&#8217;amante possibile di Vaiana, nel film, non \u00e8 Maui ma il padre e la cosa, a parte che non la posso discutere con le mie nipotine, pu\u00f2 certo fare inarcare qualche sopracciglio (peraltro, mi capita talvolta di sentire i racconti di vita familiare di qualche studentessa e non dubito che molti padri oggi si caratterizzino pi\u00f9 come compagni di giochi che come figure di autorit\u00e0, quindi in questo il film \u00e8 probabilmente molto preciso).<\/p>\n<h3>Il sentimento che non pu\u00f2 esserci<\/h3>\n<p>In realt\u00e0, per\u00f2, questo non \u00e8 nemmeno il problema maggiore: Vaiana \u00e8, giustamente, un&#8217;Eroina e una futura\u00a0<em>leader<\/em> del suo popolo. Ma, a parte un disastro planetario, un demone del fuoco e un semidio inaffidabile, non ha <em>rivali<\/em>: tranne il padre, come detto, ma insomma il padre prima o poi morir\u00e0 lasciandola libera e comunque, per definizione, lei \u00e8 una principessa perch\u00e9 il padre \u00e8 un capo e quindi, insomma, alla fin fine il padre non conta. Il fatto \u00e8 che non essendoci altre figure maschili Vaiana non ha nessuna altra met\u00e0 del cielo con la quale confrontare il proprio esercizio del potere, e quindi qui il film si rivela per essere, nonostante tutto, <em>ideologico<\/em> (e falso): perch\u00e9, esattamente come il Sogno Americano pretendeva di farti credere che col duro lavoro potevi diventare anche te Rockfeller, <em>Oceania<\/em> pretende di far credere alle giovani donne che se vivranno fino in fondo e in pienezza la loro identit\u00e0 potranno diventare anche loro <em>leader<\/em> del popolo come, che so, Hillary&#8230;<\/p>\n<p>Ah no, scusate.<\/p>\n<p>E anche prima di Hillary Clinton, ci sono un bel po&#8217; di altre cose sulle quali la dura realt\u00e0 non corrisponde alla favola, anche nelle dimensioni personali dei rapporti di coppia: e quindi mi chiedo se l&#8217;eliminazione della dimensione sentimentale dipende dalla difficolt\u00e0 a mettere in scena delle figure maschili soddisfacenti, non invasive rispetto al protagonismo di Vaiana ma sufficientemente robuste da giocare un ruolo da <em>partner<\/em> paritari, e contemporaneamente <em>credibili <\/em>rispetto all&#8217;universo di piccoli mostri con le quali le ragazzine probabilmente si confrontano quotidianamente, un&#8217;impresa narrativa effettivamente non da poco, oppure (e davvero non saprei cosa scegliere) se sia dovuta al fatto che reintrodurre le figure maschili avrebbe voluto dire rimettere in circolazione la dimensione dei rapporti di potere fra i generi, con tutto il carico di frustrazioni che questo potrebbe comportare e comunque svelando l&#8217;inganno del Sogno Amer&#8230; dell&#8217;Autodeterminazione Femminile.<\/p>\n<p>Meglio Maui, tutto sommato.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DZHkAx2qc-s?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oceania (Ron Clements e John Musker, USA 2016) La sera di Natale ho visto con l&#8217;intera famiglia e soprattutto le<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,63,14,56,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3nS","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":11465,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11465","url_meta":{"origin":13012,"position":0},"title":"Laney \u00e8 intelligente. 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