{"id":12576,"date":"2017-04-26T18:00:39","date_gmt":"2017-04-26T16:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12576"},"modified":"2022-05-03T16:49:23","modified_gmt":"2022-05-03T14:49:23","slug":"postmortem-che-brutta-parola-o-del-come-si-fa-una-verifica-o-debriefing-1-la-verifica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12576","title":{"rendered":"Postmortem, che brutta parola (o del come si fa una verifica o debriefing) &#8211; 1: la verifica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12635\">Ho raccontato tempo fa<\/a>&nbsp;che in una riunione relativamente recente di Banca Etica ho usato un&#8217;espressione forse fuorviante.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 non \u00e8 la prima volta (Roberto, fatti delle domande!). All&#8217;Assemblea di maggio 2015, nella quale si discuteva di <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11224\">riforma del&nbsp;regolamento elettorale<\/a>,&nbsp;dissi che secondo me: \u00abquando il processo sar\u00e0 finito occorrer\u00e0 farne un&nbsp;<em>postmortem<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Ora:&nbsp;<em>postmortem&nbsp;<\/em>\u00e8 un&#8217;espressione comune nel mondo dei <em>game designer<\/em>, dove indica la sintesi dei punti di forza e delle debolezze di un progetto, valutato una volta che \u00e8 stato concluso con la pubblicazione del gioco (<a href=\"http:\/\/www.gamasutra.com\/search\/index.php?sort=score&amp;search_text=postmortem&amp;from_news=Y&amp;from_features=Y\"><em>Gamasutra<\/em> ne pubblica a decine<\/a>, come contributo alla conoscenza condivisa della comunit\u00e0: le lezioni apprese da me faranno fare giochi migliori agli altri). In inglese voleva dire originariamente solo &#8220;autopsia&#8221;, naturalmente, ma il significato si \u00e8 allargato a indicare qualunque valutazione di un evento o processo fatta poco dopo la sua conclusione (cos\u00ec l&#8217;<a href=\"https:\/\/en.oxforddictionaries.com\/definition\/post-mortem\">Oxford<\/a> e il <a href=\"https:\/\/www.merriam-webster.com\/dictionary\/postmortem\">Merriam-Webster<\/a>).&nbsp;In assemblea diversi mi guardarono con occhi sbarrati (qualcuno, secondo me, fece anche gli opportuni gesti di scongiuro) e il Presidente mi interruppe per dire che&nbsp;<em>postmortem<\/em>&nbsp;proprio non si poteva sentire.<\/p>\n<p>L&#8217;interesse per il tema per\u00f2 mi \u00e8 rimasto e nel tempo ho accumulato un po&#8217; di materiale, considerato anche che \u00e8 parte dell&#8217;argomento&nbsp;pi\u00f9 generale del funzionamento dei gruppi <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=66\">che mi ha sempre appassionato<\/a>; l&#8217;interesse recentemente \u00e8 ulteriormente&nbsp;&nbsp;aumentato e ho ripreso le ricerche&nbsp;facendo anche delle discrete scoperte rispetto alle cose che credevo di sapere.<\/p>\n<p>Ho pensato quindi di fare un articolo&nbsp;che raccontasse il tutto, anche calcolando che&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4806\">la pagina dedicata a raccogliere pi\u00f9 materiali possibile sull&#8217;argomento della democrazia partecipativa<\/a>&nbsp;\u00e8 tutt&#8217;ora una delle pi\u00f9 visitate&nbsp;del <em>blog<\/em> e che ho parlato&nbsp;altre volte delle&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11741\">metodologie attive e del loro uso nelle grandi organizzazioni<\/a>. Anche l&#8217;articolo recente sull&#8217;<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13441\">invocare il <em>delta<\/em><\/a> nei momenti operativi difficili deriva dal materiale accumulato in questo periodo.<\/p>\n<p>Ma prima, torniamo alla base: ai bei vecchi tempi dell&#8217;Azione Cattolica. &nbsp;Come dice il mio socio e compagno&nbsp;<em>Fabbricastorie<\/em> Andrea Salidu, a quei bei tempi noi eravamo davvero&nbsp;<em>avanti<\/em>.<\/p>\n<h2>Ciclo&nbsp;di lavoro e <em>verifica<\/em><\/h2>\n<p>E dunque nell&#8217;Azione Cattolica, ai bei vecchi tempi, si diceva <em>fare la verifica<\/em>.<\/p>\n<p>La verifica era l&#8217;ultima fase prevista dallo schema base di lavoro che si insegnava nell&#8217;AC degli anni &#8217;80 e &#8217;90, come pure in migliaia di altre organizzazioni.<\/p>\n<p>Il quale schema base era una delle tante popolarizzazioni fatte da <a href=\"http:\/\/www.notedipastoralegiovanile.it\/\"><em>Note di pastorale giovanile<\/em><\/a>&nbsp;di materiali elaborati in contesti diversi da quelli ecclesiali (come era capitato con&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13236\">il buon vecchio Jelfs<\/a>), e seguiva una logica circolare: 1) Analisi della situazione o esigenze, 2) Definizione degli obiettivi, 3 ) Scelta degli strumenti, 4) Verifica. Dalla verifica discendeva una nuova analisi della situazione e cos\u00ec via.<img data-attachment-id=\"13171\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=13171\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?fit=960%2C576\" data-orig-size=\"960,576\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Progettazione 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?fit=300%2C180\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?fit=510%2C306\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-13171\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?resize=800%2C480\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?w=960 960w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?resize=150%2C90 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?resize=300%2C180 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?resize=510%2C306 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?resize=700%2C420 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>In realt\u00e0 il nostro schema, rispetto ad altri come il&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Modello_a_cascata\">modello a cascata<\/a>&nbsp;<\/em>dei programmatori, non si caratterizzava solo per la circolarit\u00e0 ma anche perch\u00e9 nella fase dell&#8217;analisi si apriva alla dimensione dell&#8217;ideale, dei valori e delle aspirazioni (che noi riassumevamo come <em>Parola di Dio<\/em>): una precauzione necessaria non solo nel lavoro ecclesiale o educativo ma in generale, perch\u00e9 la semplice valutazione della realt\u00e0 &#8211; poniamo:&nbsp;<em>manca il lavoro<\/em> &#8211; pu\u00f2 indurre a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Una_modesta_proposta\">soluzioni aberranti<\/a>&nbsp;come certi provvedimenti in materia lavorativa del Governo &#8211; poniamo: <em>manca il lavoro quindi<\/em> <em>eliminiamo i<\/em> <em>lavoratori<\/em>, dopo tutto anche questa \u00e8 una soluzione.<\/p>\n<p>Mi prendo ancora un attimo di tempo in questa divagazione per raccontarvi che, di fatto, la nostra tensione nell&#8217;adoperare questo modello di solito si collocava sul lato di&nbsp;destra del cerchio, per esempio nell&#8217;eterna insistenza che&nbsp;<em>prima<\/em> si devono definire gli obiettivi e&nbsp;<em>poi<\/em>&nbsp;decidere quali strumenti usare. Al contrario&nbsp;animatori sprovveduti e viceparroci molto convinti di s\u00e9 di fronte a&nbsp;<em>qualunque<\/em> problema di solito avrebbero proposto: \u00abparliamo della parabola dei talenti\u00bb,<em>&nbsp;<\/em>oppure: \u00abusiamo questa tecnica di animazione fighissima che ho visto fare da poco nella parrocchia vicina\u00bb, o cose del genere.&nbsp;<em>Qualunque<\/em> fosse l&#8217;argomento. Conosco un animatore che per tutta la vita, appena lasciato libero, ha sempre proposto la <em>stessa<\/em> parabola in ogni&nbsp;occasione. Per venti&nbsp;anni. Poi si \u00e8 modernizzato: adesso usa sempre le&nbsp;<em>slide<\/em>. Il giorno che si modernizzer\u00e0 fino a usare i video di&nbsp;<em>YouTube<\/em> stapperemo lo&nbsp;<em>champagne<\/em>.<\/p>\n<p>O forse no.<\/p>\n<p>Anche sul lato sinistro, per\u00f2, le verifiche &#8211; che doverosamente si facevano sempre &#8211; avevano talvolta i loro bei problemi che ho provato a riassumere qui sotto.<\/p>\n<p>Scusate se mi dilungo: in realt\u00e0 sto mettendo fieno in cascina per dopo: \u00e8 tutta roba che servir\u00e0.<\/p>\n<h3>Quando la verifica falliva<\/h3>\n<ul>\n<li><strong>Verifiche&nbsp;impossibili:&nbsp;<\/strong>gli obiettivi sono stati&nbsp;posti in maniera tale (generica, indeterminata&#8230;) che non \u00e8&nbsp;possibile verificarli a posteriori.<\/li>\n<li><strong>Verifiche insignificanti:&nbsp;<\/strong>le opinioni raccolte sono irrilevanti rispetto agli obiettivi da verificare (un caso classico:&nbsp;immaginate se all&#8217;esame di&nbsp;maturit\u00e0 si chiedesse: \u00abTi \u00e8 piaciuta la scuola?\u00bb).<\/li>\n<li><strong>Falso <em>stakeholder<\/em><\/strong>: la verifica \u00e8 affidata ai soggetti sbagliati.&nbsp;Per esempio, per rimanere all&#8217;esame di maturit\u00e0 di cui sopra, allo studente si pu\u00f2 chiedere se i libri erano chiari, il docente appariva competente, gli orari scolastici bene organizzati e cos\u00ec via. Ma se gli si chiede: \u00abSecondo te \u00e8 meglio studiare latino o matematica?\u00bb si sta compiendo uno slittamento di piano che \u00e8 scorretto (notate che invece chiedergli, due anni dopo: \u00abPer i tuoi studi universitari\/sbocchi lavorativi, ti \u00e8 stata pi\u00f9 utile la matematica o il latino?\u00bb, \u00e8 perfettamente corretto).<\/li>\n<li><strong>Verifiche emozionali:<\/strong> in molte attivit\u00e0 formative, per esempio quelle svolte con soggetti fragili, oppure in certe occasioni terapeutiche, \u00e8 uso al termine della giornata dare spazio alla dimensione emotiva (per esempio invitando tutti a rispondere alla domanda: \u00abCome mi sento?\u00bb). Si tratta di attivit\u00e0 utili, funzionali a dare sfogo alle emozioni personali, a fare gruppo, a favorire la comunicazione interpersonale e l&#8217;apertura agli altri, a dare la possibilit\u00e0 di chiedere aiuto o di riceverlo, essere rassicurati&#8230; ma \u00e8 importante ricordare che non \u00e8 una <em>verifica<\/em>&nbsp;dell&#8217;attivit\u00e0 (anche se il formatore pu\u00f2 trarne utili informazioni sull&#8217;andamento del gruppo e sulla situazione personale dei soggetti). Peggio ancora quando il formatore, in contesti &#8220;normali&#8221;, si concentra sulla risposta&nbsp;emozionale o affettiva che riceve trascurando di rilevare i risultati&nbsp;organizzativi o metodologici dell&#8217;attivit\u00e0 svolta. Che la gente sia stata bene, che sia contenta, \u00e8 probabilmente una condizione necessaria per il successo di una attivit\u00e0 formativa ma non \u00e8 certamente sufficiente e il formatore che si accontenta di questo sta probabilmente barando con se stesso e con gli altri.<\/li>\n<li><strong>Assenza di metodologia:<\/strong>&nbsp;la verifica \u00e8 svolta in maniera disordinata, confusa, o poco chiara. I partecipanti o gli organizzatori divagano e i contenuti apportati non sono inerenti all&#8217;attivit\u00e0 svolta o non sono comprensibili.<\/li>\n<li><strong>Assenza di decisioni conseguenti: <\/strong>la verifica indica un certo numero di possibili piste di lavoro successive (esempio: migliorare qualcosa, sfruttare nuovamente un&#8217;idea che si \u00e8 rivelata vincente) ma queste non vengono evidenziate &nbsp;o discusse sufficientemente oppure nessuna decisione in merito viene presa e successivamente le possibili raccomandazioni sono dimenticate o scartate, magari a causa&nbsp;di altre attivit\u00e0 che incombono.<\/li>\n<li><strong>Rifiuto di accettare verit\u00e0 scomode:<\/strong> la verifica rivela dei fallimenti e per evitare di affrontare la realt\u00e0 gli organizzatori o conduttori di tema si trincerano dietro particolari secondari o insignificanti (un altro caso reale: \u00abAbbiamo perso centinaia di iscritti in pochi&nbsp;anni, ma noi della Presidenza siamo stati capaci di superare i nostri contrasti\u00bb), oppure come detto sopra scelgono la deriva emozionale (come se, dopo che tutti gli studenti sono stati bocciati all&#8217;esame di maturit\u00e0, famiglie o docenti si dicessero: \u00abBeh, per\u00f2 gli abbiamo insegnato a&nbsp;<em>vivere<\/em>\u00bb). Nell&#8217;Azione Cattolica questo talvolta ha preso la forma della frase: \u00abBeh, noi seminiamo, ma poi \u00e8 tutto nelle mani del Signore\u00bb.<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/LDA4dF9d9v0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<ul>\n<li><strong>Verifica strumentale:<\/strong> ci sono tensioni nel gruppo di lavoro o nell&#8217;organizzazione e, per mancanza di altri luoghi di gestione del conflitto, queste trovano sfogo nella verifica di una attivit\u00e0 puntuale, quando in realt\u00e0 si dovrebbe mettere a fuoco il funzionamento <em>complessivo<\/em> dell&#8217;organizzazione, la divisione dei ruoli, gli assetti di&nbsp;<em>leadership<\/em> eccetera. Spesso emergono visioni contrastanti sul successo o l&#8217;insuccesso di una iniziativa ma in realt\u00e0 si sta rivelando che si avevano visioni differenti sul <em>senso<\/em> o gli obiettivi da porsi, oppure semplicemente si usa una specifica attivit\u00e0 per regolare conti generali.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>La verifica come esercizio di&nbsp;s\u00e9 o&nbsp;come processo?<\/h3>\n<p>Per evitare questi rischi si usavano tecniche e esercizi diversi: Jelfs e Mucchielli ne riportano un certo numero e altre sono pubblicate in testi pi\u00f9 recenti mentre cose abbastanza utili e raccolte di materiale tratto da quelli e altri libri si trovano in rete, spesso come sopravvivenze dell&#8217;epoca, come un utile&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.libriperlapace.it\/marino\/testisco\/verifica.html\"><em>Dossier Verifica<\/em><\/a>&nbsp;(molto ben) fatto dagli Scout del Piemonte nel 1995. Si tratta normalmente di&nbsp;<em>esercizi<\/em>, pi\u00f9 che di processi di lunga durata.<\/p>\n<p>Cosa intendo dire? Facciamo un esempio.<\/p>\n<blockquote>\n<h5>26. Pagella di verifica ( Martin Jelfs, <em>Tecniche&nbsp;di animazione<\/em>, ELLEDICI 1986)<\/h5>\n<p><em>Obiettivo.&nbsp;<\/em>Fornire un feedback sulle tecniche e sugli incontri; abituarsi alla verifica per apprendere dall&#8217;esperienza; imparare ad esprimere le proprie impressioni e a dare dei suggerimenti creativi.<\/p>\n<p><em>Materiale.&nbsp;<\/em>Carta e penna per tutti, oppure grandi fogli di carta (carta da pacco, o retro di cartelloni usati), sostegni o pareti per appendere i cartelloni, puntine da disegno e matite colorate, grandi pennarelli di vari colori.<\/p>\n<p><em>Tempo.&nbsp;<\/em>Variabile.<\/p>\n<p><em>Procedimento.&nbsp;<\/em>Stendere un elenco di ci\u00f2 che si \u00e8 fatto durante un&#8217;attivit\u00e0 e chiedere che ciascuno classifichi ogni voce in una graduatoria da -2 a +2, sia dal punto di vista dell&#8217;<em>efficienza<\/em> che della <em>gratificazione<\/em>. Questo potrebbe essere fatto individualmente o utilizzando un cartellone, e invitando ciascuno a scrivere il proprio voto in una colonna, in modo che i totali di ciascuna sezione diano una specie di valutazione complessiva.<\/p><\/blockquote>\n<p>Di esercizi come questi il&nbsp;Jelfs ne propone una mezza dozzina, Mucchielli un altro po&#8217;, il <em>Dossier Verifica<\/em>&nbsp;degli Scout di cui sopra ne aggiunge ancora un&#8217;altra mezza dozzina, e cos\u00ec via.&nbsp;Raccogliendole tutte e facendosi il proprio repertorio si ha senza dubbio un ventaglio di tecniche adatte alla maggior parte delle occasioni e dei gruppi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 per\u00f2 parlo di <em>esercizi<\/em>?&nbsp;Rileggendole, mi convinco che in realt\u00e0 servono molto di pi\u00f9 a costruire uno <em>stile<\/em> di vita e di disciplina di gruppo (l&#8217;idea che ci si <em>debba<\/em> verificare \u00e8 un&#8217;idea molto forte che ben presto informa di s\u00e9 molti aspetti della convivenza comune), a favorire la coesione e la vitalit\u00e0 dell&#8217;azione &#8211; tutte cose molto augurabili&nbsp;che il suddetto&nbsp;<em>Dossier Verifica<\/em> spiega molto bene:<\/p>\n<blockquote><p>Per poter valutare, \u00e8 particolarmente importante comprendere le basi teoriche e i modelli di azione, quali la verifica e relative tecniche di animazione, per poter lavorare in un gruppo in maniera coesa, ricercando insieme gli obiettivi e i modi adeguati di lavoro all&#8217;interno di un processo pi\u00f9 ampio di accettazione, di assunzione di responsabilit\u00e0 e ruoli positivi, di azione socio-politica e dell&#8217;instaurarsi di una cultura di pace.<\/p>\n<p>La verifica pu\u00f2 essere inoltre utile nel creare un senso di comunit\u00e0: pu\u00f2 essere occasione di espressione per ognuno, con i propri linguaggi, offrire possibilit\u00e0 di dialogo, stimolo alla discussione, all&#8217;ascolto, al comprendere a all&#8217;essere compresi. La valutazione positiva e l&#8217;apprezzamento reciproco stimolano il senso comunitario.<\/p>\n<p>Infine la verifica comporta un esercizio e una pratica continua di microanalisi che consentono di formulare generalizzazioni ai fini di una comprensione di eventi di pi\u00f9 vaste dimensioni o dell&#8217;elaborazione di una teoria.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il problema per\u00f2 \u00e8 che si tratta, in tutti questi casi, di effetti&nbsp;<em>indiretti. <\/em>Ma se pi\u00f9 specificamente si vuole fare la verifica di una attivit\u00e0, trarne una valutazione oggettiva e ricavarne linee guida per riavviare un nuovo ciclo del&nbsp;processo di programmazione, queste tecniche possono non bastare, perch\u00e9 \u00e8 necessario che siano inserite in un processo &#8211; chiamiamolo di <em>learning by doing&nbsp;<\/em>organizzativo&nbsp;o di miglioramento continuo o di ricerca della migliore qualit\u00e0 &#8211; un processo nel quale dalla verifica si traggono delle <em>conclusioni&nbsp;<\/em>che vengono utilizzate effettivamente come base delle attivit\u00e0 successive. In una tecnica come la <em>Pagella di verifica<\/em> ci si concentra su cosa fare <em>durante<\/em>&nbsp;la verifica, ma ci\u00f2 che succede dopo non \u00e8 chiaro. Esistono naturalmente un gran numero di processi aziendali come il <em><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Produzione_snella\">lean management<\/a>&nbsp;<\/em>che risolvono il problema pi\u00f9 o meno brillantemente, ma questi non sono facilmente impiegabili in&nbsp;gruppi o piccole organizzazioni, nelle&nbsp;realt\u00e0 a movente ideale o comunque fuori dell&#8217;ambito industriale o aziendale.<\/p>\n<h3>Sistemi informativi<\/h3>\n<p>Una nota a margine: \u00e8 del tutto assente da queste riflessioni &#8211; o \u00e8 dato per scontato &#8211; il processo di monitoraggio&nbsp;<em>in itinere<\/em> di una attivit\u00e0: la raccolta, cio\u00e8, delle informazioni&nbsp;sul suo andamento mentre la si svolge, il controllo che le varie fasi siano svolte correttamente, e cos\u00ec via. Questo tipo di monitoraggio non \u00e8 alternativo alla verifica finale, naturalmente, e dipende dall&#8217;esistenza di un sistema informativo efficiente che fornisca a chi gestisce l&#8217;attivit\u00e0, passo dopo passo, i riscontri necessari. Non ne parlo, in parte perch\u00e9 anche in letteratura c&#8217;\u00e8 <a href=\"http:\/\/www.promisalute.it\/upload\/mattone\/gestionedocumentale\/4.7%20monitoraggio%20e%20valutazione_784_2708.pdf\">una divaricazione molto forte<\/a> fra le riflessioni su verifiche, <em>debriefing&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>postmortem<\/em> da una parte e quelle su sistemi informativi e di monitoraggio dall&#8217;altro, e in parte perch\u00e9 ho in mente&nbsp;organizzazioni (dal gruppo parrocchiale all&#8217;organizzazione di volontariato di media grandezza fino all&#8217;organizzazione territoriale dei soci di Banca Etica)&nbsp;e &nbsp;tipi di attivit\u00e0 (singoli processi, non il funzionamento complessivo dell&#8217;organizzazione) per le quali si pu\u00f2 supporre che il sistema informativo sia piuttosto semplice e posto in essere in maniera immediata: se stiamo organizzando un campo scuola possiamo sapere&nbsp;con una certa immediatezza se \u00e8 stata trovata la casa che ci ospiter\u00e0, quanti posti ha, quante persone si stanno iscrivendo, se i relatori hanno tutti confermato la presenza, se \u00e8 stata fatta la spesa e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Naturalmente questa semplicit\u00e0 pu\u00f2 essere ingannevole e pu\u00f2 capitare di fare errori anche gravi: ai bei vecchi tempi dell&#8217;AC si faceva la spesa per il mangiare senza troppo calcolare la quantit\u00e0 di quote di partecipazione ricevute, e spesso si andava in rosso e occorreva tassarsi per rimpinguare la perdita; \u00e8 ovvio che man mano che si aggiunge complessit\u00e0 la possibilit\u00e0 di errori, potenzialmente tali anche da compromettere il buon andamento dell&#8217;iniziativa, aumenta esponenzialmente: per\u00f2 insomma mi pare che una differenza fra la Toyota e il campo scuola magari ci sia e quindi i sistemi informativi li do per presupposti senza trattenermi: al limite su questo argomento far\u00f2 un altro articolo in futuro.<\/p>\n<h3>Tornando a bomba<\/h3>\n<p>Quello che mi chiedevo, insomma, era se esistesse un modo di condurre le verifiche delle attivit\u00e0 che potesse essere inserito armonicamente in un processo generale come quello circolare che ho descritto all&#8217;inizio e che spostasse l&#8217;enfasi dall&#8217;analisi in s\u00e9 dell&#8217;attivit\u00e0 alla utilizzabilit\u00e0 di quanto scoperto nella vita dell&#8217;organizzazione successivamente alla conclusione dell&#8217;attivit\u00e0 verificata.<\/p>\n<p>Metto le mani avanti: non sono sicuro di avere trovato la risposta corretta. Per\u00f2 ho fatto un sacco di scoperte.<\/p>\n<h2>L&#8217;eclissi della verifica<\/h2>\n<p>La prima \u00e8 che, da un punto di vista terminologico, mi sembra si parli sempre meno di <em>verifica.<\/em>&nbsp;Per trovare qualcosa di interessante su <em>Google<\/em>, per dire, occorre farsi largo attraverso una selva di informazioni rivolte ai docenti su come gestire la verifica scolastica: un senso molto specifico e settoriale. Ci sono anche verifiche fiscali,&nbsp;<em>audit<\/em> interni e esterni, verifiche di ipotesi scientifiche e altre cose del genere, ma la verifica come parte del processo associativo-organizzativo sembra essere scomparsa.<\/p>\n<p>Emerge anche una certa strumentalit\u00e0: per esempio nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Apprendimento_cooperativo\"><em>cooperative learning<\/em><\/a> che sembra andare molto di moda in certi ambienti para-ecclesiali&nbsp;la verifica \u00e8&nbsp;<em>apparentemente<\/em> di tipo orizzontale (gli individui verificano se stessi e gli altri, gli individui verificano il gruppo, o il gruppo verifica s\u00e9 stesso) ma in realt\u00e0&nbsp;\u00e8 funzionale al fatto che l&#8217;insegnante o educatore possa dare i voti agli studenti.<\/p>\n<p>In un certo senso la verifica \u00e8 sempre una pratica democratica o di&nbsp;<em>empowerment<\/em>, perch\u00e9 non \u00e8 rappresentata dal capo che distribuisce premi e punizioni alla fine dell&#8217;anno ma si fa<em> in comune<\/em> e quindi&nbsp;permette ai componenti del gruppo o dell&#8217;organizzazione di esprimere se stessi e di agire sulla vita collettiva. Quando qualcuno dice: \u00abFacciamo una verifica\u00bb o anche semplicemente: \u00abParliamone\u00bb sta facendo una petizione per essere&nbsp;<em>ascoltato<\/em> mentre dice qualcosa che ritiene significativo sull&#8217;esperienza che fa con gli altri; se la verifica si far\u00e0, indipendentemente dai suoi esiti, quella persona avr\u00e0 avuto perlomeno la possibilit\u00e0 di prendere la parola e farsi ascoltare.<\/p>\n<p>Che la verifica oggi sia intesa come&nbsp;<em>giudizio<\/em>, spesso che cala dall&#8217;alto, come voto o come ispezione o certificazione rappresenta uno slittamento semantico non da poco e, secondo me, l&#8217;ennesimo segnale dell&#8217;impoverimento culturale causato dalla sbornia aziendalista degli ultimi vent&#8217;anni. Il discorso per\u00f2 ci porterebbe lontano: accontentiamoci di dire che, data la situazione, occorre rivolgersi ad altre espressioni e ad altre pratiche.<\/p>\n<p>Per esempio il&nbsp;<em>debriefing<\/em>.<\/p>\n<p><em>Fine della prima parte &#8211; continua (spero)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho raccontato tempo fa&nbsp;che in una riunione relativamente recente di Banca Etica ho usato un&#8217;espressione forse fuorviante. In realt\u00e0 non<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13171,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,66,55,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Progettazione-2.jpg?fit=960%2C576","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3gQ","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":11144,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11144","url_meta":{"origin":12576,"position":0},"title":"Un bilancio onesto cercasi. 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