{"id":12556,"date":"2016-09-20T18:27:12","date_gmt":"2016-09-20T16:27:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12556"},"modified":"2016-09-30T19:25:21","modified_gmt":"2016-09-30T17:25:21","slug":"lo-straordinario-fenomeno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=12556","title":{"rendered":"Lo straordinario fenomeno"},"content":{"rendered":"<h2><em>The Beatles &#8211; Eight days a week\u00a0<\/em>(Ron Howard, USA 2016)<\/h2>\n<p>Ho visto l&#8217;altro giorno\u00a0<em>The Beatles &#8211; Eight days a week<\/em>, il documentario dedicato da Ron Howard ai primi\u00a0anni di vita del gruppo, anni in cui il successo montava in maniera enormemente crescente e in cui\u00a0il grosso della vita dei\u00a0<em>Beatles\u00a0<\/em>si svolgeva sul palco: l&#8217;effetto combinato di essere &#8220;un fenomeno&#8221; e di un contratto discografico per il quale il grosso del loro guadagno veniva non dalla vendita dei\u00a0dischi ma dai concerti dal vivo li ha portati, dal &#8217;62 al &#8217;66, a un ritmo di vita frenetico: concerti quasi tutti i giorni, spesso con lunghi viaggi di trasferimento,\u00a0e poi interviste, servizi fotografici, comparsate alla radio e in\u00a0TV, due film, e cos\u00ec via &#8211; una media, dice a un certo punto Ringo, di quattro o cinque impegni al giorno.<\/p>\n<p>E in pi\u00f9 continuare a entrare, appena possibile, in sala d&#8217;incisione:\u00a0un nuovo disco ogni tre mesi, un nuovo\u00a0<em>album<\/em> ogni sei.<\/p>\n<p>Sono ritmi che puoi reggere quando sei molto giovane, e che ti consentono di continuare ad avere successo se sei molto bravo. E queste sono due delle cose che emergono con pi\u00f9 forza dal film: i\u00a0<em>Beatles<\/em> del &#8217;62 sono\u00a0<em>davvero<\/em> giovani, visti nei filmati, molti davvero bellissimi, e nelle foto d&#8217;archivio che il film distribuisce a piene mani. E sono\u00a0<em>freschi<\/em>: spiritosi, arroganti come solo i giovani possono esserlo, brillanti, sprizzano energia creativa da tutti i pori e quella\u00a0sorta di ingenuit\u00e0 che\u00a0emerge quando stai vivendo una cosa davvero grande per la prima volta nella tua vita.<\/p>\n<p>L&#8217;altro elemento che il film sottolinea \u00e8 quanto fossero bravi: lo rende <em>evidente<\/em>\u00a0anche per me, che sono di un&#8217;altra generazione e ho cominciato ad ascoltare musica quando degli anni &#8217;60\u00a0rimaneva solo un&#8217;eco, ben presente ma ormai affievolita. Dei grandissimi uomini di spettacolo\u00a0e\u00a0dei grandissimi musicisti, con\u00a0tanti saluti a gruppi considerati molto pi\u00f9 musicalmente preparati (non voglio aprire qui guerre di religione&#8230;).<\/p>\n<p>Il film segue questo gruppo di giovani geni moderatamente iconoclasti (a un certo punto qualcuno fa esplicitamente il paragone con Mozart)\u00a0cercando &#8211; e fallendo &#8211; di rendere ragione della risonanza davvero globale che la loro vicenda ebbe. La misura straordinaria del successo \u00e8 evidente per lo spettatore, molto meno le sue\u00a0<em>motivazioni<\/em>; e sebbene vengano presentate una serie di interviste di persone ora famose che all&#8217;epoca erano fan adolescenti dei\u00a0<em>Beatles<\/em>, la dimensione del perch\u00e9 piacessero &#8211; perch\u00e9 piacessero cos\u00ec <em>tanto<\/em>, quali meccanismi di identificazione fossero scattati &#8211;\u00a0resta sostanzialmente inattingibile: qualcosa suggerisce forse Elvis Costello, un attimo di passaggio, molto meno tutti gli altri (con tra gli altri una Whoopy Goldberg impegnatissima a vendere soprattutto se stessa e a inventare mitologie).<\/p>\n<p>Le interviste rafforzano per\u00f2 l&#8217;aspetto\u00a0<em>intimo<\/em> del film, i lampi di introspezione che ci sono offerti, le storie\u00a0di fatica, sofferenza, ambizione, affermazione, desiderio, frustrazione, talento, stima di s\u00e9\u00a0di John, Paul, George e Ringo di cui \u00e8 intriso il racconto sono straordinariamente rafforzati dalle storie autobiografiche dei loro fan di un tempo. E questa dimensione autobiografica sostiene in maniera efficace l&#8217;impianto narrativo del film, che \u00e8 molto classico: c&#8217;\u00e8 l&#8217;affermazione dell&#8217;eroe, le sue imprese straordinarie, il suo declino e la sua rinascita; la tesi del film \u00e8 che i\u00a0<em>Beatles<\/em> erano dei geni giovanissimi provvisti di un vitalismo straordinario che profondevano a piene mani in una sintonia misterica coi loro fan; che poi sono cresciuti e diventati maturi, e i loro fan con loro; ma che il\u00a0<em>tour<\/em> continuo al quale si sono sottoposti per quattro anni alla fine \u00e8 diventato un mostro che poteva divorarli &#8211; il\u00a0<em>tour<\/em>, badate bene, non il successo, non i rivolgimenti della seconda parte degli anni &#8217;60, non il conflitto sociale &#8211; e che essi hanno sconfitto trovando nuova libert\u00e0 nella decisione di non esibirsi pi\u00f9, mai pi\u00f9, ma di lavorare solo in sala d&#8217;incisione (l&#8217;immagine dell&#8217;ultimo concerto, sul tetto degli\u00a0<em>studios<\/em>, \u00e8 bellissima e potentissima).<\/p>\n<p>La tesi \u00e8 posta con forza: pur non essendo un esperto dei\u00a0<em>Beatles<\/em>\u00a0ho in merito pi\u00f9 di un dubbio, ma la forza con cui \u00e8 posta, la ricchezza di informazioni, di immagini, di suoni, le domande che il film\u00a0suscita rendono\u00a0<em>Eight days a week<\/em> un film davvero prezioso.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra cosa. La musica.<\/p>\n<p>Diceva l&#8217;amico con cui sono andato al cinema, alla fine: \u00abSaranno stati almeno vent&#8217;anni che non ascoltavo cos\u00ec tante canzoni dei\u00a0<em>Beatles<\/em> tutte assieme\u00bb.<\/p>\n<p>Vale anche per me. E mi \u00e8 dispiaciuto di aver fatto passare cos\u00ec tanto tempo.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/GgDpiXiUuHg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Beatles &#8211; Eight days a week\u00a0(Ron Howard, USA 2016) Ho visto l&#8217;altro giorno\u00a0The Beatles &#8211; Eight days a week,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[83,52,14,55,56,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-3gw","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":15137,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15137","url_meta":{"origin":12556,"position":0},"title":"Virgin no more","author":"Rufus","date":"11\/05\/2018","format":"video","excerpt":"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=K9bf4PT-aEk Vi ho stupito, vero? 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