{"id":1195,"date":"2012-11-02T01:24:14","date_gmt":"2012-11-02T00:24:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1195"},"modified":"2013-01-05T00:20:55","modified_gmt":"2013-01-04T23:20:55","slug":"di-canoni-sherlockiani-ragazze-ebree-e-della-differenza-fra-gialli-e-romanzi-davventura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1195","title":{"rendered":"Di canoni sherlockiani, ragazze ebree e della differenza fra gialli e romanzi d&#8217;avventura"},"content":{"rendered":"<p><em>The beekeeper&#8217;s apprentice<\/em><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/51l0AK4gizL__BO2204203200_PIsitb-sticker-arrow-clickTopRight35-76_AA300_SH20_OU02_2.jpg\"><img data-attachment-id=\"1198\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=1198\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/51l0AK4gizL__BO2204203200_PIsitb-sticker-arrow-clickTopRight35-76_AA300_SH20_OU02_2.jpg?fit=140%2C216\" data-orig-size=\"140,216\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"51l0AK4gizL__BO2,204,203,200_PIsitb-sticker-arrow-click,TopRight,35,-76_AA300_SH20_OU02_\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/51l0AK4gizL__BO2204203200_PIsitb-sticker-arrow-clickTopRight35-76_AA300_SH20_OU02_2.jpg?fit=140%2C216\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/51l0AK4gizL__BO2204203200_PIsitb-sticker-arrow-clickTopRight35-76_AA300_SH20_OU02_2.jpg?fit=140%2C216\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1198 alignleft\" title=\"51l0AK4gizL__BO2,204,203,200_PIsitb-sticker-arrow-click,TopRight,35,-76_AA300_SH20_OU02_\" alt=\"\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/51l0AK4gizL__BO2204203200_PIsitb-sticker-arrow-clickTopRight35-76_AA300_SH20_OU02_2.jpg?resize=140%2C216\" width=\"140\" height=\"216\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>, di Laurie R. King, \u00e8 il primo di una serie di romanzi con protagonista Mary Russell, pubblicato nell&#8217;ormai lontano 1994. Le storie di Mary contano ormai una dozzina di episodi e, senza essere mai arrivate alla grande notoriet\u00e0, godono di una solida cerchia di estimatori: proprio quel tipo di combinazione che di solito individua un <em>cult<\/em>. Io ci sono arrivato grazie a un po&#8217; di tracce rinvenute su <em>Anobii<\/em>, e i giudizi complessivamente positivi mi hanno spinto a iniziare la serie, vincendo la mia abituale diffidenza verso gli <em>spin off<\/em>. Alla fin fine sono contento, ma certo non c&#8217;\u00e8 la stoffa per il <em>cult<\/em>.<\/p>\n<p>Il <em>beekeeper<\/em> del titolo, cio\u00e8 l&#8217;apicultore, \u00e8 infatti un invecchiato Sherlock Holmes (siamo nel 1915), ritiratosi a vita semiprivata in campagna e dedito, appunto, all&#8217;apicultura (si rispetta cos\u00ec quanto previsto dallo stesso Conan Doyle nella raccolta tardiva <em>His last bow<\/em>). Nella stessa regione del Sussex si viene a stabilire Mary Russell, una ragazzina americana sedicenne, orfana e infelice ma dotata di una intelligenza superiore, in grado di rivaleggiare con quella dello stesso Holmes. Nonostante tutto li separi i due faranno amicizia e Holmes, dapprima come un <em>divertissement<\/em> e poi in maniera pi\u00f9 seria, addestrer\u00e0 Mary a essere la sua assistente e, forse, il suo successore.<\/p>\n<p>Contrariamente alle apparenze <em>The bekeeper&#8217;s apprentice<\/em> non \u00e8 un <em>pastiche<\/em> umoristico. La King pone gran cura nel vincere le diffidenze iniziali del lettore &#8211; e dell&#8217;esperto del canone sherlockiano &#8211; e la coppia improbabile Holmes-Mary funziona e si fa seguire con piacere. Pi\u00f9 o meno tre quinti del romanzo sono dedicati al rapporto via via pi\u00f9 stretto fra i due e ai loro primi casi in comune, e questa \u00e8 senz&#8217;altro la parte migliore.<\/p>\n<p>Ci sono solo due problemi. Uno \u00e8 che per poter inserire Mary nel ruolo di assistente la King deve sbarazzarsi di Watson, che viene trattato un po&#8217; male e, secondo me, in maniera complessivamente irrispettosa del canone originale. Il tutto \u00e8 fatto con eleganza, ma il Watson della King <em>non<\/em> \u00e8 il Watson di Conan Doyle, e questo\u00a0segnala e anticipa le mie perplessit\u00e0 sulla seconda parte del romanzo.<\/p>\n<p>Il secondo problema riguarda Mary. Allora: abbiamo deciso di dare a Holmes un compagno improbabile. Va bene. Niente di pi\u00f9 inaspettato che una donna. D&#8217;accordo. La donna in questione \u00e8 poco pi\u00f9 che adolescente (<em>uhm<\/em>)<em>,<\/em> \u00e8 americana (<em>ok<\/em>), \u00e8 orfana (<em>ma si, va bene<\/em>), ha una storia complicata alle spalle (<em>d&#8217;accordo<\/em>). Deve anche essere ebrea, studiare teologia, essere alta, maldestra come Bella Swann e avere una sessualit\u00e0 vagamente repressa? C&#8217;\u00e8 un po&#8217; di sovracaratterizzazione, come se la King avesse avuto un personaggio pronto per tutto un altro romanzo e, ricevuto l&#8217;incarico di scrivere questo, avesse riciclato la protagonista &#8211; che un pochino sembra infilata in questa storia a forza. Oppure sono io che sono politicamente scorretto e mi irrito\u00a0 per un po&#8217; d&#8217;ombra di propaganda religiosa mascherata: anche perch\u00e9 Mary <em>dice<\/em> frequentementedi essere ebrea ma fa poche cose <em>religiose<\/em>: e per quanto una possa essere laica un&#8217;ombra di ritualit\u00e0, di abitudini, di frequenza con la Parola (anche se ha palesemente letto i <em>Salmi<\/em>) dovrebbe pur esserci.<\/p>\n<p>Anche con queste riserve, comunque, la prima parte del romanzo <em>prende<\/em> ed \u00e8 piacevole. La seconda scricchiola parecchio di pi\u00f9. Dall&#8217;ombra emerge e si coagula un Grande Mistero, dietro al quale, naturalmente, sta un Avversario Misterioso e Inafferrabile. Sfortunatamente questo figuro non ha mai apparentemente <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Evil_Overlord_List\">studiato da cattivo-cattivo<\/a> e il lettore \u00e8 portato pi\u00f9 volte a chiedersi perch\u00e9 continui a giocare con Mary e Holmes come il gatto col topo invece di farla finita. Mettiamola cos\u00ec: se io fossi un supercattivo e sapessi che Mary e Holmes, vestiti da gran sera e del tutto indifesi, passeranno in un certo luogo a una certa ora, non devasterei la loro carrozza per il puro gusto di crogiolarmi nella mia superiorit\u00e0, ma convocherei una mezza dozzina (facciamo una dozzina, per sicurezza) di accoltellatori malesi per liberarmi di loro in maniera definitiva. Ci perdo il gusto di vederli dibattersi senza scampo giorno dopo giorno nelle spire del mio diabolico piano di vendetta, ma <em>ehi, nella vita bisogna fare dei sacrifici<\/em>. Anzi, dodici accoltellatori malesi gi\u00e0 sono troppo esotici: una trentina di criminali londinesi armati di pistole andranno benissimo.<\/p>\n<p>Insomma, la King deve mantenere alta la tensione dell&#8217;ultima parte con parecchia artificiosit\u00e0, e gi\u00e0 questo non va bene. In secondo luogo, per reazione Holmes e Mary architettano un piano: un piano che metter\u00e0 a dura prova la loro fiducia reciproca, comporter\u00e0 rischi e sacrifici, ma col quale potranno battere il loro nemico al suo stesso gioco. Insomma, non un piano qualsiasi: un <em>piano<\/em>, ragazzi, di quelli sui quali, appunto, si costruiscono i migliori romanzi d&#8217;avventura. Peccato che quale sia questo piano, apparentemente, non lo sappia neanche la King, la quale, dopo averlo reso l&#8217;oggetto di lunghe (ed efficaci) pagine di approfondimento della relazione fra Holmes e Mary (mi sacrifico io, no tu no, faccio io, no io) \u00e8 costretta semplicemente a far andare la trama da un&#8217;altra parte in modo da non dover spiegare, esattamente, come avrebbe dovuto funzionare questo benedetto piano. Il problema, mi pare, \u00e8 che la King \u00e8 incerta sul come <em>leggere<\/em> le storie di Sherlock Holmes originali: se come romanzi d&#8217;avventura, in cui l&#8217;intreccio, la costruzione dei personaggi e degli ambienti e i colpi di scena sono gli elementi fondamentali, oppure come gialli (per la precisione <em>whodunit<\/em>) in cui quello che conta \u00e8 la soluzione del <em>puzzle<\/em>. Conan Doyle ha usato Holmes come pretesto per scrivere storie dell&#8217;uno e dell&#8217;altro tipo, la King sembra non sapersi decidere e alla fine opta per il giallo, in maniera un tantino insoddisfacente.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte lo scioglimento finale (che ovviamente non posso anticipare) \u00e8 legato alla negazione di un altro consolidato assunto fondamentale del canone, una violazione ben pi\u00f9 grave del trattamento riservato a Watson, e questo inchioda definitivamente il romanzo alla sufficienza risicata: Mary Russell \u00e8 un personaggio che si fa seguire volentieri (a me sarebbe piaciuto vederla all&#8217;opera da sola in un&#8217;altra ambientazione, pazienza) e la relazione Holmes-Mary \u00e8 piacevole; ma la King non sembra tantissimo a suo agio nella costruzione della trama e prende un po&#8217; troppe scorciatoie per i miei gusti: pu\u00f2 essere, naturalmente, che la serie abbia un seguito affezionato di lettori perch\u00e9 pi\u00f9 avanti migliora sotto questo aspetto e\u00a0 credo che, se capita, almeno la seconda puntata me la legger\u00f2. Se capita.<\/p>\n<p>Note editoriali: <em>The beekeeper&#8217;s apprentice<\/em> \u00e8 stato pubblicato in italiano da Neri Pozza (nel 2006); il resto della serie, se non ho visto male, \u00e8 inedito in Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The beekeeper&#8217;s apprentice, di Laurie R. King, \u00e8 il primo di una serie di romanzi con protagonista Mary Russell, pubblicato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1198,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,68,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/51l0AK4gizL__BO2204203200_PIsitb-sticker-arrow-clickTopRight35-76_AA300_SH20_OU02_2.jpg?fit=140%2C216","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-jh","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":10412,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10412","url_meta":{"origin":1195,"position":0},"title":"L&#8217;agosto nero del commissario Trotti","author":"Rufus","date":"18\/06\/2015","format":false,"excerpt":"Sto leggendo Black August di Timothy Williams, un\u00a0giallo che ho comprato\u00a0un po' (poco) perch\u00e9\u00a0segnalato dalla\u00a0Crime Writers' Association ma soprattutto perch\u00e9 \u00e8 un curioso caso di romanzo scritto da un autore inglese ma ambientato in Italia. In realt\u00e0 nel grande supermercato globale della letteratura d'intrattenimento \u00e8 possibile ormai trovare gialli ambientati\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Black-August-Timothy-Williams.jpg?fit=231%2C346&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":20874,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=20874","url_meta":{"origin":1195,"position":1},"title":"Non perdete Dark Winds","author":"Rufus","date":"27\/01\/2026","format":false,"excerpt":"Sto guardando Dark Winds, serie Netflix che trasferisce su video i gialli di Tony Hillermann dedicati ai poliziotti della Navajo Tribal Police; nella serie ai due poliziotti dei romanzi, Joe Leaphorn e Jim Chee, viene affiancata Bernadette Manuelito, un personaggio creato dalla figila di Hillerman, Anne, che ha ripreso i\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/KU9X4Xyb8JE\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":7827,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7827","url_meta":{"origin":1195,"position":2},"title":"Generi da riscoprire","author":"Rufus","date":"24\/06\/2014","format":false,"excerpt":"In questo periodo oltre a libri \"nuovi\" sto rileggendo due serie di romanzi che ho gi\u00e0 abbondantemente letto e riletto. Una \u00e8 la serie di romanzi navali di Patrick O'Brian\u00a0e l'altra sono i gialli di Raymond Chandler con protagonista Philip Marlowe.\u00a0Potenza del palmare: ti porti dietro\u00a0un sacco di libri e\u2026","rel":"","context":"In &quot;Cappe e spade&quot;","block_context":{"text":"Cappe e spade","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=70"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Silken-prey.jpg?fit=260%2C393&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":5750,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5750","url_meta":{"origin":1195,"position":3},"title":"Il commissario Montalbano a &#8220;Oggi parliamo di libri&#8221;","author":"Rufus","date":"04\/01\/2014","format":"video","excerpt":"Ed ecco a voi la non puntata di Oggi parliamo di libri: una puntata sulla quale non ho molto da segnalare, se non che a un certo punto mi sono perso e, dopo aver annunciato che avrei fatto notare tre cose su Camilleri in riferimento al successo arrivato tardivamente, poi\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/YLqPp9mtKIM\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":6018,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6018","url_meta":{"origin":1195,"position":4},"title":"Dashiell Hammett e i suoi eroi fragili","author":"Rufus","date":"29\/01\/2014","format":"video","excerpt":"Per questa puntata ho scelto Sharp dressed man dei ZZ Top, non perch\u00e9 gli eroi di Dashiell Hammett di cui volevo parlare abbiano i trasporti amorosi di cui parla il testo della canzone e che il video\u00a0satireggia in maniera fantastica: ma perch\u00e9 mi piaceva l'idea di confrontare il Continental Op,\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/220px-ThinMan.jpg?fit=220%2C325&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":19588,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19588","url_meta":{"origin":1195,"position":5},"title":"James Bond non abita al Pantano","author":"Rufus","date":"07\/05\/2022","format":false,"excerpt":"Seguendo i suggerimenti che vedevo comparire su siti di recensioni e diverse reti sociali ho fatto in modo di guardare Slow horses, una produzione AppleTv basata sul romanzo omonimo di Mick Herron e in generale sulla sua serie di thriller di ambiente spionistico. https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=q7cQAsUZypc La visione della serie \u00e8 stata\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Slow-horses-eng.jpg?fit=652%2C1000&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1195"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1195"}],"version-history":[{"count":22,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1195\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1840,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1195\/revisions\/1840"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1198"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}