{"id":11792,"date":"2016-04-11T12:04:03","date_gmt":"2016-04-11T10:04:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11792"},"modified":"2018-10-12T17:22:58","modified_gmt":"2018-10-12T15:22:58","slug":"dal-ghetto-di-varsavia-a-robben-island","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11792","title":{"rendered":"Dal ghetto di Varsavia a Robben Island"},"content":{"rendered":"<p><img data-attachment-id=\"11794\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11794\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nel-McGregor.jpg?fit=326%2C499\" data-orig-size=\"326,499\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Nel McGregor\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nel-McGregor.jpg?fit=196%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nel-McGregor.jpg?fit=326%2C499\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-11794\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nel-McGregor.jpg?resize=326%2C499\" alt=\"Nel McGregor\" width=\"326\" height=\"499\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nel-McGregor.jpg?w=326 326w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nel-McGregor.jpg?resize=98%2C150 98w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Nel-McGregor.jpg?resize=196%2C300 196w\" sizes=\"(max-width: 326px) 100vw, 326px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Ho finito di leggere ieri\u00a0<em>Shakespeare&#8217;s Restless World:\u00a0<span id=\"productTitle\" class=\"a-size-large\">An Unexpected History in Twenty Objects <\/span><\/em><span id=\"productTitle\" class=\"a-size-large\">(<\/span><span id=\"productTitle\" class=\"a-size-large\"><em>Penguin<\/em>,\u00a02014)<\/span><span id=\"productTitle\" class=\"a-size-large\">, un libro bellissimo che per\u00f2 ho preso e abbandonato a pi\u00f9 riprese: mi \u00e8 stato utile\u00a0per\u00a0<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11409\">le puntate di\u00a0<em>Oggi parliamo di libri\u00a0<\/em>dedicate a Shakespeare<\/a>, poi \u00e8 rimasto casualmente a giacere nel bagagliaio della\u00a0macchina parecchio tempo e cos\u00ec via.<\/span><\/p>\n<p>Eppure \u00e8 una lettura deliziosa e appassionante: l&#8217;autore \u00e8 Neil McGregor, storico dell&#8217;arte inglese e direttore per quindici anni della\u00a0<em>National Gallery<\/em>\u00a0e in sequenza del\u00a0<em>British Museum\u00a0<\/em>per quasi altrettanto.<\/p>\n<p>Ho scoperto dopo la lettura che il libro \u00e8 la trascrizione di una fortunata <a href=\"http:\/\/www.bbc.co.uk\/programmes\/b017gm45\/episodes\/guide\">serie di trasmissioni radiofoniche della <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.bbc.co.uk\/programmes\/b017gm45\/episodes\/guide\">BBC<\/a>\u00a0<\/em>(se cliccate sul\u00a0<em>link<\/em>\u00a0potete ascoltare il <em>podcast<\/em>): al centro di ogni puntata c&#8217;\u00e8 un oggetto dell&#8217;epoca (un libro, una spada, una forchetta, un ritratto ufficiale di Elisabetta, un mappamondo, un reliquiario&#8230;) che serve a illustrare un aspetto della societ\u00e0 dell&#8217;epoca e che d\u00e0 nuova sostanza a versi, battute e tematiche complessive delle varie opere teatrali scespiriane.<\/p>\n<p>Il libro \u00e8 delizioso, il tipo di piacevole divulgazione storica mista a analisi letteraria non banale che fa la gioia del vostro affezionato Rufus qui presente e che \u00e8 cos\u00ec tipicamente anglosassone (loro hanno McGregor, noi Sgarbi, ecco), ma non \u00e8 di questo che voglio <em>davvero\u00a0<\/em>parlare.<\/p>\n<p>Il ventesimo e ultimo capitolo, infatti, sterza bruscamente.<\/p>\n<blockquote><p>In questo libro abbiamo guardato al modo col\u00a0quale le opere di Shakespeare sono state\u00a0confezionate per rivolgersi a uno specifico pubblico e al mondo incerto e senza pace nel quale quel pubblico viveva.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il ventesimo capitolo, per\u00f2, presenta come oggetto una copia del <em>First Folio<\/em>,\u00a0la prima edizione delle opere di Shakespeare. Una copia particolare, appartenuta a un ricco collezionista scozzese e ora conservata in un museo giapponese: un buon esempio della\u00a0dimensione globale raggiunta dall&#8217;autore, letto ovunque e in tutte le epoche, ed\u00a0\u00e8 qui che McGregor racconta un paio di storie notevoli che \u00a0mi hanno molto colpito.<\/p>\n<blockquote><p>Il 22 luglio 1942 le SS tedesche annunciarono che tutti gli ebrei di Varsavia sarebbero stati, secondo l&#8217;eufemismo dell&#8217;epoca, &#8220;reinsediati&#8221; nel campo di Treblinka.<em> Era di fatto una\u00a0condanna a morte. <\/em>C&#8217;erano, tuttavia, sei categorie di persone che erano esenti dal reinsediamento. Il ventiduenne Marcel Reich-Ranicki era una di quelle eccezioni. Ora ultranovantenne [\u00e8 morto in realt\u00e0 nel 2013 a 93 anni, NdRufus] e il critico letterario pi\u00f9 importante della Germania, ha raccontato la sua storia davanti al Parlamento tedesco nel gennaio 2012.<\/p>\n<p>\u00abQueste comprendevano tutti gli ebrei sani in et\u00e0 lavorativa, tutte le persone alle dipendenze di autorit\u00e0 pubbliche tedesche o in attivit\u00e0 produttive tedesche o quelli che erano impiegate nel Judenrat e negli ospedali ebraici. Una frase improvvisamente mi diede da pensare: neanche le mogli e i figli delle persone in queste categorie sarebbero state reinsediate\u00bb.<\/p>\n<p>Ebreo di origine polacco-tedesca lavorava per il Judenrat, il Consiglio ebraico instaurato\u00a0dai nazisti. Non aveva moglie o figli ma era fidanzato e comprese che, se avesse agito prontamente, poteva evitare che la sua fidanzata fosse &#8220;reinsediata&#8221;. Doveva sposarla immediatamente:<\/p>\n<p>\u00ab[&#8230;] La cerimonia non dur\u00f2 a lungo. Non ricordo se con tutta la fretta e l&#8217;eccitazione io abbia realmente baciato Teofila. Non lo so. Ma ricordo bene il sentimento che ci avvolse, un sentimento di paura, paura di ci\u00f2 che sarebbe accaduto nei giorni a venire. E ricordo ancora il verso di Shakespeare che mi venne in mente in quel momento: &#8220;Ward je in dieser Laun&#8217; ein Weib gefreit?&#8221;\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Ward je in dieser Laun<\/em>&#8216; <em>ein Weib gefreit?<\/em> \u00e8 nel\u00a0<em>Riccardo III<\/em> 1,2: <em>Fu mai donna corteggiata in tale stato d&#8217;animo?<br \/>\n<\/em><\/p>\n<blockquote><p>\u00c8 una citazione dalla lodatissima traduzione in tedesco del Riccardo III di Shakesperare ed una cosa stupefacente da ricordare per un giovane polacco tedesco in un tale momento. In quel suo momento di estremo bisogno le sole parole che Marcel Reich-Ranicki ha trovato sono state quelle di Shakespeare.<\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;altra storia notevole \u00e8 quella della\u00a0<em>Bibbia Induista di Robben Island<\/em>. Robben Island \u00e8 la prigione sudafricana nella quale negli anni &#8217;70 vennero rinchiusi Mandela e altri\u00a0<em>leader<\/em> della lotta contro la segregazione razziale. Uno di questi,\u00a0Sonny Venkatrathnam, chiese di poter avere\u00a0dei libri. La risposta delle autorit\u00e0 carcerarie fu che ne poteva avere solo uno e\u00a0Venkatrathnam scelse le opere complete di Shakespeare.\u00a0Pi\u00f9 tardi, quando fu stabilito che i prigionieri potevano avere solo testi religiosi, camuff\u00f2 la copertina con cartoline induiste e altri immagini religiose.<img data-attachment-id=\"11797\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11797\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?fit=545%2C365\" data-orig-size=\"545,365\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"robben island mandela\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?fit=300%2C201\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?fit=510%2C342\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-11797 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?resize=545%2C365\" alt=\"robben island mandela\" width=\"545\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?w=545 545w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?resize=150%2C100 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?resize=300%2C201 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?resize=510%2C342 510w\" sizes=\"(max-width: 545px) 100vw, 545px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Quella che vedete \u00e8 proprio la firma di Mandela: prima di essere scarcerato\u00a0Venkatrathnam chiese ai compagni di firmare un\u00a0passo di Shakespeare a loro scelta. Mandela scelse un testo dal\u00a0<em>Giulio Cesare<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>I codardi muoiono molte volte<br \/>\nprima della loro morte; i coraggiosi<br \/>\ngustano la morte una volta sola.<br \/>\nDi tutti i prodigi di cui ho sentito,<br \/>\nil pi\u00f9 strano mi sembra il timore degli uomini<br \/>\nnel vedere che la morte, una fine necessaria<br \/>\nverr\u00e0 &#8211; quando deve venire,<\/p><\/blockquote>\n<p>un altro compagno, Walter\u00a0Sisulu, il lungo monologo di Shylock ne\u00a0<em>Il mercante di Venezia<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Mi avete chiamato miscredente, un cane di strozzino,<br \/>\ne avete sputato sul mio gabbano di ebreo&#8230;<\/p><\/blockquote>\n<p>E cos\u00ec \u00e8 pienamente giustificata la conclusione di McGregor, che non posso che fare anche mia:<\/p>\n<blockquote><p>Immaginare Sisulu leggere quei versi \u00e8 immaginare che Shakespeare evochi le umiliazioni dell&#8217;apartheid in Sudafrica. La Bibbia di Robben Island dimostra a gran voce la grande verit\u00e0 che ciascuno pu\u00f2 vedere in Shakespeare il riflesso della propria sorte.<\/p><\/blockquote>\n<p>Esatto, proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p>P.S. Le traduzioni sono prese dall&#8217;edizione Sonzogno dell&#8217;opera completa di Skakespeare a cura di Mario Praz che stava a casa dei miei nonni. In precedenza McGregor ha condotto un&#8217;altra fortunata serie di trasmissioni alla\u00a0<em>BBC<\/em>, intitolata\u00a0<em>La storia del mondo in 100 oggetti<\/em>. Il libro corrispondente \u00e8 edito in italiano con questo titolo da\u00a0<em>Adelphi<\/em> (2015): il costo \u00e8 di una ventina di euro e dovrebbe essere anch&#8217;esso una lettura molto piacevole.<\/p>\n<p>P.P.S. Vedo sulla stampa inglese che un certo numero di esponenti dell&#8217;<em>African national Congress<\/em>, il partito di Mandela, leggono la storia della\u00a0<em>Bibbia di Robben Island<\/em> con un certo fastidio, per motivi che non ho potuto ben ricostruire e sui quali mi riservo di approfondire. Vedo anche che nella stessa rievocazione al parlamento tedesco Marcel Reich-Ranicki racconta di aver fatto coraggio alla moglie raccontandole una metafora presa da Dostoevskij.\u00a0Il ragionamento di McGregor, naturalmente, regge lo stesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho finito di leggere ieri\u00a0Shakespeare&#8217;s Restless World:\u00a0An Unexpected History in Twenty Objects (Penguin,\u00a02014), un libro bellissimo che per\u00f2 ho preso<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11797,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,13,82,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/robben-island-mandela.jpeg?fit=545%2C365","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-34c","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":11945,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11945","url_meta":{"origin":11792,"position":0},"title":"Oggi parliamo di libri arriva all&#8217;Ottocento","author":"Rufus","date":"11\/05\/2016","format":false,"excerpt":"Sono abbastanza soddisfatto della puntata di Oggi parliamo di libri con cui ho aperto l'ultimo, lungo, ciclo di trasmissioni della stagione (\u00e8 ormai chiaro che non riuscir\u00f2 a parlare del teatro del '900). http:\/\/www.radiokalaritana.it\/audio\/download\/LIB-S04E25-Il_teatro_nel_1800-20160317.mp3 Il teatro nell'800 Non \u00e8 che sempre bisogna dire cose straordinarie (infatti io non ci riesco\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Hobsbawm-Et\u00e0-rivoluzione-e1683811506646.jpg?fit=750%2C1088&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Hobsbawm-Et\u00e0-rivoluzione-e1683811506646.jpg?fit=750%2C1088&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Hobsbawm-Et\u00e0-rivoluzione-e1683811506646.jpg?fit=750%2C1088&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":10608,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10608","url_meta":{"origin":11792,"position":1},"title":"REBLOG: Le letture per l&#8217;estate di Nonconimieisoldi","author":"Rufus","date":"10\/08\/2015","format":"link","excerpt":"Sette libri per le\u00a0letture estive proposte\u00a0dalle persone che scrivono sul\u00a0blog di\u00a0Nonconimieisoldi. 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