{"id":11465,"date":"2016-01-28T17:12:49","date_gmt":"2016-01-28T16:12:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11465"},"modified":"2025-09-24T09:21:24","modified_gmt":"2025-09-24T07:21:24","slug":"laney-e-intelligente-sii-come-laney","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11465","title":{"rendered":"Laney \u00e8 intelligente. Sii come Laney"},"content":{"rendered":"<blockquote><p>Laney\u00a0aveva una particolare affinit\u00e0 con le architetture di archiviazione dei dati e un deficit di attenzione clinicamente documentato che in determinate condizioni poteva trasformare in uno stato di iperfocalizzazione patologica. Questo lo rendeva [&#8230;] un ottimo ricercatore.\u00a0(William Gibson, Aidoru)<\/p><\/blockquote>\n<p>Fra i tanti personaggi notevoli e indimenticabili di Gibson, Laney \u00e8 quello che\u00a0trovo pi\u00f9\u00a0<em>contemporaneo<\/em> e al quale penso pi\u00f9 spesso. Molly Millions\/Sally Fields, la guerriera di strada con le sue lame retrattili sotto le unghie e gli impianti oculari cibernetici \u00e8 molto pi\u00f9 affascinante, un&#8217;icona che ha segnato l&#8217;immaginario di una generazione, ma Laney ha un posto\u00a0<em>qui<\/em> e\u00a0<em>ora<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_11466\" aria-describedby=\"caption-attachment-11466\" style=\"width: 1095px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img data-attachment-id=\"11466\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11466\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?fit=1095%2C730\" data-orig-size=\"1095,730\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Molly Millions\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?fit=300%2C200\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?fit=510%2C340\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-11466 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?resize=800%2C533\" alt=\"Molly Millions\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?w=1095 1095w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?resize=150%2C100 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?resize=300%2C200 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?resize=768%2C512 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?resize=510%2C340 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Molly-Millions.jpg?resize=700%2C467 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-11466\" class=\"wp-caption-text\">Molly Millions secondo\u00a0<a href=\"http:\/\/ewalabak.deviantart.com\">Ewa Labak<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>In\u00a0<em>Aidoru<\/em>\u00a0(il titolo originale \u00e8 <em>Idoru<\/em>, la traslitterazione giapponese di <em>idol<\/em>, cio\u00e8 una ninfetta digitale, ehm, un&#8217;icona mediatica) Laney \u00e8 un &#8220;ricercatore&#8221;. Non un <em>hacker<\/em>, e nemmeno un programmatore particolarmente abile, ma un cittadino digitale il cui\u00a0<em>handicap<\/em> gli permette, in maniera misteriosa, di navigare oceani e oceani dei dati pi\u00f9 disparati per trovare infallibilmente le connessioni fra quelle quattro goccioline apparentemente ininfluenti che gli permettono di comprendere e sintetizzare perfettamente la situazione come nessun altro.<\/p>\n<p><em>Aidoru<\/em> \u00e8 del 1996. La rete era gi\u00e0 fra noi ma non c&#8217;erano ancora i <em>social<\/em> e la presenza digitale delle persone era relativamente\u00a0limitata. La forza dell&#8217;immaginazione di Gibson mostrata nel libro \u00e8 notevole e in qualche modo il testo \u00e8 autobiografico, cio\u00e8 illustra quello che Gibson stesso ritiene il punto centrale del suo processo creativo e del suo modo di intendere la fantascienza, che non \u00e8 mai stato concentrato tanto sull&#8217;indovinare in anticipo le innovazioni tecnologiche, quanto i fenomeni sociali:<\/p>\n<blockquote><p>Il modo con cui Laney intuisce i &#8220;punti nodali&#8221; \u00e8 una specie di metafora per qualunque cosa sia quello che faccio davvero. Ci sono letteralmente pezzetti di futuro in giro proprio qui, proprio ora, se sai come cercarli. E tuttavia non posso dirvi come; non \u00e8 un processo razionale.<\/p><\/blockquote>\n<p><img data-attachment-id=\"11469\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11469\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Idoru.jpg?fit=318%2C472\" data-orig-size=\"318,472\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Idoru\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Idoru.jpg?fit=202%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Idoru.jpg?fit=318%2C472\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-11469\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Idoru.jpg?resize=318%2C472\" alt=\"Idoru\" width=\"318\" height=\"472\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Idoru.jpg?w=318 318w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Idoru.jpg?resize=101%2C150 101w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Idoru.jpg?resize=202%2C300 202w\" sizes=\"(max-width: 318px) 100vw, 318px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>E di fenomeni sociali in quell&#8217;ormai lontano 1996 Gibson ne azzecca parecchi: il\u00a0giornalismo trasformato in\u00a0<em>gossip<\/em> organizzato, le celebrit\u00e0 digitali, il\u00a0<em>fandom<\/em> e gli adolescenti, le corporazioni\u00a0il cui unico capitale \u00e8 la gestione di una singola\u00a0<em>star<\/em> e\u00a0<em>star<\/em> che sono vere e proprie corporazioni. Identit\u00e0 digitali la cui vera portata \u00e8 incomprensibile, tanto che non vale pi\u00f9 la pena di distinguere fra dimensione digitale e dimensione reale.<\/p>\n<p>E oceani e oceani di dati e di informazioni e di costrutti\u00a0digitali.<\/p>\n<p>Nel descrivere il futuro, Gibson usa Laney per descrivere il\u00a0<em>suo\u00a0<\/em>modo di farci i conti come scrittore, ma tratteggia anche l&#8217;unica strada per sopravviverci. Ciascuno di noi sperimenta quotidianamente un bombardamento straordinario di informazioni: non \u00e8 possibile analizzarle e ordinarle razionalmente, perch\u00e9 la capacit\u00e0\u00a0cognitiva richiesta \u00e8 troppo alta. In qualche modo ci si deve affidare a un pensiero laterale: sbarazzarsi di tutto ci\u00f2 che \u00e8 irrilevante per concentrarsi su quei pezzetti di informazione che presi insieme danno un senso razionale alla realt\u00e0. Il che spesso &#8211; direi sempre &#8211; vuol dire non ragionare su <em>cosa<\/em> dicono questo o quello ma sul\u00a0<em>perch\u00e9<\/em> lo dicono.<\/p>\n<p>Vorrei essere chiaro: non sto dicendo che occorre lavorare, come direbbero i tecnici, per ridurre il rapporto segnale\/rumore. Se volessi fare quello non dovrei leggere n\u00e9 <em>Repubblica<\/em> n\u00e9\u00a0<em>Lercio<\/em>, tanto meno\u00a0Gramellini o Michele Serra, ma solo pochissimi e selezionatissimi saggisti. Invece in tutte le fonti &#8211; indifferentemente! &#8211; insieme con una gran quantit\u00e0 di gramigna ci sono\u00a0piccolissimi chicchi d&#8217;orzo: magari quel che pu\u00f2 sorprendere \u00e8 che una\u00a0<em>fashion blogger<\/em>\u00a0o &#8211; il che \u00e8 quasi lo stesso &#8211; un amante delle scie chimiche\u00a0ci dica della realt\u00e0, intenzionalmente o meno, tanto quanto l&#8217;arguto Gramellini.<\/p>\n<p>E, naturalmente, non vuol dire essere controcorrente, come vedo fare a molti intellettuali di sinistra piuttosto <em>blas\u00e9<\/em>, che alla fine sono cos\u00ec alternativi che fanno tutto il giro e per non essere demagogici \u00a0e populisti si sposano perfettamente col pensiero dominante. Quando la polvere si posa si pu\u00f2 pure scoprire di avere della realt\u00e0 la stessa visione de\u00a0<em>Il Giornale<\/em> &#8211; spero di no &#8211; ma almeno ci \u00e8 arrivati per la\u00a0<em>propria<\/em> strada.<\/p>\n<p>N\u00e9 infine sto dicendo che, come per Laney, esiste un\u00a0<em>superpotere<\/em>\u00a0da affinare, o che \u00e8 una questione di intuito sovrannaturale: quello \u00e8 il vestito della fantascienza che Gibson gli ha cucito addosso. Per noi gente normale\u00a0lavorare in questo modo vuol dire allenarsi, allenarsi e ancora allenarsi.<\/p>\n<p><img data-attachment-id=\"11470\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11470\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?fit=638%2C479\" data-orig-size=\"638,479\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Gibson quote\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?fit=510%2C383\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11470\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?resize=638%2C479\" alt=\"Gibson quote\" width=\"638\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?w=638 638w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?resize=150%2C113 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?resize=510%2C383 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Gibson-quote.jpg?resize=268%2C200 268w\" sizes=\"(max-width: 638px) 100vw, 638px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Vuol dire anche\u00a0correre dei rischi: che sono quello, cos\u00ec umano, di sbagliarsi e di prendere fischi per fiaschi, di accorgersi <em>dopo<\/em> di aver fatto le connessioni sbagliate e nel caos di avere afferrato la particella di fuffa\u00a0credendo che fosse una pepita d&#8217;oro. Lavorare come Laney\u00a0fa risparmiare tempo e evita di doversi guardare quasi tutti i <em>talk show<\/em>, recuperando spazio da dedicare alla famiglia o a qualunque altra cosa, ma c&#8217;\u00e8 la tentazione onnipresente di risparmiare <em>tutto<\/em>\u00a0il tempo e di sposare il primo pensiero che ti passa per la testa, e non stiamo parlando di quello. Procedere in questo modo, lo ripeto, richiede\u00a0<em>lavoro<\/em>.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 anche il rischio\u00a0di passare per rompiscatole: perch\u00e9 lavorare sull&#8217;intuito, sull&#8217;astrazione e, vivaddio, sul pensare con la propria testa\u00a0vuol dire farsi opinioni sulle questioni che non sono necessariamente gradite e che, spesso, non saranno in accordo n\u00e9 con la democrazia del\u00a0<em>clic<\/em><em>\u00a0<\/em>e dei\u00a0<em>meme<\/em>\u00a0n\u00e9 con la controrivoluzione di quelli che gridano agli analfabeti funzionali&#8230; cliccando <em>mi piace<\/em> e condividendo un pensoso editoriale di Michele Serra.<\/p>\n<p>I rischi per\u00f2, secondo me, valgono la candela: dopotutto pensare con la propria testa \u00e8 sempre stato considerato augurabile e farsi le proprie sintesi personali per comprendere le situazioni \u00e8 una strategia di sopravvivenza piuttosto condivisibile.<\/p>\n<p>Laney non \u00e8, per come lo descrive la storia, un privilegiato: si gioca le carte che il destino gli ha assegnato. La sua vita \u00e8 piuttosto complicata, e si aggrappa al suo strano<em>\u00a0handicap<\/em>\/superpotere per affrontarla al meglio.<\/p>\n<p>Vale anche per noi: nessuno di noi ha scelto di vivere nell&#8217;oceano degli oceani digitali. Anche noi non possiamo che aggrapparci alla nostra intelligenza come a un relitto.<\/p>\n<p>Fate come Laney.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laney\u00a0aveva una particolare affinit\u00e0 con le architetture di archiviazione dei dati e un deficit di attenzione clinicamente documentato che in<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11469,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,64,55,17,16],"tags":[139,138],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Idoru.jpg?fit=318%2C472","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2YV","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":17881,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=17881","url_meta":{"origin":11465,"position":0},"title":"Per il pensiero critico","author":"Rufus","date":"27\/02\/2020","format":false,"excerpt":"Ho visto l'altro giorno, sulla bacheca di un contatto che non sono pi\u00f9 riuscito a ritrovare un grafico, prodotto dalla organizzazione americana senza fine di lucro Global Digital Citizen Foundation, che riassume in maniera interessante una serie di domande che tutti ci dovremmo porre quando tentiamo di decodificare una informazione\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Checklist-pensiero-critico.jpg?fit=848%2C1200&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Checklist-pensiero-critico.jpg?fit=848%2C1200&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Checklist-pensiero-critico.jpg?fit=848%2C1200&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":15971,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=15971","url_meta":{"origin":11465,"position":1},"title":"Credere o non credere","author":"Rufus","date":"11\/12\/2018","format":false,"excerpt":"I famosi nazionalisti russi filo-CocaCola Su\u00a0Esquire\u00a0un interessante articolo su un video che\u00a0sicuramente\u00a0avete visto anche voi e sulle guerre di propaganda al tempo della viralit\u00e0. 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