{"id":11393,"date":"2016-01-14T13:18:12","date_gmt":"2016-01-14T12:18:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11393"},"modified":"2016-02-08T17:49:32","modified_gmt":"2016-02-08T16:49:32","slug":"vermeer-come-scienziato","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11393","title":{"rendered":"Vermeer come scienziato"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo che segue \u00e8 stato pubblicato sul\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.the-tls.co.uk\/tls\/\">Times Literary Supplement<\/a><\/em>. Dice cose su Vermeer forse non nuovissime ma comunque interessanti e poi Vermeer \u00e8 un pittore che piace molto a Maria Bonaria e anche a me: quindi l&#8217;ho tradotto (<a href=\"http:\/\/www.the-tls.co.uk\/tls\/public\/article1653131.ece\">la versione in lingua originale<\/a> \u00e8 del 6 gennaio). Laddove si citavano libri disponibili in italiano ho messo i riferimenti alle edizioni nella nostra lingua.\u00a0La camera oscura di cui si parla non \u00e8 quella per sviluppare le foto, ovviamente, ma quella che si chiamerebbe <em>fotocamera stenopeica<\/em>. Durante la discussione ha importanza l&#8217;espressione inglese\u00a0<em>eye of the beholder<\/em>, che si traduce con &#8220;l&#8217;occhio di chi guarda&#8221;.<\/p>\n<p>Comunque Maria Bonaria quando le ho chiesto della camera oscura mi ha guardato con commiserazione e mi ha detto: \u00ab\u00c8\u00a0<em>ovvio<\/em> che lo sapevo\u00bb.<\/p>\n<h2>Vermeer come scienziato<\/h2>\n<h3>di Claudia Swan*<\/h3>\n<p>Un luogo comune relativo alla vita e alle opere del pittore olandese Johannes Vermeer che quel poco che sappiamo della vita \u00e8 inversamente proporzionale a quanto intimamente ci relazioniamo alle sue opere. Si tratta solo di uno di molti contrasti che plasmano la nostra percezione dell&#8217;artista. Il suo p\u00f2i\u00f9 giovane compatriota Rembrandt van Rijn (1609-69) pu\u00f2 essere stato un corrispondente riluttante &#8211; solo sette lettere autografe sono sopravvissute &#8211; ma centinaia di\u00a0quadri, disegni e incisioni esistenti e l&#8217;eredit\u00e0 di allievi e assistenti danno eloquente testimonianza ai percorsi e ai mezzi artistici di Rembrandt. Documenti\u00a0d&#8217;archivio e un&#8217;ampia casistica di risposte a Rembrandt pubblicate, che risalgono all&#8217;indietro fino al 1629, quando era ventenne, mettono in grado gli studiosi di tracciare connessioni fra le sue varie composizioni\u00a0in vari settori e gli eventi della sua vita. Quando affrontiamo con i capolavori che Rembrandt dipinse nell&#8217;ultimo decennio della sua vita, per esempio, la nostra empatia \u00e8 stimolata dalla conoscenza della sua bancarotta del 1656, la sua vita personale complicata e la caduta in disgrazia subita. L&#8217;opera sopravvissuta di Johannes Vermeer, al contrario, consiste di tre dozzine di quadri ma non di un solo disegno, lettera o altra testimonianza autografa del processo di produzione di quelle che oggi sono ampiamente lodati come opere di gradimento eterno e universale.<\/p>\n<p>Al tempo della sua riscoperta nel tardo diciannovesimo secolo Vermeer fu soprannominato\u00a0la<em>\u00a0Sfinge di Delft<\/em>. L&#8217;appellativo si \u00e8 affermato nonostante ci\u00f2 che \u00e8 stato scoperto grazie a un continuo lavoro di archivio. Vermeer fu battezzato nella protestante <em>Nieuwe Kerk<\/em> di Delft nel 1632 e sepolto nella cattolica <em>Oude Kerk<\/em> di Delft nel dicembre 1675. Collegando questi e altri dati gli studiosi hanno ricostruito un impressionante ritratto del mondo di Vermeer &#8211; se non le relazioni fra i fatti della sua vita e i come e i perch\u00e9 dei sui lavori.\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788806121921\/montias-john-m\/vermeer-artista-famiglia.html\">Vermeer. L&#8217;artista, la famiglia, la citt\u00e0<\/a><\/em>\u00a0di J. Michael Montias (Einaudi 1997) ha cambiato\u00a0la direzione degli studi su Vermeer introducendo un insieme di personaggi, compresa la sua suocera cattolica, e un mare di fatti che li riguardano. Sappiamo che gli antenati del pittore erano stati coinvolti in uno scandalo di contraffazioni, per esempio; e che lui, come suo padre prima di lui, era mercante d&#8217;arte. Sappiamo che al momento della morte di Vermeer dieci dei quindici figli che gli diede la moglie vivevano ancora in casa; uno era gi\u00e0 andato via e quattro non erano sopravvissuti all&#8217;infanzia. Ma mentre\u00a0i personaggi\u00a0di molti dei lavori di Rembrandt sono cittadini di Amsterdam ben riconoscibili o amici, amanti e altre conoscenze, non siamo in grado di dire con certezza che Vermeer ritrasse anche se, grazie a Montias e altri, sappiamo chi faceva parte della sua vita familiare.<\/p>\n<p><img data-attachment-id=\"11395\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11395\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ragazza-orecchino-perla.jpg?fit=300%2C363\" data-orig-size=\"300,363\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Ragazza orecchino perla\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ragazza-orecchino-perla.jpg?fit=248%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ragazza-orecchino-perla.jpg?fit=300%2C363\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11395\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ragazza-orecchino-perla.jpg?resize=300%2C363\" alt=\"Ragazza orecchino perla\" width=\"300\" height=\"363\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ragazza-orecchino-perla.jpg?w=300 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ragazza-orecchino-perla.jpg?resize=124%2C150 124w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Ragazza-orecchino-perla.jpg?resize=248%2C300 248w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>A parte la pubblicazione di documenti di archivio e di altre fonti, altri misteri continuare ad avvolgere la carriera artistica di Vermeer. Chi fu il suo maestro? Ebbe degli allievi? Che cosa provoc\u00f2 la sua morte, all&#8217;et\u00e0 di quarantatr\u00e9 anni, lasciando dietro di s\u00e9 dipinti propri\u00a0e altri che pu\u00f2 darsi dovesse vendere, nessun disegno, una casa piena di bambini e pesanti debiti? Si affidava a una camera oscura o a altri innovativi strumenti ottici, \u00a0per comporre i suoi quadri? Queste domande senza risposta non impediscono tuttavia una meditabonda ammirazione per il suo lavoro. Mentre\u00a0la sua casa, la\u00a0<em>Mauritshuis\u00a0<\/em>a L&#8217;Aia, era recentemente in fase di restauro, la <em>Ragazza con l&#8217;orecchino di perla<\/em>\u00a0girava il mondo. In mostra in Giappone nel 2013 ha attirato oltre un milione di visitatori. La\u00a0<em>Monna Lisa del Nord<\/em> \u00e8 tanto largamente conosciuta, e spesso ammirata, tanto quanto \u00e8 reticente riguardo alle condizioni della sua creazione o alla sua\u00a0<em>raison d\u2019\u00eatre<\/em>. Una volta uno studente ha descritto il suo incontro con la\u00a0<em>Ragazza con l&#8217;orecchino di perla<\/em> come equivalente a imbattersi nell&#8217;amore della sua vita e dimenticarsi di chiederle il nome. Ella \u00e8 altrettanto coinvolta nel nostro guardarla quanto ne \u00e8 assolutamente ignara e in questo senso \u00e8 un appropriato simbolo dell&#8217;intero lavoro di Vermeer: \u00a0ci\u00f2 che sappiamo, e ci\u00f2 che pensiamo ci sia familiare, \u00e8 per sempre minato dal suo rimanere inconoscibile e inaccessibile.<\/p>\n<p>Discussa\u00a0gi\u00e0 nel tardo diciannovesimo secolo,\u00a0la domanda\u00a0se o in che misura Vermeer si affidasse a strumenti ottici come una camera oscura presente nel suo studio \u00e8 stata recentemente al centro di una intensa indagine. Le sue molte donne in piena luce, colte nell&#8217;atto di fare nulla di particolarmente drammatico &#8211; indossare una collana di perle, versare il latte, scrivere, leggere o sonnecchiare sul tavolo &#8211; sono altrettanti ritratti di momenti nel tempo. I suoi quadri sono caratterizzati da uno spesso silenzio, acuta attenzione alle qualit\u00e0 della luce e fenomeni ottici che sono sintomatici dell&#8217;uso di lenti da vista. A dire il vero l&#8217;assenza di un qualunque flusso narrativo in tanti dei suoi dipinti ci spinge a studiarli come rese interpretative di condizioni di luce e configurazione spaziale &#8211; prendendoli per se stessi, per quello che erano, alla ricerca di indizi di come sono stati\u00a0fatti invece che, per esempio, perch\u00e9. C&#8217;\u00e8 cos\u00ec poco materiale documentario su cui basarsi che i quadri stessi servono come (muta) testimonianza delle ipotesi su di loro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_11396\" aria-describedby=\"caption-attachment-11396\" style=\"width: 363px\" class=\"wp-caption alignright\"><img data-attachment-id=\"11396\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11396\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Camera_obscura.jpg?fit=363%2C580\" data-orig-size=\"363,580\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Camera_obscura\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Camera_obscura.jpg#\/media\/File:Camera_obscura.jpg&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Camera_obscura.jpg?fit=188%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Camera_obscura.jpg?fit=363%2C580\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-11396 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Camera_obscura.jpg?resize=363%2C580\" alt=\"\" width=\"363\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Camera_obscura.jpg?w=363 363w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Camera_obscura.jpg?resize=94%2C150 94w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Camera_obscura.jpg?resize=188%2C300 188w\" sizes=\"(max-width: 363px) 100vw, 363px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-11396\" class=\"wp-caption-text\"><em>Camera oscura<\/em> &#8211; tramite <em><a href=\"http:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Camera_obscura.jpg#\/media\/File:Camera_obscura.jpg\">Wikimedia Commons<\/a><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>La camera oscura, disponibile nel diciassettesimo secolo sia in formato portabile che della dimensioni di una stanza, \u00e8 una struttura simile a una scatola costruita per bloccare tutta la luce tranne ci\u00f2 che entra attraverso una piccola apertura su un lato. Questa apertura pu\u00f2 essere fornita di una lente, per concentrare l&#8217;immagine proiettata all&#8217;interno della scatola. Quell&#8217;immagine \u00e8 capovolta, e pu\u00f2 essere raddrizzata da uno specchio all&#8217;interno della camera oscura oppure, come l&#8217;ingegnere Tim Jenison ha ipotizzato di recente, su un piccolo supporto tenuto sopra il quadro mentre si dipinge. Come il telescopio, inventato nella prima decade del diciassettesimo secolo in Olanda, e il microscopio, la camera oscura \u00e8 una fra molti strumenti con i quali gli osservatori della prima et\u00e0 moderna appuntavano i loro sguardi verso nuovi orizzonti. Sebbene non sia rimasta alcuna prova che Vermeer possedesse un simile macchinario o che l&#8217;usasse, la teoria che lo facesse offre una spiegazione tecnica attraente di\u00a0come facesse ci\u00f2 che faceva cos\u00ec meravigliosamente.<\/p>\n<p><img data-attachment-id=\"11399\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11399\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Snyder-Eye-of-the-beholder.jpg?fit=170%2C250\" data-orig-size=\"170,250\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Snyder Eye of the beholder\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Snyder-Eye-of-the-beholder.jpg?fit=170%2C250\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Snyder-Eye-of-the-beholder.jpg?fit=170%2C250\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-11399\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Snyder-Eye-of-the-beholder.jpg?resize=170%2C250\" alt=\"Snyder Eye of the beholder\" width=\"170\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Snyder-Eye-of-the-beholder.jpg?w=170 170w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Snyder-Eye-of-the-beholder.jpg?resize=102%2C150 102w\" sizes=\"(max-width: 170px) 100vw, 170px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Molte cose\u00a0possono dipendere, come accade in\u00a0<em>Eye of the Beholder<\/em> di Laura Snyder, sul presunto uso della camera oscura\u00a0da parte di\u00a0Vermeer. Caratterizzare i metodi di lavoro del pittore come sperimentali &#8211; <em>scientifici<\/em>, addirittura &#8211; ci permette di identificarlo come una controparte artistica dei suoi contemporanei impegnati impegnati nello studio empirico del mondo naturale, primo fra loro un altro abitante di Delft e padre della microbiologia come Anthony van\u00a0Leeuwenhoek (1632\u20131723), principalmente conosciuto oggigiorno per i suoi progressi nella microscopia, che notoriamente si forgi\u00f2 da solo le sue lenti e scoperse l&#8217;esistenza dei batteri e degli spermatozoi.\u00a0Van\u00a0Leeuwenhoek (egli adott\u00f2 il prefisso &#8220;van&#8221; all&#8217;atto della sua elezione nella\u00a0<em>Royal Society<\/em> di Londra nel 1673) e Vermeer non erano semplicemente\u00a0cittadini notevoli\u00a0di Delft; furono battezzati nella stessa chiesa a pochi giorni di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro e, dopo la morte del pittore,\u00a0van\u00a0Leeuwenhoek ag\u00ec come suo esecutore testamentario. Numerosi autori hanno fatto notare risonanze reciproche fra le\u00a0loro rispettive opere &#8211; maestro osservatore della natura e maestro cronista del mondo naturale, entrambi all&#8217;esplorazione di ci\u00f2 che consisteva, come scrisse Robert Hooke, \u00abnuovi mondi visibili appena apertisi alla comprensione\u00bb.<\/p>\n<p>Studi recenti hanno scoperto una rete di soggetti attivi a Delft nel diciassettesimo secolo che costruivano e procuravano lenti e strumenti come la camera oscura.\u00a0Huib Zuidervaart eMarlise Rijks hanno suggerito che un certo\u00a0Johan van der Wyck, che fabbricava lenti, telescopi e microscopi, si sia stabilito a Delft a met\u00e0 del secolo e, presumibilmente, giochi un ruolo centrale in una ragnatela di relazioni che pu\u00f2 spiegare come Vermeer potrebbe essere venuto in possesso dello strumento. I nomi e le coordinate che sono stati scoperti sono scintillanti, sebbene naturalmente essi si fermino\u00a0prima di fornirci la spiegazione di come o perch\u00e9 Vermeer produsse le immagini che fece.<\/p>\n<p>Di\u00a0Van Leeuwenhoek, diversamente da Vermeer, sappiamo parecchio. Fu addestrato come impiegato di una ditta di mercanti di tessuti\u00a0e fu un microscopista autodidatta che ottenne pi\u00f9 tardi una tale fama che a volte faceva finta di non essere in casa quando i visitatori venivano a cercarlo. Si spos\u00f2 due volte e fu sepolto all&#8217;et\u00e0 di novant&#8217;anni nella stesa chiesa nella quale era stato battezzato; il suo epitaffio lo identifica per nome e direttamente come membro della\u00a0<em>Royal Society\u00a0<\/em>di Londra. Scrisse lunghe lettere che riportavano i risultati delle sue osservazioni sotto ingrandimento di un vasto campo di campioni &#8211; fra cui scaglie di pelle umana, la placca di denti suoi e altrui, la lingua di un bue, il pelo di un alce, il cervello di una mosca, acqua da una variet\u00e0 di fonti, acari e pulci e organi di pulci, e sperma, anche. Nel corso del suo lavoro\u00a0Van Leeuwenhoek sottopose il mondo a portata di mano al suo sguardo attento e concentrato, uno sguardo spalleggiato da lenti straordinariamente ben preparate. Pi\u00f9 guardava, pi\u00f9 vedeva.<\/p>\n<figure id=\"attachment_11400\" aria-describedby=\"caption-attachment-11400\" style=\"width: 263px\" class=\"wp-caption alignright\"><img data-attachment-id=\"11400\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11400\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?fit=1100%2C1256\" data-orig-size=\"1100,1256\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Vermeer astronomo\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?fit=263%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?fit=510%2C582\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-11400 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?resize=263%2C300\" alt=\"Vermeer astronomo\" width=\"263\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?resize=263%2C300 263w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?resize=131%2C150 131w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?resize=768%2C877 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?resize=510%2C582 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?resize=700%2C799 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?w=1100 1100w\" sizes=\"(max-width: 263px) 100vw, 263px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-11400\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;astronomo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sebbene ammetta che \u00abnon c&#8217;\u00e8 alcuna\u00a0<em>pistola fumante<\/em> che provi definitivamente che essi erano amici o perlomeno conoscenti\u00bb Snyder ha impostato il suo studio su un insistito parallelo fra\u00a0Van Leeuwenhoek e Vermeer. Secondo lei\u00a0Van Leeuwenhoek introdusse un un nuovo modo di vedere il mondo e Vermee lo tradusse in pittura. \u00abI dipinti di Vermeer erano in non poca misura esperimenti di ottica &#8211; come lo erano le prodezze nella microscopia del suo vicino di casa\u00a0Leeuwenhoek\u00bb. Decenni fa Arthur Wheelock ipotizz\u00f2 che la figura rappresentata nel quadro di Vermeer\u00a0<em>L&#8217;astronomo<\/em> e\u00a0<em>Il geografo\u00a0<\/em>sia\u00a0Van Leeuwenhoek, e sugger\u00ec addirittura che lo scienziato avesse commissionato i dipinti come ritratti; e quasi altrettanto tempo fa Montias costru\u00ec una convincente confutazione. Progettato per un pubblico poco avvezzo al terreno accademico,\u00a0<em>Eye of the beholder<\/em> miscela informazioni piacevoli tratte dalla storia dell&#8217;arte dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro olandese, dei primordi della moderna scienza ottica europea e dalla storia e corrispondenza della\u00a0<em>Royal Society<\/em> insieme con un quadro storico superficiale, senza inserire n\u00e9 una ricerca originale n\u00e9 materiali di studio non pubblicati in lingua inglese. Al contrario delle silenziose meditazioni di Vermeer sullo spazio e il tempo il libro procede ciarlando, fermandosi pi\u00f9 o meno dove era iniziato &#8211; nel postulare una relazione che non pu\u00f2 essere provata (tracciare connessioni fra Van Leeuwenhoek &#8211; che us\u00f2 strumenti ben documentati per scandagliare le profondit\u00e0 dei campioni a portata di mano &#8211; e Galileo &#8211; che punt\u00f2 il suo telescopio su viste lontane e pubblic\u00f2 le sue osservazioni &#8211; avrebbe potuto essere pi\u00f9 efficace). Laura Snyder dichiara che \u00absia Vermeer che van Leeuwenhoek usavano strumenti ottici come &#8220;occhi artificiali&#8221; per rafforzare gli organi naturali della vista\u00bb e che perci\u00f2 \u00abvidero oltre ci\u00f2 che era immediatamente apparente &#8211; per vedere di pi\u00f9 di ci\u00f2 che l&#8217;occhio coglie\u00bb. Insistere su un parallelismo non lo rende tale, perlomeno non all&#8217;occhio di\u00a0questo osservatore.<\/p>\n<p><b>Claudia Swan<\/b>\u00a0\u00e8 una studiosa di storia dell&#8217;arte olandese dell&#8217;Et\u00e0 dell&#8217;Oro e l&#8217;autrice di diverse pubblicazioni sulla prima arte e scienza moderne. \u00c8 docente di Storia dell&#8217;Arte alla\u00a0<em>Northwestern University<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo che segue \u00e8 stato pubblicato sul\u00a0Times Literary Supplement. Dice cose su Vermeer forse non nuovissime ma comunque interessanti e<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11400,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,13,12,58],"tags":[136,135],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Vermeer-astronomo.jpg?fit=1100%2C1256","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2XL","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":3858,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3858","url_meta":{"origin":11393,"position":0},"title":"\u00c8 in linea l&#8217;intervista su Banca Etica a Radio X","author":"Rufus","date":"04\/07\/2013","format":false,"excerpt":"Ho visto che su Radio X \u00e8 stata messa on line la puntata di ieri di Extralive! in cui sono stato intervistato da Vito Biolchini su Banca Etica. 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