{"id":11183,"date":"2015-11-19T18:33:21","date_gmt":"2015-11-19T17:33:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11183"},"modified":"2015-11-30T16:35:29","modified_gmt":"2015-11-30T15:35:29","slug":"aerei-caduti-e-viaggi-dalla-scrivania","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11183","title":{"rendered":"Aerei caduti e viaggi dalla scrivania"},"content":{"rendered":"<p>Non so per quali strani collegamenti\u00a0<em>Feedly<\/em> mi abbia proposto un articolo del 2012:\u00a0\u00e8 tratto da\u00a0<em><a href=\"http:\/\/theappendix.net\">TheAppendix.net<\/a><\/em>, un sito creato da alcuni giovani storici con il motto: <em>Noi pubblichiamo le storie interessanti che altrimenti finirebbero nel cestino della carta straccia della Storia<\/em>.<\/p>\n<p>Il sito \u00e8 purtroppo in via di estinzione dopo avere pubblicato delle cose bellissime, che mi spiace di avere scoperto solo ora; spero che l&#8217;archivio rimanga disponibile anche in futuro e vi invito a visitarlo. Nel frattempo l&#8217;articolo che oggi ho trovato sul palmare mi \u00e8 sembrato bellissimo e l&#8217;ho tradotto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/theappendix.net\/issues\/2012\/12\/field-notes,-amazonia-1952:-found\">L&#8217;articolo originale \u00e8 in inglese<\/a>. Le foto che vedete a corredo sono tratte da quelle dell&#8217;articolo, ma sul sito originale ce ne sono anche altre, che meritano di essere viste. Ci sono anche una serie di\u00a0note, che non ho tradotto. Curiosando un po&#8217; ho anche trovato <a href=\"https:\/\/books.google.it\/books?id=2lUEAAAAMBAJ&amp;pg=PA94&amp;lpg=PA94&amp;dq=humphrey+toomey&amp;source=bl&amp;ots=17FlDdd4nr&amp;sig=jWkjw7yn2-kQ_uR_pOpcJpHyejI&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ved=0CEwQ6AEwCWoVChMI78SY3NycyQIVyMAUCh2mSgN-#v=onepage&amp;q=humphrey%20toomey&amp;f=false\">un reportage dell&#8217;epoca di <em>Life<\/em><\/a>\u00a0sullo stesso argomento, meraviglioso.<\/p>\n<h2>Amazzonia 1952: TROVATO<\/h2>\n<h3>Di\u00a0<a href=\"http:\/\/theappendix.net\/contributors\/profile\/felipe-fernandes-cruz\">Felipe Fernandes Cruz<\/a><\/h3>\n<p>Era una mattina d&#8217;autunno ma abbastanza calda da farmi sudare. Mentre salivo\u00a0con\u00a0l&#8217;ascensore della biblioteca, il gelido condizionamento mi\u00a0fece gelare. Tutto normale a Miami.<\/p>\n<p><em>Ding<\/em>. Ottavo piano &#8211; <em>Raccolte speciali<\/em>. Lasciai l&#8217;ascensore, salutai l&#8217;amichevole bibliotecario e sedetti per passare un&#8217;altra giornata priva di colpi di scena a scartabellare i documenti aziendali della raccolta\u00a0<em>PanAmerican World Airways<\/em>. Chiesi\u00a0l&#8217;ennesimo scatolone pieno di rapporti, grafici, lettere e ritagli e poi disposi i miei attrezzi da lavoro sullo\u00a0spoglio\u00a0tavolo nero in formica. Mi sedetti di nuovo. Guardando fuori della finestra volta a sud, oltre l&#8217;oceano verso Cuba, lasciai che i miei pensieri si perdessero.<\/p>\n<p>Come gli aerei da crociera della\u00a0<em>PanAm<\/em> che un tempo volavano a sud da Miami portando con s\u00e9 ricchi passeggeri verso i\u00a0miraggi\u00a0esotici promessi dalle locandine di viaggio, ero spinto vero il Brasile. Avrei dovuto essere gi\u00e0 l\u00ec, ma pastoie\u00a0burocratiche mi avevano trattenuto da quella fase delle mie ricerche. Invece ero in quel moderno palazzo di uffici, mordendo il freno\u00a0mentre i miei amici si affrettavano verso posti pi\u00f9 esotici e archivi pi\u00f9 bizzarri. Sedevano in prigioni coloniali a Citt\u00e0 del Messico, case doganali imperiali in Siviglia e sgabuzzini di museo a Washington, mettendo in ordine sconosciuti testi alchemici, diari di marinai, lettere di rivoluzionari e perfino scaffali pieni di teschi precolombiani.<\/p>\n<p>Miami era emozionante, ma avevo vissuto in Florida ormai da molti anni ed ero pronto per imbarcarmi per la\u00a0mia personale missione di servizio archivistico all&#8217;estero. Ero ansioso di visitare raccolte in lungo e in largo in Brasile &#8211; lo immaginavo come un&#8217;avventura frenetica, come se Jack Kerouac fosse stato un topo d&#8217;archivio in\u00a0<em>Sulla strada<\/em>. Provavo la variante dello storico del desiderio di vagabondaggio.<\/p>\n<p>Un carrello cigolante che portava cinque scatole gir\u00f2 l&#8217;angolo, interrompendo le mie fantasticherie.<\/p>\n<p>Era un blocco d&#8217;archivio del tipo da cinque scatole alla volta. Dentro le cinque poggiate sul carrello c&#8217;era una bella sorpresa: delle vecchie carte geografiche da aviatore che avevano avuto bisogno delle cure del restauratore prima di raggiungere le mie mani prive di guanti. Presi la scatola numero nove e ne estrassi il primo oggetto, una spessa\u00a0busta da lettere con la frase\u00a0<em>Evento nella jungla 1952<\/em> scritto davanti.<\/p>\n<p>Lo disposi delicatamente sul tavolo, come se stessi maneggiando una reliquia. Aprii l&#8217;obiettivo della mia macchina fotografica.\u00a0<em>Click<\/em>. E poi aprii la busta.<\/p>\n<figure id=\"attachment_11192\" aria-describedby=\"caption-attachment-11192\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg\"><img data-attachment-id=\"11192\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11192\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?fit=640%2C471\" data-orig-size=\"640,471\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;3.5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS REBEL T2i&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1321533039&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;18&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.025&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"PanAm 202 2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?fit=300%2C221\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?fit=510%2C375\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-11192 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?resize=640%2C471\" alt=\"PanAm 202 2\" width=\"640\" height=\"471\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?w=640 640w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?resize=150%2C110 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?resize=300%2C221 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?resize=510%2C375 510w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-11192\" class=\"wp-caption-text\">PanAmerican World Airways Collection, University of Miami Libraries<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un chiassoso branco\u00a0di cinghiali selvaggi esplose fuori dal fogliame. Era una serata scura di maggio del 1952, nei pressi del fiume Araguaia nell&#8217;Amazzonia orientale. I componenti della spedizione,\u00a0<em>indios<\/em> Caraj\u00e1, operai brasiliani e dipendenti della\u00a0<em>PanAm<\/em>, si precipit\u00f2 verso\u00a0gli alberi e attese mentre centinaia di zanne minacciose passavano sotto di loro. Era solo uno dei molti rischi che affrontavano mentre si aprivano la strada attraverso trentasei miglia di\u00a0fitta foresta pluviale per raggiungere il relitto del volo 202 della\u00a0<em>PanAm<\/em>.<\/p>\n<p>Nella notte del 29 aprile 1952 il volo\u00a0<em>PanAm\u00a0<\/em>202 non aveva preso contatto con uno dei suoi riferimenti radio fra Rio de Janeiro e Port of Spain. Non raggiunse mai la sua destinazione, Port of Spain, da dove avrebbe continuato a nord verso New York. Gli aerei di soccorso\u00a0si alzarono in volo e la mattina del 1\u00b0 maggio uno avvist\u00f2 una nuova radura nella fitta jungla. Ed eccola l\u00ec &#8211; la carcassa bruciata di un\u00a0<em>Boenig StratoCruiser<\/em>, vista per l&#8217;ultima volta al decollo dall&#8217;aeroporto Santos-Dumond di Rio con a bordo quarantuno passeggeri e nove membri dell&#8217;equipaggio. Dopo avere sorvolato il luogo per ore e non avere visto nessun sopravvissuto i piloti dell&#8217;aereo di soccorso decisero che non c&#8217;era motivo di rischiare altre vite paracadutando\u00a0la loro squadra medica. Fecero ritorno alla base di Bel\u00e9m e iniziarono a pianificare una spedizione via terra.<\/p>\n<p>Ufficiali delle aviazioni di Brasile e Stati Uniti e esperti di disastri aerei, insieme con rappresentanti della\u00a0<em>PAnAm<\/em>, esaminarono a fondo le mappe e decisero di portare un aeroplano anfibio il pi\u00f9 vicino possibile al sito del relitto, nel villaggio di Lagoa Grande sul fiume Araguaia. Una volta l\u00e0 organizzarono un campo base e chiesero l&#8217;aiuto del\u00a0<em>Servizio di Protezione Indiano<\/em>\u00a0<i>brasiliano &#8211; la struttura incaricata di supervisionare i contatti fra stranieri e popoli nativi<\/i>. L&#8217;agenzia invi\u00f2 uno dei suoi funzionari insieme con un gruppo di\u00a0Caraj\u00e1 con la funzione di guide. Partirono il prima possibile. Sarebbe stato un lavoro duro. Dovevano aprirsi la strada a colpi di\u00a0<em>machete<\/em> attraverso trentasei miglia di fitta foresta. Con alberi alti pi\u00f9 di trenta metri che\u00a0oscuravano in permanenza il sole non stavano\u00a0tracciando una pista: si scavavano un tunnel attraverso lo spesso\u00a0sottobosco della foresta.<\/p>\n<p>Quella notte ai primi di maggio, quando i cinghiali selvaggi infine passarono oltre uno dei\u00a0Caraj\u00e1 balz\u00f2 gi\u00f9 dal suo rifugio sull&#8217;albero per abbatterne uno con una freccia. Quella notte la cena fu migliore delle abituali razioni militari ma la squadra continu\u00f2 a muoversi a un passo estenuante. Avevano anche altre minacce di cui preoccuparsi. Per quanto umida possa sembrare l&#8217;Amazzonia, nell&#8217;area era difficile trovare acqua potabile. La spedizione spesso si affidava all&#8217;acqua raccolta da liane e foglie mentre uno dei\u00a0Caraj\u00e1 si spingeva avanti alla ricerca di un ruscello.<\/p>\n<p>Perfino mantenere il loro senso di direzione era difficoltoso e, senza equipaggiamento radio, anche tenere le comunicazioni con il mondo esterno. Ricevevano le loro istruzioni dal campo principale via aeroplano. Se il gruppo avanzato udiva un motore accendeva un segnale di fumo (la loro pista era invisibile dall&#8217;alto) e l&#8217;aeroplano avrebbe voltato in cerchio su di loro e gettato un pacco con istruzioni e altri messaggi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_11193\" aria-describedby=\"caption-attachment-11193\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg\"><img data-attachment-id=\"11193\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11193\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?fit=640%2C479\" data-orig-size=\"640,479\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"PanAm 202 1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?fit=300%2C225\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?fit=510%2C382\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-11193 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?resize=640%2C479\" alt=\"PanAm 202 1\" width=\"640\" height=\"479\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?w=640 640w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?resize=150%2C112 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?resize=300%2C225 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?resize=510%2C382 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-1.jpg?resize=268%2C200 268w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-11193\" class=\"wp-caption-text\">PanAmerican World Airways Collection, University of Miami Libraries<\/figcaption><\/figure>\n<p>Al campo base di Lagoa Grande alle loro spalle\u00a0un altro dramma si andava sviluppando. La spedizione ufficiale si accorse che non erano il solo gruppo di soccorso in zona. Nuovi voli di sorveglianza rivelarono paracadute sulle cime degli alberi circostanti. Un altro gruppo di soccorritori si aggirava gi\u00e0 attorno al relitto! I giornali del mattino lo confermarono: un gruppo indipendente di paracadutisti, finanziato dal turbolento ex governatore di San Paolo, Adhemar de Barros, si era paracadutato direttamente sul luogo dello schianto. Be segu\u00ec un&#8217;accesa guerra di parole. Barros progettava di presentarsi alle successive elezioni presidenziali brasiliane e la spedizione ufficiale lo accus\u00f2 di esibizionismo, di aver lanciato la sua operazione privata a fini politici. Barros contrattacc\u00f2, affermando che ci potevano essere sopravvissuti e che gli americani non avevano il coraggio di raggiungere il luogo paracadutandosi dai propri aerei.<\/p>\n<p>Humphrey Toomey era il direttore delle operazioni della\u00a0<em>PAnAm<\/em> per l&#8217;America Latina dell&#8217;epoca e il compito di coordinare la missione ufficiale di soccorso partita\u00a0da\u00a0Lagoa Grande ricadde su di lui. Invi\u00f2 una lettera all&#8217;Aviazione Militare brasiliana a Bel\u00e9m, implorando di intervenire e fermare la squadra\u00a0irregolare. Le autorit\u00e0 accettarono, ma i paracadutisti erano gi\u00e0 sul posto. Toomey temeva che potessero interferire con le condizioni del relitto e rovinare cos\u00ec le indagini. Forse si aggir\u00f2 ansiosamente per il campo, poi si volse verso uno dei meccanici che la\u00a0<em>PanAm<\/em> aveva trasferito via aereo da Miami, chiese un fiammifero e si accese un sigaro.<br \/>\nO almeno questo \u00e8 ci\u00f2 che io penso che fece. Ritornando a Miami, 2011, quando estrassi la lettera di Toomey alle autorit\u00e0 brasiliane dalla busta ammuffita cadde sul tavolo nero dell&#8217;archivio una scatola di fiammiferi. Era di un bar di Miami chiamato <em>Il faro<\/em>. Questa busta chiamata\u00a0<em>Evento nella jungla 1952<\/em> conteneva le carte personali di Toomey della spedizione e comprendeva anche una serie di vari oggetti sparsi, come se tutto ci\u00f2 che aveva addosso durante i fatti fosse stato infilato frettolosamente in questa busta da un assistente e poi archiviato.<\/p>\n<p>La scatola di fiammiferi sembrava avere accumulato un buon numero di miglia. Rigirandola nelle mani mi immaginai che fosse stata presa da un meccanico della\u00a0<em>PanAm<\/em> in un bar della spiaggia di Miami, tenuta nel taschino della camicia o dei calzoni\u00a0durante il\u00a0volo fino nel cuore dell&#8217;Amazzonia e poi prestata al signor Toomey, che la port\u00f2 con s\u00e9 a Rio de Janeiro. Poi, qualche tempo dopo la prematura morte per omicidio di Toomey a Rio de Janeiro [Toomey, gi\u00e0 in pensione, fu ucciso per rapina nel 1974 durante un viaggio in Brasile; dagli inizi come trasvolatore solitario\u00a0e pioniere dei voli commerciali era arrivato a essere vicepresidente della <em>PanAm<\/em>, NdRufus] fu trasportato\u00a0all&#8217;indietro verso Miami dentro la busta per divenire parte della raccolta di documenti d&#8217;archivio dell&#8217;Universit\u00e0 di Miami. Prima di tornare a Miami \u00e8 probabile che abbia fatto anche una sosta lungo la strada nella sede aziendale della\u00a0<em>PanAm<\/em>\u00a0a New York, dove precedentemente erano ospitato l&#8217;archivio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg\"><img data-attachment-id=\"11195\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11195\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg?fit=640%2C613\" data-orig-size=\"640,613\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS REBEL T2i&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1321533638&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;55&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;640&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.01&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"PanAm 202 5\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg?fit=300%2C287\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg?fit=510%2C488\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11195\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg?resize=640%2C613\" alt=\"PanAm 202 5\" width=\"640\" height=\"613\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg?w=640 640w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg?resize=150%2C144 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg?resize=300%2C287 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-5.jpg?resize=510%2C488 510w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La busta conteneva un buon numero di oggetti interessanti e misteriosi. Una era una lettera che Toomey aveva ricevuto da un sensitivo, il quale sosteneva non solo che vi erano dei sopravvissuti, ma che sapeva dove si trovassero. \u00abLei dovrebbe andare in un posto (probabilmente un villaggio indigeno) chiamato Gatatuaton dove troverete sette sopravvissuti\u00bb. Il sensitivo lo avvisava anche che \u00ab<em>deve<\/em> tornare a Bel\u00e9m\u00bb poich\u00e9 \u00abi supposti <em>indios<\/em> amichevoli che sono con lei adesso,\u00a0<em>non sono amichevoli<\/em>\u00bb.<br \/>\nUn&#8217;altra lettera era pi\u00f9 pungente e racconta\u00a0di che impatto\u00a0l&#8217;incidente e la stessa missione di soccorso della\u00a0<em>PanAm<\/em>\u00a0avessero sulla coscienza dei residenti pi\u00f9 miserevoli dell&#8217;area. In una scrittura malferma un contadino scrisse una nota al \u00absignor Toomey\u00bb vantando sette anni di esperienza come ragioniere e chiedendo una buona sistemazione negli uffici della\u00a0<em>PanAm<\/em> di Rio de Janeiro.<\/p>\n<p>Alcune sono semplicemente tristi, come il copione che la\u00a0<em>PanAm<\/em> forniva ai dipendenti per le chiamate di condoglianza alle famiglie delle vittime. Ce n&#8217;erano versioni in inglese e portoghese, dato che molti dei passeggeri erano brasiliani: \u00abQui \u00e8 [<em>nome<\/em>]<em>\u00a0<\/em>della\u00a0<em>PanAmerican World Airways<\/em>. La chiamo di nuovo per esprimerle le nostra ininterrotta\u00a0vicinanza e\u00a0cordoglio e anche perch\u00e9 desideriamo rassicurarla che stiamo facendo tutto ci\u00f2 che \u00e8 possibile per raggiungere il luogo dell&#8217;incidente e\u00a0svolgere le indagini pi\u00f9 complete\u00bb. A un certo punto il copione prevede che l&#8217;impiegato della\u00a0<em>PanAm<\/em> si fermi e ascolti la famiglia della vittima: \u00abA QUESTO PUNTO ASPETTARE RISPOSTA E PRENDERE APPUNTI SCRITTI, SE APPROPRIATO\u00bb.<\/p>\n<p>Seduto nell&#8217;archivio anche io presi degli appunti. Probabilmente non erano\u00a0<em>appropriati<\/em>. Gli appunti sui documenti di archivio &#8211; la forma pi\u00f9 grezza di analisi storiografica &#8211; sono raramente\u00a0<em>appropriati<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_11194\" aria-describedby=\"caption-attachment-11194\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg\"><img data-attachment-id=\"11194\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11194\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg?fit=640%2C462\" data-orig-size=\"640,462\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"PanAm 202 3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg?fit=300%2C217\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg?fit=510%2C368\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-11194 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg?resize=640%2C462\" alt=\"PanAm 202 3\" width=\"640\" height=\"462\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg?w=640 640w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg?resize=150%2C108 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg?resize=300%2C217 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-3.jpg?resize=510%2C368 510w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-11194\" class=\"wp-caption-text\">PanAmerican World Airways Collection, University of Miami Libraries<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel frattempo\u00a0nel 1952 la squadra di investigazione doveva ancora vedersela con la spedizione concorrente. Con i paracadutisti gi\u00e0 sul posto decisero di abbandonare\u00a0il tentativo di tracciare una pista (dopo giorni persi a farsi strada attraverso una jungla compatta) e volare direttamente sul sito dello schianto con un elicottero dell&#8217;aviazione americana che era stato appena trasportato da Panama. Dopo alcuni voli di elicottero gli investigatori fissarono il campo vicino ai paracadutisti di San Paolo. Immediatamente si svilupparono tensioni fra i due gruppi, che poterono solo aumentare man mano che si ridussero i rifornimenti.<\/p>\n<p>Intanto\u00a0inizi\u00f2 l&#8217;indagine. Il sensitivo si era sbagliato: non c&#8217;erano sopravvissuti. Specialisti della sicurezza aerea tracciarono su carta\u00a0la disposizione\u00a0del relitto, cosa che li aiut\u00f2 a ricostruire le complessit\u00e0 dell&#8217;incidente aereo. La forma con la quale un cavo di metallo si era sfilacciato, come un velo d&#8217;olio si era formato su una superficie o come una particolare lamiera d&#8217;acciaio si era deformata erano tutti indizi importanti che indicavano ci\u00f2 che era successo e offrivano informazioni che potevano prevenire future tragedie.\u00a0In effetti poco tempo prima quello stesso anno il volo\u00a0<em>PAnAm 526A<\/em>\u00a0era riuscito a posarsi fortunosamente sull&#8217;acqua (operazione conosciuta tecnicamente come ammaraggio) vicino a Puerto Rico, ma molti passeggeri confusi non erano riusciti a lasciare l&#8217;areo col mare grosso e erano affondati con l&#8217;aereo. Proprio quell&#8217;incidente \u00e8 il motivo per il quale i passeggeri oggi ricevono istruzioni dettagliate su come uscire da un aereo e lanciarsi in acqua nel caso di un &#8220;atterraggio&#8221; sull&#8217;acqua. Da qui gli sforzi erculei per investigare\u00a0il caso del volo\u00a0<em>PanAm<\/em> 202: poteva salvare delle vite in futuro.<\/p>\n<p>Tuttavia divenne chiaro che le condizioni non erano ideali per una inchiesta tecnica dettagliata. I paracadutisti di Adhemar de Barros non avevano fatto bene i bagagli. Esaurirono le scorte e non c&#8217;era abbastanza acqua sul posto per il loro gruppo e gli investigatori ufficiali. Senza una pista che connettesse il campo base i rifornimenti potevano essere trasportati solo via elicottero; a causa dell&#8217;altezza degli alberi l&#8217;elicottero doveva calare i rifornimenti con una corda che non era abbastanza lunga. Il contenitore\u00a0da consegnare precipit\u00f2, causando la rottura delle ghirbe d&#8217;acqua. I nervi della spedizione della\u00a0<em>PanAm<\/em> erano anche messi alla prova dalla tecnica impiegata dai paracadutisti per\u00a0scacciare gli animali selvaggi nell&#8217;oscurit\u00e0: tiravano delle bombe a mano nella jungla a ore casuali della notte.<\/p>\n<p>A rendere le cose ancora peggiori l&#8217;elicottero, il solo collegamento della squadra con il campo base, aveva un problema meccanico e gli rimaneva solo un numero limitato di voli. Il gruppo ufficiale decise per l&#8217;evacuazione. Presero i loro ultimi appunti\u00a0e fotografie, seppellirono i corpi in una fossa comune e iniziarono a partire con l&#8217;elicottero.<\/p>\n<figure id=\"attachment_11196\" aria-describedby=\"caption-attachment-11196\" style=\"width: 591px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg\"><img data-attachment-id=\"11196\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11196\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?fit=591%2C599\" data-orig-size=\"591,599\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"PanAm 202 4\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?fit=296%2C300\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?fit=510%2C517\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-11196 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?resize=591%2C599\" alt=\"PanAm 202 4\" width=\"591\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?w=591 591w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?resize=148%2C150 148w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?resize=296%2C300 296w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?resize=510%2C517 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-4.jpg?resize=100%2C100 100w\" sizes=\"(max-width: 591px) 100vw, 591px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-11196\" class=\"wp-caption-text\">PanAmerican World Airways Collection, University of Miami Libraries<\/figcaption><\/figure>\n<p>Se solo fosse stato cos\u00ec semplice. I paracadutisti, senza possibilit\u00e0 di ritorno, volevano la garanzia di ua via d&#8217;uscita dal sito dello schianto. L&#8217;elicottero americano era agli sgoccioli\u00a0e poteva a malapena portare via gli investigatori ufficiali. Un dipendente della\u00a0<em>PanAm<\/em>, irritato, scrisse pi\u00f9 tardi sul suo taccuino che quando gli chiesero: \u00abE noi?\u00bb, fu tentato di replicare: \u00abCos\u00ec come vi siete lanciati gi\u00f9, provate a uscirne\u00a0saltando!\u00bb.<\/p>\n<p>La tensione raggiunse l&#8217;apice quando il gruppo della spedizione &#8220;Adhemar de Barros&#8221; chiese che uno degli americani rimanesse indietro per garantire che anche loro venissero evacuati. Scott Magness, dell&#8217;amministrazione dell&#8217;Aviazione Civile degli Stati Uniti, e il maggiore Miranda Correa, delle Forze Aeree brasiliane, si offrirono volontari per agire come garanti dei paracadutisti &#8211; in sostanza, a divenire ostaggi. Il pilota dell&#8217;elicottero offr\u00ec a Magness una possibilit\u00e0 di saltare di nascosto sull&#8217;elicottero, ma lui fece notare che le loro\u00a0<em>Colt <\/em>.45 non potevano stare alla pari dei mitra dei paracadutisti.<\/p>\n<p>La storia era gi\u00e0 sulle prime pagine in entrambi i paesi. Per evitare che la tragedia si trasformasse in vergogna la spedizione ufficiale accett\u00f2 il patto. L&#8217;elicottero americano port\u00f2 via il resto degli investigatori, lasciandosi dietro Scott Magness, il maggiore Correa e la seconda richiesta dei paracadutisti: una grossa sega elettrica. I paracadutisti usarono la sega elettrica per aprire una pista d&#8217;atterraggio\u00a0lunga a sufficienza perch\u00e9 un piccolo aereo potesse atterrare e portarli via.<\/p>\n<p>Conclusa la missione il gruppo ufficiale mand\u00f2 un messaggio radio attraverso trentasei miglia di foresta al campo principale a Lagoa Grande: \u00abMissione conclusa. Tutte le persone morte. Riconoscimento impossibile, corpi seppelliti, alcuni effetti personali recuperati\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAlcuni effetti personali recuperati\u00bb. Sulla mia sedia a Miami, mi sentii umiliato. Non avevo ancora considerato le vere persone, e\u00a0ci\u00f2 che apparteneva loro, al centro della tragedia. La successiva busta d&#8217;archivio che aprii rese impossibile evitarlo.<\/p>\n<p>C&#8217;era scritto: \u00abOggetti recuperati dal volo 202\u00bb. Conteneva una banconota semidistrutta da cinque franchi, un paio di lettere di posta aerea e un itinerario di viaggio mai completato.<\/p>\n<p>Il denaro, scoprii pi\u00f9 tardi, apparteneva probabilmente a Lucie Marie Claudie Pardieu. Era una suora francese dell&#8217;ordine del Sacro Cuore, di ritorno da un convento in Uruguay. C&#8217;era una lettera della madre superiora che autorizzava la\u00a0<em>PanAm<\/em> a seppellirne i resti.<\/p>\n<p>Anche le lettere erano commoventi. In una Richard temple, in Giamaica, scriveva a Lucy Wood, a Buenos Aires, per scusarsi di non avere mandato il piccolo Anthony (loro figlio) con un\u00a0aereo per passare le vacanze a\u00a0Buenos Aires. \u00abSo che devi essere terribilmente dispiaciuta, ma sono sicuro che capirai\u00bb. Il ragazzo era malato, e il dottore aveva avvisato che la sua appendicite poteva aggravarsi. La malattia di Anthony potrebbe averlo salvato, poich\u00e9 non era anche lui sul volo. Tristemente pu\u00f2 anche darsi che abbia perso l&#8217;occasione di vedere sua madre per l&#8217;ultima volta. La lettera era fra i molti oggetti appartenenti a Lucy trovati sul relitto, compreso un passaporto canadese, un certificato di buona condotta del governo argentino, e due valigie. \u00abCinque teste di coniglio di cotone\u00bb e \u00abgiocattoli\u00bb erano anche fra gli oggetti recuperati dagli investigatori. Mi chiesi se fossero regali che Lucy portava ad Anthony.<\/p>\n<p>La lista di oggetti recuperati dagli investigatori era un&#8217;istantanea dei lavoratori, i bambini e i ricchi viaggiatori che morirono insieme &#8211; giocattoli, un rullino spaccato di pellicola\u00a0<em>Kodak<\/em>, una spilla di una\u00a0<em>hostess<\/em> e la sua tessera sindacale, passaporti uruguaiani, brasiliani, argentini, canadesi e inglesi, migliaia di dollari in\u00a0<em>travellers cheques<\/em>, biglietti da visita, un orologio d&#8217;oro, una collana di perle, la foto di una ragazza&#8230;<\/p>\n<p>C&#8217;era anche l&#8217;itinerario di viaggio della vacanza di un mese del signore e della signora Heinel. Avevano viaggiato per New Orleans, Rio de Janeiro e San Paolo, pernottando in vari alberghi di lusso in camere con \u00abletto matrimoniale e bagno\u00bb. Avevano preso un traghetto per Rio de Janeiro e passato qualche giorno godendosi la \u00abmeravigliosa citt\u00e0\u00bb e prendendo la funivia per il Pan di Zucchero. A Trinidad si aspettavano un giro con \u00abautovettura privata con <em>chaffeur<\/em>-guida che parla inglese [&#8230;] attraverso boschetti di alberi del cacao, della noce moscata e del caff\u00e8, vedendo di passaggio\u00a0il\u00a0<em>Grande Samaan<\/em> [una albizia, NdRufus], l&#8217;albero pi\u00f9 famoso delle Indie Occidentali\u00bb.<\/p>\n<p>Non videro mai il <em>Grande Samaan<\/em>. Il volo 202 si ferm\u00f2 lungo il percorso.<\/p>\n<p>Erano le quattro e mezzo del pomeriggio e l&#8217;archivio stava per chiudere. Posi con\u00a0gentilezza di nuovo nella loro scatola questi delicati documenti, ammuffiti per avere giaciuto a lungo nel cuore dell&#8217;Amazzonia. L&#8217;amichevole bibliotecario, \u00a0Steven Hersh, lo mise da parte cosicch\u00e9 potessi continuare a leggerli la mattina dopo.<\/p>\n<p>Presi l&#8217;ascensore e uscii in un\u00a0fragrante pomeriggio di Miami. Entrai nella mia macchina e cominciai a guidare senza direzione per Miami. Mi chiesi se mi potessi imbattere nel bar e ristorante <em>Il faro<\/em>. Se lo avessi fatto volevo ordinare un\u00a0<em>bourbon<\/em>, liscio, e chiedere dei fiammiferi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non so per quali strani collegamenti\u00a0Feedly mi abbia proposto un articolo del 2012:\u00a0\u00e8 tratto da\u00a0TheAppendix.net, un sito creato da alcuni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11192,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,18,58,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/PanAm-202-2.jpg?fit=640%2C471","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2Un","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":4107,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4107","url_meta":{"origin":11183,"position":0},"title":"Acquisizioni a mano armata","author":"Rufus","date":"26\/07\/2013","format":false,"excerpt":"Volevo fare un articolo su una storia molto cyberpunk. 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