{"id":11091,"date":"2015-10-29T16:27:45","date_gmt":"2015-10-29T15:27:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11091"},"modified":"2015-11-07T12:46:44","modified_gmt":"2015-11-07T11:46:44","slug":"lo-zio-rufus-si-e-fatto-mettere-sotto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11091","title":{"rendered":"Lo zio Rufus si \u00e8 fatto mettere sotto"},"content":{"rendered":"<p>La settimana scorsa il mio socio, compare e compagno Andrea Assorgia mi ha detto che si era iscritto a una specializzazione\u00a0su\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.coursera.org\/\">Coursera<\/a><\/em>: cinque corsi collegati fra loro su come progettare e costruire un\u00a0<em>videogame\u00a0<\/em>usando un programma specifico che si chiama\u00a0<em>Unity3D<\/em>. Almeno <a href=\"https:\/\/www.coursera.org\/learn\/gamedesign\">uno dei corsi<\/a> era interessante anche per chi non \u00e8 un programmatore e Andrea voleva sapere se volevo dare un&#8217;occhiata al suo materiale didattico.<\/p>\n<p>Ma io non disprezzavo l&#8217;idea di dare un po&#8217; pi\u00f9 di struttura alla mia competenza sui giochi (dopotutto sono un autodidatta), pensavo di avere un po&#8217; di tempo per le mani (<em>ah-ah<\/em>), tutto sommato mi faceva piacere avere uno straccio di attestato di superamento del corso e quindi <a href=\"https:\/\/www.coursera.org\/learn\/gamedesign\">mi sono iscritto<\/a> come uno studente regolare.<\/p>\n<p>Mi si \u00e8 aperto un mondo. Anzi: un baratro.<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg\"><img data-attachment-id=\"11095\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=11095\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?fit=965%2C514\" data-orig-size=\"965,514\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Roberto Sedda&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1446052450&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Casey O_Donnell\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?fit=300%2C160\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?fit=510%2C272\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-11095\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?resize=800%2C426\" alt=\"Casey O_Donnell\" width=\"800\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?w=965 965w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?resize=150%2C80 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?resize=300%2C160 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?resize=510%2C272 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?resize=700%2C373 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<h2><em>Coursera<\/em>, per cominciare<\/h2>\n<p>Di <em>Coursera<\/em> e delle altre piattaforme di formazione\u00a0<em>on line<\/em> avevo parlato gi\u00e0 in <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1561\">un vecchio articolo del 2012<\/a>, quindi non \u00e8 che astrattamente non sapessi che esistono e che hanno un ruolo ormai importante nella formazione.<\/p>\n<p>Starci dentro per\u00f2 \u00e8 un&#8217;altra cosa.<\/p>\n<p>Intanto: l&#8217;offerta formativa \u00e8\u00a0<em>ampia<\/em>. Va da s\u00e9 che la maggior parte \u00e8 di taglio informatico, ma c&#8217;\u00e8 un sacco di altra roba: per esempio mi sono prenotato per\u00a0<a href=\"https:\/\/www.coursera.org\/course\/ancientegypt\">un corso interessante sulla cultura e l&#8217;arte egizia attraverso sei reperti\u00a0archeologici<\/a>, e non \u00e8 proprio un argomento che si trova tutti i giorni. \u00c8 chiaro che non \u00e8 un&#8217;enciclopedia tipo <em>Wiki<\/em>, in cui si trova di tutto: \u00e8 un consorzio di universit\u00e0 e grossi enti che mettono sulla rete quella parte dell&#8217;offerta didattica che ritengono possa avere mercato &#8211; o che possa contribuire al loro posizionamento globale &#8211; e quindi certe aree del sapere sono sicuramente sovrarappresentate e altre quasi del tutto assenti: anche cos\u00ec, per\u00f2, si tratta di una\u00a0offerta vasta e\u00a0<em>accessibile<\/em> di formazione.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: accessibile. Perch\u00e9 la didattica \u00e8 valida, come dir\u00f2 anche dopo, i costi non sono esorbitanti e tutto sommato basta un <em>tablet<\/em>\u00a0da casa tua. Certo, non \u00e8 l&#8217;Universit\u00e0 della tua citt\u00e0, che tra l&#8217;altro probabilmente globalmente \u00e8\u00a0<em>molto<\/em> pi\u00f9 economica e ti d\u00e0 un titolo di studio\u00a0che magari ha anche valore legale, per\u00f2 la sensazione di immediata fruibilit\u00e0 offerta dal sito di\u00a0<em>Coursera<\/em> \u00e8 notevole e, mi pare, maggiore e pi\u00f9 amichevole della classica offerta didattica di un&#8217;universit\u00e0 tradizionale.<\/p>\n<p>Se non vi spiace spenderei per\u00f2 altre due parole sulla questione economica. Per il corso che seguo, che grosso modo corrisponde a mio parere a un\u00a0esame universitario semestrale, spendo circa settanta euro (molti corsi, soprattutto sulle piattaforme concorrenti ma anche su <em>Coursera<\/em>, sono comunque gratuiti). La &#8220;specializzazione&#8221; di tutti e cinque i corsi insieme costa meno di quattrocento euro, per un carico di lavoro che farei corrispondere\u00a0pi\u00f9 o meno a met\u00e0 di un\u00a0semestre universitario: due-tre esami. La didattica \u00e8 valida\u00a0e\u00a0al termine sei sicuramente in possesso di abilit\u00e0 immediatamente impiegabili, quindi si tratta di\u00a0una spesa ragionevole in termini di rapporto costi-benefici. Ma a Cagliari uno studente per dare tre esami come corsi singoli spende circa trecento euro, cio\u00e8 meno, e se si iscrive direttamente all&#8217;Universit\u00e0 e non ha un reddito troppo alto con cinquecento euro probabilmente si paga tutto l&#8217;anno intero. Altre universit\u00e0 italiane costano molto di pi\u00f9 e sul lato delle piattaforme <em>online<\/em> si dovr\u00e0 ragionare se i massicci <em>server<\/em> e gli altri apparati di\u00a0<em>software <\/em>e\u00a0<em>hardware<\/em> siano pi\u00f9 o meno costosi delle strutture fisiche di una universit\u00e0 normale,\u00a0ma anche cos\u00ec l&#8217;impressione \u00e8 che questo tipo di piattaforme &#8211; e nel caso di <em>Coursera<\/em> i soci sono quasi tutti universit\u00e0 americane &#8211;\u00a0probabilmente generano una discreta quantit\u00e0 di sovraprofitti. Diciamo che se io fossi il Rettore di una universit\u00e0 italiana comincerei a esplorare questo mondo\u00a0con una certa attenzione: il mio corso ha <em>quattromila<\/em> iscritti e viene proposto circa una volta al mese &#8211; a settanta euro a cranio fate voi i conti.<\/p>\n<p>Ah, e c&#8217;\u00e8 un altro soggetto che dovrebbe farci un pensierino: tutto il vasto mondo della societ\u00e0 civile, delle\u00a0<em>ONG<\/em>, dell&#8217;attivismo sociale. Se questi sono i luoghi dell&#8217;elaborazione del sapere ci si\u00a0<em>deve<\/em> stare per forza, e magari ci si pu\u00f2 anche far pagare per starci: per dire, c&#8217;\u00e8 <a href=\"https:\/\/www.coursera.org\/course\/fin4devmooc\">un corso sulla finanza per lo sviluppo<\/a> curato dalla\u00a0<em>Banca Mondiale<\/em> e <a href=\"https:\/\/www.coursera.org\/specializations\/nonprofit\">una specializzazione sulla\u00a0<em>governance<\/em> delle organizzazioni\u00a0<em>non profit<\/em><\/a>: secondo me la\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.gabv.org\/\">GABV<\/a><\/em>, per esempio, avrebbe la possibilit\u00e0 di proporre contenuti di pari livello se non migliori.<\/p>\n<h2>La didattica<\/h2>\n<p>Probabilmente tutti abbiamo in fondo il retropensiero che la formazione\u00a0<em>on line<\/em> non sia, tutto sommato, di grandissima qualit\u00e0. Devo dire che io la trovo molto buona e mi dice Andrea che il corso precedente, che\u00a0era di taglio pi\u00f9 informatico, era anche\u00a0migliore, con un insegnante bravissimo. A me il Casey O&#8217;Donnell di questa unit\u00e0 sembra\u00a0gi\u00e0 notevole, quindi tanto di cappello.<\/p>\n<p>Quello che mi ha colpito \u00e8 che si tratta di una metodologia piuttosto matura. Non avendo mai studiato in una universit\u00e0 americana (ehm) non sono in grado di capire quanto si sfrutti la didattica tradizionale in persona semplicemente trasponendola <em>on line\u00a0<\/em>e quanto invece si tratti di elaborazioni\u00a0<em>ad hoc<\/em>, ma lunghezza e taglio dei video, suddivisione degli argomenti, periodicit\u00e0 dei\u00a0<em>quiz<\/em> e tempi assegnati per i vari compiti mi sembrano molto ben ponderati e frutto di una consolidata sperimentazione sul campo.\u00a0Mi sembra anche di capire che la stessa metodologia con poche variazioni sia sostanzialmente applicata su praticamente tutti gli altri corsi, quindi questo vuol dire che se un docente deve trasferire su\u00a0<em>Coursera<\/em> un proprio insegnamento\u00a0non deve inventarsi niente ma\u00a0potr\u00e0 seguire una qualche forma di progetto\u00a0<em>standard<\/em>.<\/p>\n<p>Nella prima settimana mi aveva colpito uno stile di insegnamento che mi pareva tipicamente americano. Detto in due parole: lezioni molto interessanti ma un po&#8217; vaghe, <em>quiz<\/em> molto facili e\u00a0poi un compito finale invece molto impegnativo: un modello che chiama alla responsabilit\u00e0 individuale dello studente, nel senso che certo non \u00e8 con il solo ascolto delle lezioni, senza riflessione personale e senza leggere per conto tuo la bibliografia suggerita &#8211; che \u00e8\u00a0<em>mooolto<\/em> pi\u00f9 sistematica dei contenuti proposti nei video &#8211; che puoi sperare di scrivere l&#8217;elaborato richiesto: se i\u00a0<em>quiz<\/em> inducono una falsa sicurezza la prova finale \u00e8 invece<em> brutale<\/em>.<\/p>\n<p>Quindi: molta meno attenzione rispetto al modello europeo nella trasmissione di contenuti, enfasi sull&#8217;autonomia dello studente e sulla capacit\u00e0 di svolgere da subito compiti pratici.<\/p>\n<p><em>Ah-ah<\/em>, mi dicevo,\u00a0<em>ho capito tutto<\/em>.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nella seconda settimana, peraltro, le letture consigliate diventano piuttosto necessarie anche per seguire al meglio le lezioni e la complessit\u00e0 concettuale aumenta notevolmente, quindi forse non ho proprio capito tutto, tutto, ecco.<\/p>\n<h2>I contenuti<\/h2>\n<p>I quali contenuti del corso sono un curioso impasto di cognitivismo americano alla Dewey, robuste iniezioni di cultura <em>geek<\/em>\u00a0e riferimenti politico-sociali della sfera d&#8217;oltreoceano, tipicamente ai\u00a0<em>gender studies<\/em> e in generale alle politiche sulle identit\u00e0. Non \u00e8 proprio il mio <i>piatto di zuppa preferito e per\u00f2 lo trovo molto meno indigesto di <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10584\">quando viene servito\u00a0non adulterato nel contesto politico<\/a>: sar\u00e0\u00a0che <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5105\">i giocatori sono il mio popolo e le femministe no<\/a>, forse.<\/i><\/p>\n<p>Anche lo stile di concettualizzazione mi suona talvolta un po&#8217; strano: mi pare che in Europa si miri di solito a formalizzazioni pi\u00f9 semplici, o le si evitino direttamente. Qui c&#8217;\u00e8 un bisogno notevole di definire la strumentazione analitica con espressioni precise, formare un linguaggio adeguato e creare una scatola ordinata per ogni pezzetto di idea: alla fine sembra un po&#8217; l&#8217;Ufficio Complicazione Affari Semplici, come dicevano in parrocchia ai miei tempi. D&#8217;altra parte per il neofita come me l&#8217;impossessarsi di un linguaggio specifico \u00e8 culturalmente molto stimolante (uno dei motivi per i quali mi sono iscritto) e alla fin fine anche questo lo trovo molto meno indigesto di altri contesti ludici dove si \u00e8 sentito il bisogno di fare operazioni di concettualizzazione dello stesso genere, per esempio\u00a0<em>The Forge<\/em> per i giochi di ruolo: l\u00ec mi parevano esercizi molto pi\u00f9 fini a se stessi rispetto al taglio delle letture proposte da questo corso. Pu\u00f2 darsi che a maggiore digeribilit\u00e0 dipenda dal taglio pratico del lavoro e dalla sensazione che ci si sta impadronendo di strumentazioni immediatamente utili, senza <em>jihad<\/em> ideologiche nel mezzo.<\/p>\n<h3>Dewey e Huizinga<\/h3>\n<p>Mi diceva dopo i primi giorni di studio Andrea: \u00abMa Huizinga dov&#8217;\u00e8?\u00bb.<\/p>\n<p>Spero che apprezzerete l&#8217;immanente cultura delle nostre conversazioni, peraltro, che buttiamo l\u00ec Huizinga come nulla, davanti a una birra, come altri citano Bel\u00e9n o Fazio.<\/p>\n<p>A met\u00e0 della seconda settimana trovo Huizinga nascosto nelle pieghe dei contenuti: nell&#8217;idea del mondo di gioco come un cerchio magico in cui per i giocatori tutto \u00e8 possibile, nel concetto di &#8220;inclinazione ludica&#8221; (<em>lusory attitude<\/em>) e in altre pezzi delle lezioni nelle quali peraltro non \u00e8 mai citato direttamente.<\/p>\n<p>Come ho detto, peraltro, il punto di riferimento principale \u00e8 Dewey soprattutto ovviamente\u00a0a proposito delle ricadute politiche e educative dei giochi. Devo dire che mi scopro\u00a0pi\u00f9 aperto al confronto con questo tipo di posizioni, quando sono gi\u00e0 rielaborate da gente che si \u00e8 messa l\u00e0, a tavolino o alla tastiera, a provare a fare dei giochi che esprimessero quel che sentono, tanto pi\u00f9 quando ti fanno vedere gli strumenti che si sono costruiti per essere pi\u00f9 aderenti alle proprie idee.<\/p>\n<p>Con tutto questo che si parli di <em>cooperative learning<\/em>, di <em>learning by doing<\/em>, di\u00a0<em>learning by gaming<\/em> o di <em>user experience<\/em> mi pare che rimanga intatta la sfida intellettuale di Huizinga: il gioco \u00e8 <em>libero<\/em>. Non ho dubbi che quando uno l&#8217;hai portato a giocare succedano in lui e nell&#8217;ambiente cose interessanti: il problema rimane come portarcelo senza trasformare l&#8217;esperienza del gioco in qualcos&#8217;altro.<\/p>\n<h2>Il baratro<\/h2>\n<p>Tutto bene, quindi. E allora perch\u00e9 mi sarei fatto mettere sotto, come ho scritto nel titolo?<\/p>\n<p>Beh, mi sono iscritto a prima settimana di lezione gi\u00e0 iniziata, di mercoled\u00ec.<\/p>\n<p>Gioved\u00ec ho scoperto che l&#8217;iscrizione non l&#8217;avevo fatta bene e quindi l&#8217;ho dovuta rifare. Poi ho chiamato Andrea: \u00abScusa, ma\u00a0non \u00e8 che adesso subito mi arriva fra capo e collo il primo compito?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNooooo, \u00e8 fatto tutto perch\u00e9 tu studi nel fine settimana, lontano dal lavoro, e consegni il compito entro mezzanotte di domenica\u00bb.<\/p>\n<p>Ahhhhhh, <em>perfetto<\/em>. Come mi vogliono bene.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec sera e sabato sono a Firenze per Banca Etica.<\/p>\n<p>Domenica c&#8217;\u00e8 il matrimonio di Alberto, guarda un po&#8217;.<\/p>\n<p>Un fine settimana di studio, proprio.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 una salvezza, badate bene.<\/p>\n<p>La mezzanotte di domenica, ora del Pacifico. Le sette di luned\u00ec, da noi.<\/p>\n<p>Anzi: avevo addirittura un altro asso nella manica. Siccome domenica da noi entrava l&#8217;ora legale, e invece in California parte dal 2 novembre, avevo anche un&#8217;altra ora in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Fino alle otto del mattino di luned\u00ec.<\/p>\n<p>Che culo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La settimana scorsa il mio socio, compare e compagno Andrea Assorgia mi ha detto che si era iscritto a una<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11095,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,9,64,55],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/Casey-O_Donnell.jpg?fit=965%2C514","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2ST","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":4451,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4451","url_meta":{"origin":11091,"position":0},"title":"Lo zio Rufus va all&#8217;Universit\u00e0","author":"Rufus","date":"16\/09\/2013","format":false,"excerpt":"Avviso: questo articolo riguarda cose veramente mie, probabilmente di nessun interesse per il mondo. 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