{"id":10631,"date":"2015-08-14T15:57:41","date_gmt":"2015-08-14T13:57:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10631"},"modified":"2017-07-27T11:10:26","modified_gmt":"2017-07-27T09:10:26","slug":"di-sequestri-di-persona-e-continentali","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10631","title":{"rendered":"Di sequestri di persona e continentali"},"content":{"rendered":"<p>Durante la mia recente permanenza a Stintino mi \u00e8 stato donato <em>Beppe Anfossi &#8211; Di Acqua e di Tonnara<\/em>, un lavoro dedicato alla vita di un importante imprenditore genovese che in Sardegna ha legato il suo nome in particolare a Stintino e alla sua <em>Tonnara Saline<\/em>. Anfossi \u00e8 un personaggio interessante e i suoi ricordi illuminano pezzi del passato recente della Sardegna (e dell&#8217;Italia, parliamo di un imprenditore forse non di primo piano ma che ha attraversato in mezzo secolo molte realt\u00e0 notissime della vita nazionale), quindi sono\u00a0 molto grato al prof. Salvatore Rubino per il dono, ma non \u00e8 tanto di questo che voglio parlare.<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg\"><img data-attachment-id=\"10635\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=10635\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?fit=671%2C633\" data-orig-size=\"671,633\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Anfossi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?fit=300%2C283\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?fit=510%2C481\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10635\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?resize=671%2C633\" alt=\"Anfossi\" width=\"671\" height=\"633\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?w=671 671w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?resize=150%2C142 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?resize=300%2C283 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?resize=510%2C481 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?resize=50%2C47 50w\" sizes=\"(max-width: 671px) 100vw, 671px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>A un certo punto ho trovato questo passaggio:<\/p>\n<blockquote><p>Una tappa obbligata era la casa di Baingito Maddau, che divenne mio grande amico e compare. Baingito \u00e8 per me la rappresentazione del disordine, del caos, dell&#8217;allegria ma anche dell&#8217;attaccamento al lavoro, il suo, cos\u00ec faticoso di agricoltore e di allevatore di bestiame. Insieme ci divertivamo ad architettare scherzi, divenuti memorabili, come quando lo spacciavo per un feroce bandito sardo. Quanti &#8220;continentali&#8221; abbiamo intimorito! Una sera avevo invitato a cena nell&#8217;ovile di suo cognato Giuseppe una quindicina di persone a mangiare porcetto allo spiedo; erano le ventitr\u00e9 e, dopo una giornata di lavoro sul trattore in mezzo ai campi, arriv\u00f2 Baingito che con un calcio spalanc\u00f2 la porta socchiusa e, sporco, ricoperto di polvere e con cipiglio intimorente, esclam\u00f2: \u00abChi \u00e8 che devo sequestrare!\u00bb. Tra gli invitati serpeggi\u00f2 per alcuni attimi il panico, perch\u00e9 io mi divertii non poco a tenere i presenti sulla corda della paura. Poi io e lui scoppiammo a ridere, contagiando i presenti.<\/p><\/blockquote>\n<p>Non \u00e8 uno scherzo che credo possa sembrare di buon gusto a molti sardi &#8211; per non parlare di quelli che nel periodo dei sequestri sono stati coinvolti direttamente o indirettamente nel problema &#8211; ma c&#8217;\u00e8 stato un momento, in Sardegna, che scherzare su queste cose in presenza di continentali era abbastanza comune. Ricordo che la prima volta che me ne sono reso conto \u00e8 stato quando ero responsabile regionale dei giovani di Azione Cattolica e accompagnai la vicepresidente nazionale (forse Maria Campatelli) in giro per alcune diocesi. Lei era stata nei giorni precedenti in diocesi di Ogliastra e mi raccont\u00f2 che l&#8217;avevano portata di notte per una strada e, viste alcune pietre in mezzo alla carreggiata, le avevano raccontato che erano il segno <em>certo<\/em> di un abboccamento in corso fra banditi e intermediari.<\/p>\n<p>Questo tipo di segnalazione \u00e8 attestato largamente (ne parlano per esempio gli intermediari del sequestro De Andr\u00e9 nell&#8217;ultimo <em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10290\">Faber in Sardegna<\/a><\/em>) ma \u00e8 chiaro che se <em>ogni<\/em> pietra in mezzo alla strada dell&#8217;isola avesse dovuto rappresentare il segno del passaggio di un sequestratore saremmo stati freschi: era una balla, insomma, facile da riconoscere per un orecchio locale, molto meno, come si \u00e8 visto, per il continentale di passaggio.<\/p>\n<p>Avevo sempre trovato il tizio che faceva da autista a Maria quella notte un po&#8217; strano e quindi archiviai l&#8217;episodio come un tentativo\u00a0 bizzarro di entrare in confidenza ma il tipo di racconto, in alcuni casi paro paro, si ripresent\u00f2 pi\u00f9 volte negli anni successivi, finch\u00e9 alla fine spar\u00ec insieme con la stagione dei sequestri.<\/p>\n<p>Mi sono chiesto pi\u00f9 volte il motivo per cui si diffondessero e si raccontassero storie del genere. In parte dipende dal gusto naturale che si ha nel raccontare storie del brivido &#8211; sono un modo sicuro di ottenere attenzione, dopotutto &#8211; e in parte c&#8217;era in aggiunta una specie di volont\u00e0 perversa di <em>\u00e9pater la<\/em> <em>bourgeoisie<\/em>, rivolta non dall&#8217;alto verso il basso, cio\u00e8 dagli intellettuali verso le classi medie, ma dal basso verso l&#8217;alto, da esponenti di ceti rurali verso i turisti, da abitanti delle zone interne verso coloro che provenivano dalle coste.<\/p>\n<p>In aggiunta c&#8217;era, di sicuro, un modo perverso di <em>mettere<\/em> <em>sotto<\/em> lo straniero, tanto pi\u00f9 se donna, ponendolo in situazione di svantaggio. Da ragazzini abbiamo mandato dei coetanei con cui passavamo l&#8217;estate a chiedere al supermercato di comprare <em>bruncu pistau*<\/em> o <em>peixeddus de anguidda*<\/em>: sono tipi di scherzo ben noti, meccaniche che si creano in un gruppo chiuso a danno dell&#8217;estraneo o del nuovo venuto. Qui si colorava di una dimensione un tantino pi\u00f9 ampia di rivalsa, perch\u00e9 raccontare storie di banditi di notte in una macchina in cui ci siamo solo io e te non pu\u00f2 essere giustificato con il dare spettacolo a beneficio del gruppo dei pari, a meno di non considerare che il gruppo in questione \u00e8 l&#8217;intera Sardegna che gode del continentale giunto a comandare che viene impaurito e metaforicamente rimesso al suo posto.<\/p>\n<p>Sono dimensioni di rivalsa che non si possono sottovalutare. Ma la dimensione pi\u00f9 importante, ovviamente, era la volont\u00e0 consapevole di creare <em>mitologia<\/em>. La Sardegna \u00e8 adatta a giocare nell&#8217;Italia il ruolo di ventre fecondo che genera continuamente mitologia: \u00e8 un&#8217;isola, quindi <em>altrove<\/em> per definizione, in grado di rappresentare forme diverse di esotismo, e contemporaneamente \u00e8 relativamente facilmente raggiungibile, ha una sua storia ampia, cultura propria, costumi, tradizioni particolari. \u00c8 <em>grande<\/em>, quindi \u00e8 difficile esplorarla tutta e pu\u00f2 mantenere facilmente dimensioni <em>ignote<\/em> capaci di generare ulteriore esotismo anche per coloro che l&#8217;hanno gi\u00e0 conosciuta. Se tutta l&#8217;Italia \u00e8 stata, in passato, parte di quel sud non industrializzato che si offriva al nord dell&#8217;Europa come luogo primitivo, ricco di sapori e sentimenti forti e decisi, la Sardegna \u00e8 <em>sud del sud<\/em>: <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8031\">un ruolo del resto che gli intellettuali dell&#8217;isola le hanno talvolta attribuito esplicitamente<\/a>. Per di pi\u00f9 \u00e8 divenuta in questi anni luogo turistico e la vacanza, nella quale si va lontano e si fanno cose inusuali che poi si racconteranno al ritorno, \u00e8 in s\u00e9 luogo adatto alla creazione (e al consumo) di mitologie. Si vede comunemente, dall&#8217;<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4423\"><em>Ichnusa<\/em><\/a> a <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1849\">mille altre cose<\/a>.<\/p>\n<p>Alcuni di questi miti sono prodotti spontaneamente, altri invece sono spacciati consapevolmente dai nativi.<\/p>\n<p>Ogni tanto capita di sentire amici continentali che ti raccontano di avere bevuto un vino buonissimo, <em>quello l\u00e0 tipico vostro, com&#8217;\u00e8 che si chiama?<\/em> E tu dici: \u00abCannonau?\u00bb. \u00abNo, meno comune, un vino davvero particolare&#8230;\u00bb. \u00abMonica?\u00bb. \u00abEcco, quello!\u00bb.<\/p>\n<p>Particolare. A me piace moltissimo, ma insomma, si trova dappertutto&#8230;<\/p>\n<p>\u00abE ci hanno raccontato che si chiama cos\u00ec perch\u00e9 lo schiacciano le donne, nelle notti di luna piena, a piedi nudi. Un rito che si rif\u00e0 al periodo pagano e alla dea nuragica <em>monica<\/em>&#8230;\u00bb (giuro!!).<\/p>\n<p>Oppure quello che \u00e8 stato in un paese, e gli hanno detto che quando muore uno la casa e le vie dintorno vengono recintate con crespo nero e nessuno pu\u00f2 oltrepassare quel confine per tre giorni e\u00a0 tre notti, perch\u00e9 si crede che altrimenti l&#8217;anima del defunto vagher\u00e0 in eterno per il paese.<\/p>\n<p>Giuro.<\/p>\n<p>Non a caso spesso le zone di generazione di queste storie sono le aree a forte impatto turistico, la Gallura, la costa orientale, le zone nordoccidentali: la fornitura di miti a buon mercato \u00e8 un servizio di accoglienza aggiuntivo (se ne trova traccia in qualche <em>gag<\/em> di Aldo, Giovanni e Giacomo, che di queste cose hanno capito tutto).<\/p>\n<p>Le storie di banditi rientrano soprattutto in questa dimensione mitologica, di costruzione dell&#8217;immaginario del continentale sulla Sardegna: si vede bene nell&#8217;episodio raccontato da Anfossi. L\u00e0 i turisti &#8211; che tra l&#8217;altro stanno mangiando il porcetto, alimento mitologico per eccellenza, nello stazzo del pastore, attore mitologico per eccellenza &#8211; sentono di essere in un luogo in cui tutto pu\u00f2 succedere, un luogo primitivo nel quale, hanno letto sul giornale, banditi si aggirano indisturbati a commettere crimini efferati. Entra un sardo pastore e, <em>zac!<\/em> \u00e8 infatti un sequestratore. Il mito \u00e8 inverato.<\/p>\n<p>Nell&#8217;episodio raccontato da Anfossi \u00e8 anche evidente il meccanismo di <em>inside joke<\/em>, di complicit\u00e0 fra Maddau e lo stesso Anfossi, che sanno la verit\u00e0 e gabbano gli ignari, ma il punto centrale \u00e8 che lo scherzo, tolto dal contesto mitologico in cui \u00e8 giocato, assumerebbe tutta la sua luce meschina: infatti se uno in citt\u00e0 entra scherzando in una gioielleria facendo il segno della pistola sotto la giacca la cosa pi\u00f9 probabile \u00e8 che il gioielliere gli spari e finisca in tragedia; se al mare uno grida che sta affogando\u00a0&#8211; o che ha visto uno squalo &#8211; e non \u00e8 vero come minimo gli fanno una cazziata che non finisce pi\u00f9. In America, poi, se giochi con gli stereotipi in questo modo, come sappiamo, finisce che sei lo scemo di Internet della settimana. In quel contesto, invece, \u00e8 un scherzo che si ricorda con <em>nostalgia<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 codipendenza fra gli attori, come nel rapporto fra la moglie abusata e il marito violento: turisti a caccia del brivido o dell&#8217;esperienza che appaia fantastica da una parte e dall&#8217;altra nativi primitivi che spacciano storie nelle quali fanno brutta figura, convinti come sono che in questo modo stanno prendendosi chiss\u00e0 quale rivalsa sui colonizzatori stranieri (o peggio: magari stanno assumendo consapevolmente il ruolo di aborigeno primitivo che con la sua rozzezza diverte l&#8217;ospite).<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 che ho pensato a queste cose in questi ultimi giorni?<\/p>\n<p>Provate a rileggere quello che ho scritto ripensando alla polemica sulla trasmissione di <em>Voyager<\/em> ambientata in Sardegna, e a quelli che dicono che anche se erano balle la cosa non va poi male perch\u00e9 almeno si attirano i turisti. Provate a pensare se, magari, per l&#8217;ennesima volta non stiamo vendendo una Sardegna mitologica, qualunque essa sia, in cambio di specchietti e perline.<a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg\"><img data-attachment-id=\"10637\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=10637\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?fit=905%2C600\" data-orig-size=\"905,600\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Voyager Sardegna\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?fit=300%2C199\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?fit=510%2C338\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10637\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?resize=800%2C530\" alt=\"Voyager Sardegna\" width=\"800\" height=\"530\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?w=905 905w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?resize=150%2C99 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?resize=300%2C199 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?resize=510%2C338 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?resize=700%2C464 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Voyager-Sardegna.jpg?resize=50%2C33 50w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>* rispettivamente: &#8220;faccia pestata&#8221; e &#8220;piedini di anguilla&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante la mia recente permanenza a Stintino mi \u00e8 stato donato Beppe Anfossi &#8211; Di Acqua e di Tonnara, un<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10635,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Anfossi.jpg?fit=671%2C633","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2Lt","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":10745,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10745","url_meta":{"origin":10631,"position":0},"title":"Enrica Delitala e Stintino","author":"Rufus","date":"26\/08\/2015","format":false,"excerpt":"I\u00a0Quaderni Stintinesi sono una collana di studi, ricerche e testi biografici\u00a0che nasce dalla passione\u00a0del professor Salvatore Rubino per\u00a0la storia\u00a0del suo paese (ho accennato alla collana da poco, a proposito della biografia di Beppe Anfossi). 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