{"id":10620,"date":"2015-08-12T17:03:42","date_gmt":"2015-08-12T15:03:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10620"},"modified":"2017-04-03T13:43:29","modified_gmt":"2017-04-03T11:43:29","slug":"la-famosa-prostituzione-svedese","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10620","title":{"rendered":"La famosa prostituzione svedese"},"content":{"rendered":"<p>Patrick Rothfuss, uno scrittore\u00a0<em>fantasy<\/em> che <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/\/?s=rothfuss\">\u00e8 gi\u00e0 comparso altre volte su questo <\/a><em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/\/?s=rothfuss\">blog<\/a><\/em>, ha segnalato recentemente un articolo de\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.newrepublic.com\/\">The New Republic<\/a><\/em>\u00a0nel quale si discutono i pregi e i limiti di diversi sistemi di legalizzazione (o regolamentazione) della prostituzione.<\/p>\n<p>Per quanto avessi trovato interessante l&#8217;articolo non avevo pensato di tradurlo. Poi, soprattutto leggendo i commenti e gli articoli collegati, mi sono venute in mente due cose.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 che, a occhio, si tratta di un dibattito globale nascente che prima o poi arriver\u00e0 anche qui in Italia (vedo che in un modo o nell&#8217;altro si tratta di un tema sull&#8217;agenda di diversi gruppi di pressione, dibattuto anche al Parlamento Europeo), quindi meglio prepararsi per tempo.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 il fatto che quando Rothfuss ha segnalato l&#8217;articolo su\u00a0<em>Facebook<\/em>:<\/p>\n<blockquote><p>Per quelli di voi che sono interessati alla legalizzazione della prostituzione, questo \u00e8 davvero, davvero un grande articolo.<\/p>\n<p>Prima di leggerlo ammetto di aver pensato che la legislazione\u00a0svedese in materia fosse una buona idea (o almeno un passo avanti progressista nella giusta direzione). Ma questo articolo fa un gran lavoro nello spiegare la realt\u00e0 della situazione, e mostra come altri paesi gestiscono la materia.<\/p>\n<p>Inoltre, so che gli animi possono riscaldarsi su argomenti come questi. Ma possiamo cercare di essere educati e intellettualmente articolati nei commenti? Possiamo praticare l&#8217;arte di essere esseri umani civili e non scimmiette che si tirano addosso escrementi?<\/p><\/blockquote>\n<p>il primo commento \u00e8 stato quello di una lettrice che ha scritto:<\/p>\n<blockquote><p>Ehi Pat&#8230; c&#8217;\u00e8 qualche possibilit\u00e0 che tu possa usare &#8220;lavoro sessuale&#8221; [&#8220;sex work&#8221;, NdRufus] invece che &#8220;prostituzione&#8221;&#8230; \u00e8 solo che si tratta di un modo complessivamente meno stigmatizzante di indicarlo.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>BA-DA-BAMM!!<\/em> Ne \u00e8 partito un dibattito infinito (ma civile: i <em>fan<\/em> di Rothfuss sono persone simpatiche ed educate) <em>moooolto<\/em> pi\u00f9 lungo della discussione sull&#8217;articolo vero e proprio. Si tratta di <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/Patrick.Rothfuss\/posts\/10153541299333524\">uno scambio istruttivo da leggere<\/a> per chi segue &#8211; magari con perplessit\u00e0 &#8211; i modi classici con cui negli Stati Uniti si discute di politiche di genere e di identit\u00e0, ma ovviamente per capire pi\u00f9 a fondo i commenti \u00e8 meglio che almeno l&#8217;articolo sia stato tradotto; inoltre fra articolo vero e proprio e commenti si riprendono tematiche legate al politicamente corretto di cui altre volte ho parlato qui sul <em>blog<\/em> e c&#8217;\u00e8 anche una connessione con alcuni altri articoli che sto traducendo, e quindi insomma, alla fine eccolo a voi.<\/p>\n<p>La versione originale \u00e8 facilmente reperibile su <a href=\"http:\/\/www.newrepublic.com\/article\/121981\/northern-ireland-sex-work-law-based-wrong-model\"><em>The New Republic<\/em><\/a>. Solo un avviso: il termine inglese <em>sex worker<\/em> non ha genere; ho tradotto sempre al femminile anche se sono cosciente che in realt\u00e0 la situazione \u00e8 molto pi\u00f9 complessa. Infine: il &#8220;modello svedese&#8221; di cui si parla rende legale esercitare la prostituzione ma criminalizza l&#8217;acquirente (<em>Wiki<\/em> in inglese ne ha <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Prostitution_in_Sweden#The_gender_equality_debate_and_the_Kvinnofrid_law_.281960-_.29\">una buona spiegazione<\/a>, anche della genesi legislativa del provvedimento); questo tipo di impostazione suscita sostegno &#8211; e opposizione &#8211; in campi diversi dello spettro politico, dai conservatori ai movimenti femministi. Il &#8220;modello neozelandese&#8221; (anche questo <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Prostitution_in_New_Zealand#Prostitution_Reform_Act_2003\">\u00e8 spiegato su <em>Wiki<\/em><\/a>) \u00e8 invece un meccanismo tendenziale di liberalizzazione totale, con alcuni limiti (divieto di adescamento, per esempio, esclusione dal mercato di immigrati temporanei e altri punti minori).<\/p>\n<figure id=\"attachment_10624\" aria-describedby=\"caption-attachment-10624\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg\"><img data-attachment-id=\"10624\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=10624\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?fit=1024%2C655\" data-orig-size=\"1024,655\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"(Maestro di Brunswick) Lite al bordello\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?fit=300%2C192\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?fit=510%2C326\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-10624 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?resize=800%2C512\" alt=\"(Maestro di Brunswick) Lite al bordello\" width=\"800\" height=\"512\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?w=1024 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?resize=150%2C96 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?resize=300%2C192 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?resize=510%2C326 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?resize=700%2C448 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?resize=50%2C32 50w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-10624\" class=\"wp-caption-text\">Monogrammista di Brunswick (fra 1525 e 1545): &#8220;Lite al bordello&#8221; [pubblico dominio], via <em>Wikimedia Commons<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<h2>Il problema del &#8220;modello svedese&#8221; di regolamentazione del lavoro sessuale<\/h2>\n<h3>di Molly Smith*<\/h3>\n<p>La legge svedese del 1999 in materia di lavoro sessuale &#8211; che viene presentata come un modo per depenalizzare il venditore mentre si criminalizza il cliente &#8211; \u00e8 un punto di riferimento che viene spacciato aggressivamente a livello internazionale come una &#8220;soluzione progressista&#8221; alla prostituzione. Versioni del &#8220;modello svedese&#8221; sono state messe in campo in Norvegia, Islanda e Canada e la scorsa settimana [l&#8217;articolo \u00e8 dei primi di giugno, NdRufus] una versione \u00e8 stata adottata in irlanda del Nord. L&#8217;intenzione, ci viene detto, \u00e8 di &#8220;ridurre la domanda&#8221; per prestazioni sessuali a pagamento: ridurre progressivamente il commercio di sesso fino a abolirlo del tutto.<\/p>\n<p>\u00c8 un peccato che la dimensione reale della legge non sia cos\u00ec semplice, e nemmeno cos\u00ec limpidamente progressista.<\/p>\n<p>La prostituzione \u00e8 considerata un reato di gravit\u00e0 variabile nella maggior parte del mondo. Nel Regno Unito lo scambio di sesso in cambio di denaro fra adulti consenzienti non \u00e8 considerato illegale in s\u00e9, ma lo \u00e8 quasi tutto ci\u00f2 che gli gira attorno. In altri luoghi, come la Germania, l&#8217;Olanda e la maggior parte del Nevada, il lavoro sessuale \u00e8 stato legalizzato. Ampiamente rappresentata come un approccio pi\u00f9 tollerante e pragmatico, la legalizzazione permette comunque di criminalizzare quelle lavoratrici sessuali che non possono o non vogliono sottostare a una serie di adempimenti burocratici, e perci\u00f2 mantiene alcuni dei peggiori aspetti dannosi della criminalizzazione. Esclude cos\u00ec in maniera sproporzionata quelle lavoratrici sessuali che sono gi\u00e0 marginalizzate, come le persone che usano droghe o che non sono in possesso di documenti regolari. Questo rende la loro posizione pi\u00f9 precaria e rinforza il potere di gestori privi di scrupoli.<\/p>\n<p>Al contrario, la Nuova Zelanda ha depenalizzato il lavoro sessuale (la terminologia pu\u00f2 confondere, ma la distinzione \u00e8 importante). Invece di focalizzarsi sul creare anelli burocratici attraverso cui devono piroettare le lavoratrici sessuali, la depenalizzazione pone come priorit\u00e0 la loro sicurezza e la loro salute &#8211; per esempio, permettendo fino a quattro persone di lavorare in appartamento in un collettivo informale senza bisogno di fare nessuna pratica amministrativa e, naturalmente, senza dover temere l&#8217;arresto. Il modello neozelandese \u00e8 stato ampiamente lodato dall&#8217;ONU: il direttore della sezione per l&#8217;AIDS, la Salute e lo Sviluppo del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite ha osservato, con una frase involontariamente divertente, \u00abmi piacerebbe essere una lavoratrice sessuale in Nuova Zelanda\u00bb.<\/p>\n<p>Il mito legato al modello svedese \u00e8 che sta producendo una societ\u00e0 migliore e pi\u00f9 femminista. Ma una societ\u00e0 migliore per chi?<\/p>\n<p>Per le lavoratrici sessuali che sono sulla strada, un cliente potenziale che passa con la macchina sar\u00e0 nervoso e pronto ad accettare rapidamente le condizioni proposte, se il suo ruolo \u00e8 criminalizzato, e per rimanere sul mercato la lavoratrice avr\u00e0 molto meno tempo per fare valutazioni cruciali sulla affidabilit\u00e0 del cliente. Una ricerca sulle normative indirizzate contro i clienti nell&#8217;area di Vancouver ha evidenziato che: \u00absenza l&#8217;opportunit\u00e0 di vagliare i clienti o di negoziare con sicurezza i termini delle prestazioni sessuali&#8230; le lavoratrici sessuali fronteggiano rischi in aumento di violenza, abuso e AIDS\u00bb. Il governo norvegese scrive a proposito della sua stessa legge: \u00abLe donne nel mercato della strada [sic, NdRufus] riferiscono di avere una posizione contrattuale pi\u00f9 debole e pi\u00f9 preoccupazioni per la propria sicurezza adesso rispetto a prima che la legge fosse adottata\u00bb.<\/p>\n<p>Sebbene nel modello svedese le lavoratrici sessuali non siano incriminate direttamente per il fatto di vendere sesso, varie leggi continuano a essere usate contro di loro in maniera punitiva. L&#8217;<em>Operazione Senza Casa<\/em>, la famosa iniziativa della polizia norvegese, mise sulla strada le persone sospettate di vendere sesso &#8211; una legge indirizzata contro i &#8220;protettori&#8221;, ma usata contro i padroni di casa delle lavoratrici del sesso.<\/p>\n<p>Mentre la polizia norvegese preparava <em>Operazione Senza Casa<\/em> utilizz\u00f2 tecniche di sorveglianza per individuare i soggetti da sfrattare &#8211; ma cacciarono di casa anche lavoratrici del sesso che vennero alla loro attenzione in altri modi. Un gruppo di donne nigeriane venne sfrattato &#8211; e lasciato sulla strada &#8211; dopo avere riferito che erano state vittime di stupro, una situazione che spiega il commento del governo norvegese che \u00abla soglia da superare perch\u00e9 venga denunciato alla polizia un cliente violento sembra anch&#8217;essa essere pi\u00f9 alta dopo [l&#8217;adozione del]la legge. Le persone nella prostituzione temono che questa azione possa tornare a tormentarle in momenti successivi\u00bb. Le lavoratrici del sesso &#8211; comprese persone con residenza nell&#8217;Unione Europea &#8211; sono aggressivamente deportate, e i loro decreti di espulsione comprendono commenti come: \u00abNon si \u00e8 mantenuta in modo onesto\u00bb.<\/p>\n<p>Le persone che rivendicano che le lavoratrici del sesso sono &#8220;decriminalizzate&#8221; nel modello svedese tendono a essere quelle che affrontano l&#8217;argomento da una prospettiva femminista &#8211; e tuttavia \u00e8 difficile credere che le stesse femministe considererebbero l&#8217;aborto &#8220;decriminalizzato&#8221; se le persone sospettate di stare cercando di procurarsi un aborto potessero essere espulse o soggette a uno sfratto extragiudiziale (ma perfettamente legale). In realt\u00e0 la classe dirigente svedese \u00e8 notevolmente sincera su fino a che punto ci si aspetta che la legge danneggi coloro che vendono sesso. Il capo dell&#8217;unit\u00e0 contro il traffico [<em>trafficking<\/em>, dal contesto si intende che sia il traffico di esseri umani, ma pu\u00f2 essere anche un&#8217;unit\u00e0 che combatte anche il traffico di droga e altro, onestamente non so, NdRufus] l&#8217;anno scorso ha dichiarato a un giornalista: \u00ab\u00e8 chiaro che la legge ha conseguenze negative per le donne nella prostituzione, ma questo \u00e8 anche una parte dell&#8217;effetto che vogliamo ottenere con la legge\u00bb.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8, allora, che la legge \u00e8 venduta come &#8220;femminista&#8221;?<\/p>\n<p>In parte dipende dal fatto che, mentre le lavoratrici del sesso possono essere concentrate solo sulla propria sicurezza, le persone che non vendono sesso possono avere sentimenti molto forti riguardo a concetti pi\u00f9 astratti &#8211; l&#8217;idea del &#8220;messaggio&#8221; che la legge manda, per esempio, o un interesse a assecondare sentimenti di disprezzo nei confronti di uomini che pagano per avere sesso. Questo distorce il dibattito.<\/p>\n<p>In particolare le donne che spingono per la criminalizzazione dei clienti tendono a focalizzarsi ossessivamente sull&#8217;idea di &#8220;scelta&#8221;. Questo permette a coloro che conducono le campagne di sensibilizzazione di dividere le persone che vendono sesso in due gruppi ben definiti: coloro che l&#8217;hanno scelto (che in questa impostazione possono semplicemente fare un&#8217;altra &#8220;scelta&#8221;, e dovrebbero farla) e coloro che non l&#8217;hanno fatto (che daranno il benvenuto all&#8217;essere soccorse con la forza nella forma di un ordine di espulsione).<\/p>\n<p>Naturalmente il mondo non \u00e8 fatto cos\u00ec in bianco o nero. Ma ci\u00f2 che \u00e8 particolarmente preoccupante riguardo a questa impostazione dicotomica \u00e8 che danneggia perfino le persone che apparentemente intende proteggere: le persone che vendono sesso che sentono di non avere scelta e che desiderano disperatamente di fermarsi. Queste persone hanno ancora bisogno di tempo e sostegno per raggiungere quell&#8217;obiettivo &#8211; e l&#8217;aiuto per l&#8217;alloggio, la sicurezza sociale, il lavoro e i permessi di soggiorno non pu\u00f2 essere fornito in maniera significativa nello spazio di una notte.<\/p>\n<p>Le organizzazioni delle lavoratrici del sesso hanno polemizzato per decenni &#8211; se non per secoli &#8211; contro la divisione delle persone che vendono sesso in &#8220;degne&#8221; e &#8220;non degne&#8221;, meritevoli di salvezza o meritevoli di violenza. Il 2 giugno cadeva il quarantesimo anniversario della occupazione delle chiese in Francia a Lione, in particolare Saint-Nizier, da parte di lavoratrici del sesso che protestavano contro la brutalit\u00e0 della polizia e le multe salate. Quando la polizia francese minacci\u00f2 di prendere in custodia i figli delle lavoratrici del sesso, alle donne che protestavano si unirono in chiesa donne del luogo che non lavoravano col sesso, le quali sfidarono la polizia a tentare di capire chi fosse una prostituta e chi no. Il modello svedese \u00e8 spacciato come un modo per costruire una societ\u00e0 migliore, mentre in realt\u00e0 rinforza l&#8217;idea che alcune lavoratrici del sesso possono pentirsi ed essere perdonate, mentre altre si meritano quel che gli capita. Dopo quarant&#8217;anni da Saint-Nizier la critica sollevata da coloro che occupavano la chiesa non potrebbe suonare in modo pi\u00f9 chiaro.<\/p>\n<p>Sotto un certo punto di vista, coloro che si schierano a favore della criminalizzazione dei clienti hanno ragione: il lavoro sessuale \u00e8 il frutto di una societ\u00e0 profondamente diseguale. Ma come fa notare una organizzazione di lavoratrici del sesso (per trasparenza: sono una componente di questa organizzazione): \u00abSe coloro che sostengono questa campagna si preoccupano del fatto che la povert\u00e0 sottrae possibilit\u00e0 di scelta alle persone, suggeriamo che una soluzione reale sarebbe quella di affrontare la povert\u00e0, non di criminalizzare quella che \u00e8 spesso l&#8217;opzione finale che hanno le persone per sopravvivere alla povert\u00e0\u00bb. Noi abbiamo bisogno del modello neozelandese, perch\u00e9 abbiamo bisogno di sicurezza in questo momento &#8211; e abbiamo bisogno di alternative reali al lavoro sessuale.<\/p>\n<h4><em>* Molly Smith, un nome fittizio, \u00e8 una lavoratrice del sesso europea che scrive sotto pseudonimo a causa della criminalizzazione del lavoro sessuale nel suo paese.<\/em><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Patrick Rothfuss, uno scrittore\u00a0fantasy che \u00e8 gi\u00e0 comparso altre volte su questo blog, ha segnalato recentemente un articolo de\u00a0The New<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10624,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,19],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Maestro-di-Brunswick-Lite-al-bordello.jpg?fit=1024%2C655","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2Li","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":2725,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=2725","url_meta":{"origin":10620,"position":0},"title":"Costruttori di mondi benefici","author":"Rufus","date":"29\/03\/2013","format":false,"excerpt":"Charities anglosassoni un po' nerd Oggi vorrei segnalarvi un articolo di Wired, dare una scossetta alle vostre convinzioni e discutere di fantascienza e fund raising. 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