{"id":1056,"date":"2012-10-18T16:56:30","date_gmt":"2012-10-18T14:56:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1056"},"modified":"2014-09-09T17:29:17","modified_gmt":"2014-09-09T15:29:17","slug":"storie-di-varia-letteratura","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1056","title":{"rendered":"Storie di varia letteratura"},"content":{"rendered":"<p>Ieri e avantieri mi sono ritrovato dentro una lunga discussione politico-letteraria su <a href=\"http:\/\/liberos.it\/\"><em>Liberos<\/em><\/a> con niente po&#8217; po&#8217; di meno che <a href=\"http:\/\/www.michelamurgia.com\/\">Michela Murgia<\/a> e <a href=\"http:\/\/sardegnamondo.blog.tiscali.it\/\">Omar Onnis<\/a> (fra gli altri) su un argomento che spaziava dalla letteratura al femminile alle quote rosa letterarie al fascismo, passando per Grazia Deledda. Non \u00e8 una discussione che si possa riportare qui sul <em>blog<\/em>, perch\u00e9 essendo fatta di repliche e controrepliche non \u00e8 riassumibile, ma trovo che sia stata interessante e <a href=\"https:\/\/liberos.it\/notizie\/la-donna-che-non-doveva-scrivere\/258\">credo meriti di essere vista<\/a>. \u00c8 stato tutto molto garbato, come \u00e8 giusto che sia, ma certo sono stati poggiati con forza sul tavolo dei bei mattoni (e il fascismo l&#8217;ho tirato in ballo io, quindi vuol dire che senza essermi veramente arrabbiato &#8211; sul <em>web<\/em> mi capita raramente &#8211; qualche cosa veramente non mi tornava, come \u00e8 dimostrato anche dal fatto che ho sentito il bisogno di citare don Milani e Bertolt Brecht: mancava solo Guccini e avrei fatto l&#8217;<em>en plein<\/em>, insomma).<\/p>\n<p>Ok, rileggendola forse non \u00e8 stato tutto cos\u00ec tanto garbato, ma ci\u00f2 non toglie che siano stati sollevati temi degni di essere approfonditi.<\/p>\n<p>Aldil\u00e0 della discussione una riflessione personale, un po&#8217; mesta, \u00e8 che si potrebbe applicare a me stesso la frase che un allievo di Lewis riferiva a lui, Tolkien e al gruppo degli <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=532\"><em>Inklings<\/em><\/a>: \u00abAmmiravo terribilmente Lewis e i suoi amici, ma gi\u00e0 allora appariva chiaro che io non potevo condividere i loro atteggiamenti di base\u00bb. Potrei dire lo stesso dell&#8217;indipendentismo e del gruppo di <em>blogger<\/em> e movimenti femministi degli ultimi anni: mi sento politicamente vicino, per\u00f2 ogni volta che mi ci affaccio trovo cose che non mi piacciono. Mi chiedo se capita solo a me.<\/p>\n<h2>Blog letterari<\/h2>\n<p>Rimanendo in tema letterario segnalo che sono usciti in questi giorni due articoli interessanti che parlano (apparentemente) di cose diverse ma in fondo arrivano a suggerire riflessioni simili.<\/p>\n<p>Uno \u00e8 un articolo di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nicola_Lagioia\">Nicola La Gioia<\/a> che riprende una polemica aperta in Inghilterra da un critico del <em>Times Literary Supplement<\/em> (e presidente della giuria del <em>Booker Prize<\/em> di quest&#8217;anno, mica pizza e fichi), Peter Stothard,\u00a0 che in un&#8217;intervista se la prende con i <em>blog<\/em> letterari, accusati, papale papale, di soffocare la <em>vera<\/em> critica e danneggiare il mondo letterario. Trovate l&#8217;intervista di Stothard <a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/books\/2012\/sep\/25\/books-bloggers-literature-booker-prize-stothard\">qui<\/a>.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo di La Gioia (\u00e8 stato riportato <a href=\"http:\/\/loredanalipperini.blog.kataweb.it\/\">qui<\/a> e <a href=\"http:\/\/foglianuova.wordpress.com\/2012\/10\/17\/nicola-lagioia-la-prevalenza-dell-e-critico\/\">qui<\/a>) \u00e8 interessante soprattutto perch\u00e9, nel fare una disamina del panorama italiano, indica molti <em>blog<\/em> di qualit\u00e0 e altre esperienze degne di essere seguite: un approccio utile per chi, come me, sta spostando il suo modo di farsi orientare culturalmente dalla carta stampata alla rete e cerca punti di riferimento. Ed \u00e8 certamente condivisibile l&#8217;osservazione che prima di criticare i <em>blog<\/em> letterari si dovrebbe ammettere che la critica &#8220;ufficiale&#8221; e le terze pagine dei giornali non attraversano un gran momento di salute. Per\u00f2 \u00e8 anche vero (e probabilmente sono queste le cose che anche Stothard ha in mente, se la situazione inglese assomiglia a quella italiana) che ci sono una marea di <em>blog<\/em> che pubblicano semplicemente le note stampa delle case editrici, che esiste un mostruoso conflitto di interessi fra essere contemporaneamente <em>bloggers<\/em> e autori, cosa del tutto comune, che dilaga il fenomeno delle recensioni reciproche (e delle ripicche reciproche), per non parlare delle false recensioni, delle false identit\u00e0 e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 le eccellenze che cita La Gioia sono, in molti casi, non <em>blog<\/em> &#8220;di base&#8221;, ma esperienze critiche di qualit\u00e0 prodotte da professionisti che non hanno l&#8217;assillo delle vendite e della pubblicit\u00e0 come le terze pagine dei giornali\u00a0e possono permettersi di non parlare di Emilio Fede o dell&#8217;ultimo libro della velina, ma soffrono di tutti gli altri difetti della critica &#8220;ufficiale&#8221;: i conflitti di interesse, le camarille, gli incroci di favori e segnalazioni e cos\u00ec via. Come \u00e8 giusto e normale che sia. Per\u00f2 insomma, considerando le cose dal punto di vista dello spaesato lettore <em>normale<\/em>, per essere aiutati a orientarsi forse \u00e8 meglio cercare (anche) altrove.<\/p>\n<h2>La situazione del <em>fantasy<\/em><\/h2>\n<p>Un articolo che, con ambizioni minori di quello di La Gioia, ha provato a esplorare la critica letteraria in rete \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.minimaetmoralia.it\/?p=9633\">Non \u00e8 un paese per elfi<\/a> di <a href=\"http:\/\/sarmizegetusa.wordpress.com\/\">Vanni Santoni<\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 un racconto anche divertente delle disavventure e delle peregrinazioni di un appassionato che decide di provare a\u00a0leggere il <em>fantasy<\/em> italiano. Ovviamente la porta per cui passare sono i <em>blog<\/em> letterari del settore, con quel che segue.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo \u00e8 costruito in maniera brillante. Purtroppo per chi ha una competenza oltre il minimo \u00e8, direi, abbastanza inutile: per esempio io i siti e i personaggi citati li conoscevo gi\u00e0 tutti. \u00c8, insomma, un articolo scritto da un esterno del settore per altri esterni: c&#8217;\u00e8 da essere contenti, certamente, perch\u00e9 quando si parla di <em>fantasy<\/em> fuori dal recinto del genere con competenza e finanche arguzia va sempre bene, ma il fatto che l&#8217;articolo non riesca ad andare in profondit\u00e0 \u00e8 la migliore dimostrazione di una difficolt\u00e0 (\u00e8 riportata una dichiarazione di <em>Wu Ming 4<\/em>: \u00abLa critica al <em>fantasy<\/em> in Italia \u00e8 alle caverne\u00bb).<\/p>\n<p>Due cosine un po&#8217; dubbie sono invece proprie di Santoni, e vale la pena di notarle. Una \u00e8 la confusione fra <em>critica italiana del genere fantasy<\/em>, che \u00e8 una cosa<em>, e letteratura fantasy prodotta da italiani<\/em>, che \u00e8 un&#8217;altra. Non necessariamente le due cose devono andare insieme, e in realt\u00e0 uno dei problemi del genere, in Italia, \u00e8 avere mutuato dalla letteratura <em>mainstream<\/em> e dai suoi <em>blog<\/em> letterari questa confusione. L&#8217;altra \u00e8 che il pezzo finale dell&#8217;articolo \u00e8 un tantinello retorico, e soprattutto commette il peccato mortale di suggerire che il <em>fantasy<\/em> scritto in Italia debba fare riferimento alle radici culturali italiane,<\/p>\n<blockquote><p>La speranza che questi ragazzi [&#8230;] realizzino che esiste una tradizione italiana nel fantastico, e che se un fantasy italiano \u2013 s\u00ec, anche uno di quelli con gli elfi e i draghi \u2013 osasse gettare radici anche dalle parti di Dante (la citt\u00e0 di Dite, del resto, vale certo Barad-d\u00fbr) e Ariosto, o frequentare gli spazi aperti da Papini, Buzzati e Calvino (per citare solo i pi\u00f9 dotati nel world-building), sarebbe cosa bella e fertile.<\/p><\/blockquote>\n<p>che detto cos\u00ec sembra logico, ma in realt\u00e0 \u00e8 un&#8217;idea che da trent&#8217;anni viene riproposta spesso e che non ha mai dato grandissimi risultati. Sar\u00e0 il caso di lasciare che un autore <em>fantasy<\/em> scriva di quello che vuole? Se vive in Italia ed \u00e8 inserito nel nostro panorama culturale questo si vedr\u00e0, senza bisogno che gli sia assegnato il compitino. So quel che dico perch\u00e9 esiste la controprova: in Italia sono o sono stati all&#8217;opera in questi ultimi anni due grandi autori del fantastico, Tiziano Sclavi (<em>Dylan Dog<\/em>) e Mauro Boselli (<em>Dampyr<\/em>); potrei citare anche Luca Enoch (<em>Gea <\/em>e\u00a0<em>Lilith<\/em>) e Gianfranco Manfredi per la parte fantastica di <em>Magico Vento<\/em>. Sono tutti molto molto italiani, ma senza Dante, Ariosto eccetera. Hanno un buon risultato perch\u00e9 Bonelli ha lasciato loro libert\u00e0 creativa. Alle case editrici che hanno provato a fare a tavolino operazioni &#8220;mirate&#8221; non \u00e8 andata altrettanto bene. Tra l&#8217;altro pensare a loro aiuterebbe a ricordare che per gli appassionati i mezzi di fruizione del genere sono sempre pi\u00f9 di uno, e che limitare il discorso alla letteratura pu\u00f2 ingenerare errori di prospettiva.<\/p>\n<h2>La <em>scena<\/em> italiana<\/h2>\n<p>L&#8217;articolo di Santoni \u00e8 comunque molto ben fatto e offre al neofita diversi spunti di riflessione. Il non neofita \u00e8 lasciato a dissentire dalla frase di Francesco Dimitri riportata: <em>la<\/em> scena<em> in Italia non esiste<\/em>. <em>Hmmm<\/em>, allora prepariamoci al peggio: perch\u00e9 se questo \u00e8 vero allora quando esister\u00e0 non avremo mille siti di recensioni, ma diecimila, e pi\u00f9 gruppi su <em>Anobii<\/em> di quelli che ci sono,\u00a0invece che\u00a0le centinaia di attuali autori <em>in pectore<\/em>\u00a0migliaia, ancora altri siti di <em>fanfic<\/em> e cos\u00ec via. Un incubo.<\/p>\n<p>Il problema, dal punto di vista di chi come me ama il genere e cerca di orientarcisi, non \u00e8 che la scena in Italia non ci sia, ma che non \u00e8 strutturata. Il che genera continue sovrapposizioni di ruoli, gli autori fanno i <em>blogger<\/em>, i <em>blogger<\/em> fanno i critici, <em>Fantasy Magazine<\/em> fa (meritoriamente) informazione ma pochissima critica &#8211; il che per un <em>magazine<\/em> \u00e8 un po&#8217; poco. Gli unici che fanno onestamente il proprio lavoro, paradossalmente, sono i siti, che anche Santoni cita, di critica negativa: ma possono essere utili per capire cosa <em>non<\/em> leggere, non per aiutarsi a seguire tendenze e a formarsi un proprio gusto critico (e, oltretutto,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=977\">continuo a diffidare della citatissima scuola di Chicago<\/a>).<\/p>\n<p>Servirebbe che da questo magma ribollente emergessero delle posizioni pi\u00f9 strutturate: dei <em>critici-critici<\/em>, per esempio, un ruolo che nel mercato anglosassone spesso \u00e8 ricoperto, anche con generosit\u00e0, da autori gi\u00e0 affermati\u00a0o da personalit\u00e0 la cui competenza \u00e8 unanimemente riconosciuta. Ma in Italia autori affermati ce n&#8217;\u00e8 pochi e hanno altro da fare e in un ambiente molto litigioso \u00e8 difficile che emergano figure di riferimento condivise.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 la rete ha sempre offerto un&#8217;alternativa a questa situazione: che \u00e8 l&#8217;apporto critico e di orientamento offerto da un gruppo di pari. Ai tempi dei <em>newsgroups<\/em>, per esempio, <a href=\"http:\/\/digilander.libero.it\/itartifantasy\/\"><em>it.arti.fantasy<\/em><\/a> o i gruppi speculari dedicati alla fantascienza o a Tolkien. Oggi un <em>forum<\/em> come <a href=\"http:\/\/www.terradialtrove.it\/Pag%20Locanda%20TDA%20puls.htm\"><em>La locanda della Terra di Altrove<\/em><\/a>, per esempio.<\/p>\n<p>Per\u00f2 questi ambienti collettivi, che possono raggiungere vette anche alte di competenza condivisa e di capacit\u00e0 di giudizio sul genere, non sono pi\u00f9, tecnologicamente, comodi da usare e, non essendo facili da trovare e frequentare, finsicono per essere un po&#8217; dei gruppi chiusi. Credo per\u00f2 che\u00a0questo tipo di\u00a0sforzo collettivo, supportato da mezzi nuovi,\u00a0sia la strada migliore (e l&#8217;unica) se si vuol far crescere il genere.<\/p>\n<p>Per questo, e non solo perch\u00e9 \u00e8 interessante da leggere, guardo con molto favore all&#8217;esperienza di <a href=\"http:\/\/www.speechlessmagazine.com\/\"><em>Speechless<\/em><\/a>, una rivista <em>online<\/em> (un mezzo\u00a0tradizionale ma anche molto <em>nuovo<\/em>) a cura di un gruppo nutrito di collaboratori (quindi uno sforzo collettivo). <em>Speechless<\/em> non si occupa solo di <em>fantasy<\/em>, ma di tutta la letteratura di genere (e di cinema, fumetti, musica), offre un punto di vista che man mano va precisandosi, \u00e8 <em>gratis<\/em> e frutto di uno sforzo in gran parte volontario (che non fa mai male): insomma, la lettura vale la pena (\u00e8 da poco uscito il <a href=\"http:\/\/www.speechlessmagazine.com\/2012\/10\/speechless-magazine-latteso-numero-2-e.html\">numero 2<\/a>, potete giudicare da soli).<\/p>\n<p><em>Speechless<\/em> lavora in maniera trasversale su tanti generi, ma la strada secondo me \u00e8 quella giusta: anche il <em>fantasy<\/em> italiano avrebbe bisogno esattamente di un tipo di sforzo del genere. Da poco gli autori di giochi di ruolo italiani (un ambiente nel passato altrettanto litigioso &#8211; o diffidente) hanno cominciato a trovare un punto d&#8217;incontro e si sono dati pagine <em>web<\/em> e gruppi <em>Facebook<\/em> in comune per lavorare insieme e scambiarsi opinioni: ciss\u00e0 se anche nel <em>fantasy <\/em>succeder\u00e0 prima o poi? Sarebbe una lettura, beh, <em>fantastica&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ieri e avantieri mi sono ritrovato dentro una lunga discussione politico-letteraria su Liberos con niente po&#8217; po&#8217; di meno che<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,64,55,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-h2","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":9026,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9026","url_meta":{"origin":1056,"position":0},"title":"Una vecchia polemica sul femminismo","author":"Rufus","date":"09\/12\/2014","format":false,"excerpt":"Francesca Madrigali mi ha segnalato oggi, col consueto garbo, che la prossima puntata della sua ottima trasmissione su\u00a0Radio X sar\u00e0 dedicata ai temi del femminismo. 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