{"id":10401,"date":"2015-06-17T11:24:56","date_gmt":"2015-06-17T09:24:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10401"},"modified":"2021-06-18T11:50:07","modified_gmt":"2021-06-18T09:50:07","slug":"la-famosa-rissa-delle-ragazzine-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10401","title":{"rendered":"La famosa rissa delle ragazzine di Bologna"},"content":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec ho scritto su\u00a0<em>Facebook<\/em> di essere rimasto coinvolto in una rissa di ragazzine a Bologna, e la cosa ha suscitato un po&#8217; di commenti, battute e richieste di chiarimento.<\/p>\n<p>Oh, ho anche scritto che sono rimasto circondato per lunghi minuti, a un certo punto, da <em>altre<\/em> ragazzine (le stesse sarebbe stato troppo) che si esibivano reciprocamente\u00a0<em>lingerie<\/em>, in maniera piuttosto suggestiva sebbene del tutto innocente, e che all&#8217;aeroporto mi hanno fermato perch\u00e9 si sono accorti che avevo un taglierino nella borsa (mi sono successe un sacco di cose, <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10376\">venerd\u00ec a Bologna<\/a>) e anche su questo si sono sprecate le battute, ma la storia della rissa ha colpito maggiormente l&#8217;immaginazione, chiss\u00e0 perch\u00e9, e quindi ho promesso di raccontarla qui sul\u00a0<em>blog<\/em>.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una\u00a0<em>gran\u00a0<\/em>storia, tranne forse per il finale, quindi immagino che tutti resteranno delusi, ma insomma: eccola qui.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg\"><img data-attachment-id=\"10404\" data-permalink=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=10404\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?fit=960%2C536\" data-orig-size=\"960,536\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Million dollar baby\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?fit=300%2C168\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?fit=510%2C285\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10404\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?resize=800%2C447\" alt=\"Million dollar baby\" width=\"800\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?w=960 960w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?resize=150%2C84 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?resize=300%2C168 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?resize=510%2C285 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?resize=700%2C391 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?resize=50%2C28 50w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La\u00a0riunione a cui\u00a0dovevo partecipare finisce ad orari nordici, cio\u00e8 alle tre e mezza, e io ho un sacco di tempo libero: mentre tutti se ne vanno a prendere il treno decido di ammazzare il tempo fino all&#8217;ora di andare\u00a0in aeroporto girovagando per il centro di Bologna.<\/p>\n<p>Prima tappa:\u00a0<em>Stefino<\/em>; non quello di Cagliari, ovviamente, ma il capostipite bolognese. Solo che il laboratorio non \u00e8 pi\u00f9 dove me lo ricordavo ma a San Vitale, io mi perdo (<a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1409\">un fatto del tutto inusuale, per me<\/a>, certo, come no) e a un certo punto mi ritrovo sotto uno dei tanti portici dalle parti di via Indipendenza.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 allora che vedo davanti a me due ragazzine. Una, coi capelli corti, pi\u00f9 tracagnotta, con addosso una\u00a0salopette in jeans a pantaloncino (quella che ai miei tempi avremmo chiamato, chiss\u00e0 perch\u00e9, &#8220;tutina&#8221;), tiene per i capelli un&#8217;altra, biondina, graziosa, coi capelli lunghi. Le ha preso i capelli dietro la nuca, ma le sta davanti, quindi quell&#8217;altra \u00e8 piegata in avanti.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 violenza apparente e quindi non si capisce se \u00e8 rissa o se stanno solo scherzando in maniera pesante: le due girano su se stesse in una specie di minuetto, piano piano. Io che sto camminando verso di loro guardo\u00a0perplesso il commesso del tabacchino che prende il fresco appoggiato allo stipite:\u00a0anche lui si \u00e8 puntato, ma anche lui sembra incerto;\u00a0intanto\u00a0quelle continuano a girare: la biondina fa due passi per liberarsi e l&#8217;altra ne fa altri due per continuare a mantenere il braccio teso.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 la biondina non dice: \u00abE lasciami, stronza!\u00bb e d\u00e0 uno schiaffone all&#8217;altra. Ok, \u00e8 rissa. Il commesso si lancia a separarle, io che sono pi\u00f9 avanti e\u00a0c&#8217;ho una certa et\u00e0 mi limito a: \u00abBeh, smettiamola subito, ragazze\u00bb con la mia migliore voce autorevole e quelle si separano un secondo prima che il commesso si interponga valorosamente.<\/p>\n<p>Faccio in tempo a dire: \u00abOk, adesso basta, va bene?\u00bb. La ragazza coi capelli corti fa cenno di s\u00ec, noi ci giriamo verso la bionda per conferma e mentre siamo girati la prima ci aggira con eleganza, le si fa sotto e le molla un calcio frontale nello stomaco con ottimo stile. Noi ci giriamo verso di lei con la faccia di chi dice: \u00abMa come?!\u00bb e nel frattempo la biondina, povero angelo, ci aggira dall&#8217;altra parte con eleganza e sbam!, le molla uno schiaffo con mira perfetta.<\/p>\n<p>E insomma, per essere adulti che vorrebbero autorevolmente riportare la pace quelle due ci fanno\u00a0ben presto ballare la rumba, anche perch\u00e9 scopriamo che alcune prese che\u00a0fin da ragazzi abbiamo imparato per separare due che si picchiano nel caso che questi siano\u00a0ragazze diventano un pochino ambigue, e quindi non sappiamo bene dove mettere le mani (in senso letterale).<\/p>\n<p>Alla fine ci risolviamo all&#8217;interposizione pura, facendo scudo coi nostri corpi alla biondina, mentre l&#8217;altra ci gira intorno come una tigre cercando il varco per piazzare qualche altro colpo. E la biondina, maledetta, non collabora, ma da dietro le nostre spalle si protende: \u00abTroia!!\u00bb, e noi non possiamo girarci e dirle di star zitta, &#8216;sta cretina, perch\u00e9 come ti distrai quell&#8217;altra, fulminea, zac!, calcio mirato, \u00abCos\u00ec impari, puttana!\u00bb.<\/p>\n<p>Come Dio vuole, comunque, pian piano la violenza si placa. Il segnale \u00e8 quando la tizia in <em>salopette<\/em>, che noto ha anche dei fantastici\u00a0<em>piercing<\/em>, dice: \u00abVai via!\u00bb. La bionda, imperterrita, le risponde: \u00abMa vai via tu, puttana!\u00bb, \u00abNo, tu, troia\u00bb, ma intanto la prima\u00a0sta retrocedendo e si fruga in tasca, alla ricerca del cellulare.<\/p>\n<p>\u00abSi, dai, chiama papino, stronza!\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPuoi star certa che lo chiamo, puttana, cos\u00ec vedi\u00bb, ma il cellulare non salta fuori e allora si gira verso uno col cappellino da <em>baseball<\/em>\u00a0messo al contrario\u00a0che, giuro!, sinora non si era visto, e gli dice, isterica: \u00abChiama mio padre, che gli fa vedere a questa troia!!\u00bb, e quello &#8211; l&#8217;ho gi\u00e0 detto che non si capisce da dove salta fuori? &#8211; tira fuori il cellulare e compone un numero, e allora la bruna si gira verso un\u00a0altro\u00a0col cappellino da <em>baseball<\/em>\u00a0messo al contrario\u00a0che, giuro!, anche lui sinora non si era visto e gli dice: \u00abDammi il cellulare!\u00bb e quello &#8211; l&#8217;ho gi\u00e0\u00a0detto che non si capisce da dove salta fuori? &#8211; subito le porge il suo telefono\u00a0&#8211;\u00a0poco manca che non si metta in ginocchio come il cavaliere con la regina &#8211; e tutt&#8217;e due, la bruna col\u00a0<em>piercing<\/em> e la biondina, si mettono agli estremi opposti del portico e chiamano casa, mentre i due tizi col cappellino da\u00a0<em>baseball<\/em> fanno del loro meglio per mimetizzarsi contro i muri.<\/p>\n<p>Il commesso torna a vendere sigarette e caramelle. Io vado via: ho un gelato da prendere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec ho scritto su\u00a0Facebook di essere rimasto coinvolto in una rissa di ragazzine a Bologna, e la cosa ha suscitato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10404,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,56,18,61,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Million-dollar-baby.jpg?fit=960%2C536","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-2HL","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":1162,"url":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=1162","url_meta":{"origin":10401,"position":0},"title":"Bastasci casteddai","author":"Rufus","date":"26\/10\/2012","format":false,"excerpt":"Avevo promesso che avrei smesso di raccogliere storie sull'autobus: ma sono loro che vengono da me... \u00abDeu seu sardu\u00bb Alla fermata dell'8 un vecchietto attacca bottone con un signore senegalese. 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