{"id":10344,"date":"2015-06-09T19:06:41","date_gmt":"2015-06-09T17:06:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10344"},"modified":"2015-06-16T13:13:00","modified_gmt":"2015-06-16T11:13:00","slug":"e-finalmente-a-oggi-parliamo-di-libri-arrivo-tolstoj-e-anna-karenina","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10344","title":{"rendered":"E finalmente a <em>Oggi parliamo di libri<\/em> arriv\u00f2 Tolstoj (e <em>Anna Karenina<\/em>)"},"content":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 capitato da poco di assistere allo spettacolo dedicato a Galileo da Marco Paolini. A un certo punto l&#8217;attore dice, pi\u00f9 o meno, che arrivati a una certa et\u00e0 quando si parla di classici si deve sempre dire che li si sta\u00a0<em>rileggendo<\/em>: ci fai comunque un figurone (<em>che belle letture! e come fa bene a tornare ritornare pi\u00f9 volte sui capisaldi del pensiero!<\/em>) e mascheri soprattutto il fatto che sei arrivato all&#8217;et\u00e0 che hai e non l&#8217;avevi mai letto prima.<\/p>\n<p>Ecco, io dovrei dire che per\u00a0<em>Oggi parliamo di libri<\/em> ho &#8220;riletto&#8221;\u00a0<em>Anna Karenina<\/em>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 in verit\u00e0 non l&#8217;avevo mai letto prima.<\/p>\n<p>Di pi\u00f9: confesso che non ho letto nemmeno\u00a0<em>Guerra e pace<\/em>.<\/p>\n<p>La cosa \u00e8 un po&#8217; strana, perch\u00e9 da ragazzino il mio approccio ai grandi romanzieri dell&#8217;800 \u00e8 stato mediato dai russi, soprattutto da Gogol&#8217; (via\u00a0<em>Taras Bul&#8217;ba<\/em>, peraltro, che \u00e8 ancora abbastanza avventuroso). Dopo Gogol&#8217; per\u00f2 ho letto\u00a0<em>I fratelli Karamazov<\/em> (due palle, scusate se lo dico cos\u00ec) e addio russi, anche se periodicamente sono ritornato a\u00a0Dostoevskij per un motivo o per l&#8217;altro. Di Tolstoj devo aver letto solo\u00a0<em>La morte di Ivan Il&#8217;i\u010d<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco, fra il giudizio sui <em>Fratelli Karamazov<\/em> e la confessione su Tolstoj adesso devo aver perso ogni credibilit\u00e0 come conduttore di un programma di libri, immagino. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che nel frattempo c&#8217;era talmente tanta altra roba da leggere che il bisogno di affrontare davvero Tolstoj non l&#8217;ho mai provato, ecco, e tutto sommato vuol dire che era giusto cos\u00ec.<\/p>\n<p>Per\u00f2 in un ciclo destinato alle storie d&#8217;amore non si poteva non parlare di\u00a0<em>Anna Karenina<\/em>, che oltretutto era un romanzo che mi tentava da parecchio. Solo che il tempo per una lettura meditata e pacata non c&#8217;era mai e quindi\u00a0alla fine\u00a0l&#8217;ho letto in fretta e furia (stupendomi fra l&#8217;altro di quanto fosse complesso e ampio, mi ero fatto l&#8217;idea di una vicenda lineare e\u00a0di un romanzo piuttosto breve) e sono andato in trasmissione senza averlo per nulla metabolizzato, il che \u00e8 il motivo per il quale su molti concetti durante la puntata mi sono tenuto abbastanza vago, non tanto per il timore di essere impreciso quanto per non avere ancora deciso quale idea volessi farmene.<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Okf9ZypHhkc?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<h3>&#8220;Questione femminile&#8221;<\/h3>\n<p>Nella precipitazione, per esempio,\u00a0non ho detto che si tratta, comunque, di un assoluto capolavoro, n\u00e9 ho parlato della ampia galleria di personaggi, della finezza psicologica, della dimensione con cui la trama si dipana in maniera tragicamente ineluttabile. Un po&#8217; non ne ho parlato per la fretta, un po&#8217; perch\u00e9 la mia mente era occupata da una serie di dubbi.<\/p>\n<p>L&#8217;omissione pi\u00f9 importante, legata a un&#8217;altra indecisione che dir\u00f2 dopo, \u00e8 quella sulla &#8220;questione femminile&#8221;, in particolare la diversit\u00e0 di destino riservata ad Anna rispetto ad altri adulteri del romanzo, per esempio il fratello (e lo stesso Vronskij). Non ne ho parlato quasi per niente: \u00e8 il riflesso di una dimensione sociale di inferiorit\u00e0 delle donne rispetto agli uomini? O \u00e8 al contrario il segno di una diversit\u00e0 di carattere: Anna sa amare (diciamo: sa ascoltare il cuore) e\u00a0Step\u00e0n invece no? O \u00e8\u00a0Step\u00e0n che, con la sua\u00a0<em>nonchalance<\/em>, sa gestire la verit\u00e0 dei sentimenti senza farsene troppo coinvolgere ma leggendoli con lucidit\u00e0 mentre Anna non \u00e8 capace &#8211; come direbbero i mistici ortodossi &#8211; di mettere una sentinella al proprio cuore (in questo caso il doppio di Anna sarebbe, non a caso, la principessa Ivanovna)? E il fatto che Stiva\u00a0sia uomo e Anna\u00a0una donna \u00e8 davvero rilevante in questo caso? Oppure l&#8217;antinomia costruita da Tolstoj non \u00e8 fra Anna e Stiva ma fra Kitty e Anna: un amore capace di sacrificio contro un amore egoistico e ossessivo? O meglio ancora: il ragionamento di Tolstoj dice\u00a0<em>davvero<\/em> qualcosa sull&#8217;animo femminile e sulla condizione della donna, o il tema non lo tange particolarmente ed \u00e8 piuttosto interessato alle\u00a0<em>coppie<\/em>, considerate quasi come entit\u00e0 uniche: Levin-Kitty rispetto a Anna-Vronskij, Anna-Karenin o\u00a0Steva-Dolly?<\/p>\n<p>Se fosse stato un romanzo dei miei amati vittoriani non avrei avuto problemi a rispondere, ma non essendo ben sicuro di nulla\u00a0&#8211; eppure questo \u00e8 il centro del romanzo! &#8211; ho preferito lasciar sedimentare. Certo il contrasto fra\u00a0<em>Anna Karenina<\/em> e il ragionamento di un romanzo quasi contemporaneo come\u00a0<em>Ritratto di signora<\/em> \u00e8 impressionante: il problema per\u00f2 \u00e8 capire se James e Tolstoj stanno parlando della stessa cosa (non sono affatto sicuro) e questo ci porta a un altro tema.<\/p>\n<h3>Nobili russi abbandonati a se stessi<\/h3>\n<p>Sono invece piuttosto convinto di aver indicato correttamente il tema dell&#8217;afasia sentimentale ed emotiva dei protagonisti del romanzo, un tema a cui ho accennato in trasmissione. \u00c8 fin troppo facile, col senno di poi, dire che questa incapacit\u00e0 di assumere il proprio destino \u00e8 la spia, colta in anticipo da Tolstoj, del fatto che la societ\u00e0 aristocratica russa\u00a0si avviava inevitabilmente verso la catastrofe del &#8217;17, tanto pi\u00f9 se si confronta questa inconcludenza\u00a0con la salda fiducia nei valori borghesi che comunque non abbandona mai James &#8211; e tanto meno Dickens. Il problema \u00e8 che pensando questo stiamo, appunto, per\u00a0forza usando il senno di poi: rispetto alla Russia in generale e rispetto alla crisi mistica che coglier\u00e0, di l\u00ec a pochi anni, Tolstoj stesso. Non \u00e8 un problema che si possa risolvere, ma io credo che la chiave di lettura che ho adottato ponendomi di fronte a <em>Anna Karenina\u00a0<\/em>&#8211; del tutto personale e casuale, legata all&#8217;evoluzione dei miei gusti di lettura nell&#8217;adolescenza e nell&#8217;et\u00e0 matura &#8211; cio\u00e8 di metterlo istintivamente a confronto con una tradizione di romanzo che va dalla Austen a\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10175\">Camera con vista<\/a>\u00a0<\/em>(cos\u00ec ci ricolleghiamo al resto della stagione di\u00a0<em>Oggi parliamo di libri<\/em>) sia tutto sommato piuttosto fruttuosa.<\/p>\n<p>Ho poi un&#8217;ultima osservazione, ma prima vi propongo la pausa musicale utilizzata in trasmissione (per il suggerimento ringrazio Bibi Bozzato).<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/IvRnrIv3mpM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<h3>La modernit\u00e0 di Tolstoj<\/h3>\n<p>Ok, <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8601\">Lizzie Bennet<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9047\">David Copperfield<\/a> o <a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9093\">Pip<\/a>\u00a0e le loro storie parlano senza alcun problema al cuore del lettore moderno. I loro valori, e soprattutto i valori morali delle societ\u00e0 in cui vivevano, invece, per molti aspetti sono ormai tramontati: della Austen apprezziamo senz&#8217;altro la capacit\u00e0 di caratterizzare i personaggi, l&#8217;arguzia, la gestione della trama; molto meno bene ci suonano le sue posizioni morali, la sua visione della societ\u00e0, il destino che talvolta riserva alle sue eroine: tanto che la Lizzie Bennet che tutti apprezzano\u00a0<em>non<\/em> \u00e8 quella della Austen, ma una sua versione contemporanea piuttosto distante dall&#8217;originale, con buona pace di Bridget Jones\u00a0o\u00a0Bella Swann, e non a caso il suo personaggio meno apprezzato \u00e8 la Fanny di\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=137\">Mansfield Park<\/a><\/em>, la pi\u00f9 moralista delle eroine austeniane.<\/p>\n<p>In Tolstoj questa distinzione fra personaggio e autore non \u00e8 possibile: i suoi personaggi sono del tutto a noi contemporanei e la voce dello scrittore prende posizione su una serie di argomenti\u00a0che, con pochissimi aggiustamenti, sono dibattuti in maniera molto simile anche attualmente, per esempio il contrasto fra societ\u00e0 individualistica e comunitaria, il consumismo, la questione femminile, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che si colloca la seconda esitazione che ho avuto al momento di andare in trasmissione: mentre sentivo molto attuale la voce di Tolstoj, non ero affatto sicuro che, andando a fondo, fosse una voce\u00a0<em>condivisibile<\/em>, tale che in un dibattito attuale mi sarei sentito di stare dalla sua parte (e parliamo di un&#8217;icona della nonviolenza, per dire) e quindi prudentemente ho accennato a questa sua modernit\u00e0 ma ho preferito non approfondire l&#8217;argomento.<\/p>\n<p>Diciamo: la riflessione sulla modernit\u00e0 ha molti esiti possibili, dal reazionarismo in gi\u00f9, e spesso non \u00e8 semplicissimo distinguerli sulla base di accenni fatti in un romanzo, che ha comunque una struttura narrativa e non \u00e8 un saggio.\u00a0Quando, un paio di settimane dopo, ho registrato la puntata dedicata alla\u00a0<em>Sonata a Kreutzer<\/em>\u00a0il dubbio sul <em>vero<\/em> pensiero di Tolstoj e sul suo rapporto con il dibattito contemporaneo\u00a0si \u00e8 fatto quasi certezza e quindi sono stato contento di essermi defilato in questa occasione, ma ne parler\u00f2 quando presenter\u00f2 l&#8217;ultima puntata della stagione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi \u00e8 capitato da poco di assistere allo spettacolo dedicato a Galileo da Marco Paolini. 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