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A Lucca

Non so cosa mi aspettassi di trovare a Lucca Comics & Games.

L’ultima volta c’ero stato anni fa, ed era una fiera importante ma di grandezza limitata. Adesso è una massa compatta di persone ed attività che riempie ogni spazio. Tanto che per alcuni aspetti mi chiedo se sia ancora sostenibile, e per quanto (a quanto pare in qualche modo se lo chiedono anche i lucchesi: potete vedere qui un articolo interessante).

Un po’ mi sono sentito respinto: pensavo di girare in santa pace gli stand, di vedere novità e ultime uscite, conoscere di persona qualche fumettista, stringere un po’ di rapporti per conto dei FabbricastorieDi tutto questo non sono riuscito a fare quasi niente e la vita della fiera mi è sembrata così complessa e stressante che mi sono anche chiesto chi si diverte a Lucca.

Beh, sicuramente si divertono i cosplayers.

Poi probabilmente ci si diverte molto dentro gli stand, per lo spirito di corpo che si crea durante il lavoro, per l’occasione che si crea di lavorare fianco a fianco con persone che non si erano conosciute se non per mail, come nelle postazioni di certe case editrici, dove disegnatori, sceneggiatori e redattori finalmente si vedono faccia a faccia. Quando non si è distrutti dalla fatica, ovviamente.

Gli altri non lo so: la manifestazione mi sembra essere cresciuta così tanto che visitarla è diventato… un lavoro.

In ogni caso sono stato contento di esserci stato (l’edizione del record: 180 000 visitatori). Ho visto un po’ di cose, ho preso un po’ di biglietti da visita, sono stato a un’interessante tavola rotonda sul diritto d’autore nel mondo dei giochi (in tre parole: non c’è, però nella sala c’era Andrea Angiolino e l’ho potuto salutare). Ho visto la mostra dedicata ad Enrique Breccia (bellissima) e quella di Laura Zuccari (ugualmente molto bella). Mi sono goduto Lucca, una città bellissima.

Sono stato un po’ di tempo (tempo un po’ stressato, ma va bene) con Maria Bonaria. Abbiamo girato e rigirato, con soste strameritate all’ottima taverna Mecenate. Mia sorella, invece, ha tentato invano di raggiungere Lucca, ed è stata respinta al confine, con perdite, da code di chilometri e mancanza di parcheggio. Accidenti!

Abbiamo passato delle bellissime serate con Paolo e Luisa, Vito e Carla (a cui siamo debitori anche dell’alloggio), e con Gabriele: li ringrazio qui di persona – in maniera ufficiale!

E il seminario? Ah, si. Ho tenuto il famoso seminario. Mi sono divertito molto, così come credo i partecipanti. Che non erano molti, ma molto generosi.

Fra loro c’era Claudia Rege Cambrin, che conosco da quindici anni sul web ma che non avevo mai visto: così per un attimo si è composto dal vero lo staff della Locanda delle Arti Fantastiche. E sullo sperduto marciapiede di una desolata stazione degli autobus in cui le corse per Lucca erano state soppresse ho incontrato Emilio Pilliu, di Domusnovas, uno dei disegnatori della prossima serie di Paola Barbato, Davvero. Quando sarà famoso potrò vantarmi di averlo salvato e di averlo indirizzato a un percorso alternativo, e di averci anche viaggiato in treno.

Beh, vedete: anche nel caos mi sono capitate tante belle cose!

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6 pensieri riguardo “A Lucca

  • Qualcuno mi ha chiesto maggiori notizie sul seminario. Diciamo che io mi ero riproposto di giocare (lo scenario Il tempio di Antas) e poi, durante la verifica, discutere un po’ delle dinamiche di gioco e dell’utilizzo possibile in contesti educativi.
    Purtroppo il numero di giocatori era inferiore al minimo necessario, quindi ho optato per uno schema di lavoro suggerito in altre occasioni da Andrea Assorgia: ho chiesto ai partecipanti, dopo una breve introduzione, di indicare un fatto storico (Claudia ha suggerito il processo a Galileo) e su quello abbiamo lavorato cercando di costruire il gioco da zero: quali potevano essere i personaggi, le loro motivazioni, la matrice delle alleanze e delle contrapposizioni, e qualche variante possibile. Alla fine ho un gioco su Galileo quasi pronto, anzi due…
    Dopo questo lavoro, abbiamo provato Antas, anche se in numero ridotto, e poi ci siamo salutati con qualche altra chiacchiera.

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